Un percorso professionale e umano quello della art designer, Fiorella Friscia ricco e variegato. Un percorso che spazia dagli studi antropologici al lavoro presso le Ferrovie dello Stato, dall’impegno nella Croce Rossa ai reportage realizzati in numerosi Paesi del mondo, fino alle collaborazioni con gallerie d’arte.
Un bagaglio che ha contribuito a formare una sensibilità artistica originale e poliedrica.
“Devo molto alla mia famiglia – racconta Fiorella Friscia -. Mi ha trasmesso valori fondamentali come il concetto di eleganza, intesa non come apparenza, ma come espressione di un mondo interiore”.
Un patrimonio da conservare
Un’eredità culturale che si intreccia con l’amore per l’armonia, appreso attraverso la passione materna per il pianoforte, e che nel tempo si è trasformata in una costante ricerca estetica e creativa. L’ispirazione nasce dall’osservazione del mondo. Una farfalla, un fiore, la forma mutevole delle nuvole possono diventare il punto di partenza di una creazione. Ma, soprattutto, è l’emozione a guidare il processo artistico.
L’energia
“L’energia che affiora da un sentimento, mi induce a disegnare un’immagine che, successivamente, prenderà forma attraverso l’arte orafa” – spiega -.
Tra Palermo e Parigi, città nella quale trascorre lunghi periodi, la designer ha avuto modo di confrontarsi con tradizioni artistiche differenti. Sottolinea come oggi il gioiello abbia assunto una funzione diversa rispetto al passato. “Non deve più simboleggiare il potere, ma integrarsi armoniosamente con la persona che lo indossa”.
Memoria e creazione
Se in passato il monile rappresentava, spesso, un simbolo di prestigio, di appartenenza o di status sociale, oggi è diventato soprattutto un’espressione dello stile personale e dell’identità individuale.
“L’oggetto prezioso non deve prevalere sull’immagine di chi lo indossa, ma completarla con discrezione” – aggiunge -.
Nelle sue opere emerge chiaramente il rapporto tra memoria e creazione artistica. “Sono espressione del mio tempo di vita e, proprio per questo, diventano memoria” – osserva -.
Il gioiello, un fenomeno culturale
L’interesse per il gioiello come fenomeno culturale deriva anche dalla formazione antropologica dell’autrice. “L’armonia e l’avventura estetica sono stati il filo conduttore di tutte le mie attività – spiega. Un approccio che mi ha consentito di considerare il gioiello non soltanto come manufatto artistico, ma come elemento capace di raccontare civiltà, tradizioni e modi di vivere”.
I suoi volumi

Un percorso, il suo, che ha trovato la sintesi nel volume di Fiorella Friscia, Un amore di gioiello, tra memoria e identità. Le gemme: tesori prodigiosi della terra, testimonianza di un legame tra la terra e l’uomo nato nell’antichità e mai interrotto.
I lavori di Fiorella Friscia
Fiorella Friscia ha esposto in parecchie mostre. E’ stata la prima artista a inaugurare la mostra L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Mostra, che ha riunito opere di alta oreficeria; esemplari dal Seicento all’Ottocento dell’arte orafa spagnola, francese e siciliana.
Ha, inoltre, realizzato il volume Un amore di gioiello, tra memoria e identità. Le gemme: tesori prodigiosi della terra.
Un’opera che racconta il legame profondo tra l’uomo e gli ornamenti preziosi, intesi non solo come oggetti di valore, ma come testimonianze di un patrimonio culturale e identitario.









