Nuova edizione de L’Inchiesta Sicilia – fondata nel Luglio del 1996 da un gruppo di giornalisti indipendenti

Legge sullo stalking: remore sull’applicazione

La legge sullo stalking, di strada ne ha fatta. Le remore sono sull’applicazione della stessa legge, ma anche sulle strategie legali che gli avvocati della difesa mettono in atto, per difendere il proprio assistito

di Redazione

Prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. La legge sullo stalking persegue questi tre obiettivi, che rappresentano i principi cardine della legge sulla violenza di genere. Infatti, negli ultimi anni, con l’introduzione del reato di stalking e con la legge sulle ‘Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere’ si è data maggiore forza sia alla tutela giudiziaria, sia al sostegno alle vittime.
In Italia, la legge sullo stalking è disciplinata dall’articolo 612-bis del Codice Penale, introdotto dal Decreto Legge n. 11/2009 (convertito nella Legge n. 38/2009). [1]

Cosa prevede la legge sullo stalking

La norma punisce chiunque, con condotte reiterate, molesta un’altra persona causando effetti deleteri. Tra questi, un profondo stato di ansia. Paura per la propria incolumità fisica e per quella dei propri cari, provocate da minacce subite. Alterazione del proprio stile di vita.

Le Pene

Il reato di stalking è punito con la reclusione, che può variare da 6 mesi a 5 anni. Se lo stolker è il proprio coniuge o una persona legata affettivamente alla vittima, la pena aumenta.
Con la legge del cosiddetto Codice Rosso sono state rafforzate le tutele e velocizzati i procedimenti per proteggere le vittime di questi reati.

Convenzione di Istanbul 

La normativa rientra nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011), che rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante, sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

L’Oscad

La novità più interessante, è il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione. La Convenzione, poi, prevede anche la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica e richiede la penalizzazione delle mutilazioni genitali femminili.
Della raccolta e monitoraggio dei dati, si occupa l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), organismo interforze Polizia-Carabinieri. Per le segnalazioni è attivo il 1522: il numero verde di pubblica utilità della Rete nazionale antiviolenza.

I vari interventi sulla legge sullo stalking

Sono in campo molteplici interventi: la tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica; le risorse per finanziare un Piano d’azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, eccetera. Inasprita anche la disciplina penale con misure cautelari personali, un ampliamento di casi per le associazioni a delinquere, la tratta e riduzione in schiavitù, il sequestro di persone, i reati di terrorismo, prostituzione e pornografia minorile e contro il turismo sessuale. Teoricamente, la legge prevede pure la promozione di iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere, già sul nascere, la violenza di genere: formazione nelle scuole; corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza; forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni per potenziare l’accoglienza e il sostegno alle vittime; task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice. Non sempre, però, ciò che prevede la legge, viene realizzato.

Decreto Legge sulla sicurezza e contrasto alla violenza di genere

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato il decreto legge in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere. Con l’obiettivo principale di combattere e prevenire il fenomeno della violenza sulle donne, ed il femminicidio. Tra le misure approvate: l’aumento della pena per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi; inasprimento anche nei casi in cui alla violenza assiste un minore (la cosiddetta ‘violenza assistita’, che è uno dei fattori di rischio principali per la trasmissione intergenerazionale della violenza); provvedimenti contro lo stalking, messo in atto anche attraverso strumenti informatici o telematici; l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking.

La Polizia

Infine, alle forze di Polizia viene data la facoltà di allontanare il partner violento, se c’è un rischio per l’integrità fisica della donna. Viene, inoltre, introdotto un permesso di soggiorno per motivi umanitari per le donne straniere che subiscano violenze nel contesto domestico. Altro cardine del decreto, è che, in caso di stalking, una volta presentata la querela, la stessa diventa irrevocabile, in modo da evitare che la vittima sia costretta a ritirarla sotto ulteriori minacce. Provvedimenti vengono presi anche per quanto riguarda la protezione della vittima durante l’iter processuale. E’ stato pure introdotto il gratuito patrocinio per le vittime di maltrattamenti, mutilazioni genitali femminili e stalking (in linea con la Convenzione di Istanbul), a prescindere dal reddito.

Prevenzione

Per sottolineare la necessità di prevenire il fenomeno, il governo mette in campo un piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Si tratta, di un piano per porre in essere azioni positive. Azioni, volte a informare e sensibilizzare in particolare uomini e ragazzi, sul tema della violenza e ad educarli al rispetto tra i generi.

Non possiamo dire, che, sotto il profilo squisitamente legislativo, di strada verso il reato di violenza contro le donne, non ne sia stata fatta. Le remore, piuttosto, sono sull’applicazione della stessa legge. Nonché sulle strategie legali, che gli avvocati della difesa, mettono in atto per difendere il proprio assistito. Un soggetto che, pur essendo un criminale spietato, riesce a farla franca con poco.

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