Nuova edizione de L’Inchiesta Sicilia – fondata nel Luglio del 1996 da un gruppo di giornalisti indipendenti

Non più liberi di esprimersi: l’attentato a Sigfrido Ranucci

Riportiamo una serie di concetti espressi da componenti socio culturali sul grave attentato perpetrato contro il giornalista Sigfrido Ranucci

di Redazione

“La libertà d’espressione è alla base dei diritti umani, è la radice della natura e la madre della verità. Sopprimere la libertà di parola significa insultare i diritti umani, soffocare la natura dell’uomo e reprimere la verità.”

Da questa celebre frase di Liu Xiaobo cogliamo l’occasione per riportare una serie di concetti espressi da varie componenti socio culturali a proposito del grave attentato perpetrato da vili soggetti contro Sigfrido Ranucci, il noto giornalista di Rai Tre. Ci sono quattro-cinque tracce importanti che riconducono sempre agli stessi ambiti. Ma sono cose molto complesse da provare. Sono, comunque, tutti fascicoli contro ignoti.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci, vittima di un vile attentato che colpisce non solo la sua persona, ma l’intero mondo dell’informazione libera e indipendente.
Atti intimidatori come questo rappresentano una ferita profonda per la nostra democrazia e pongono una seria minaccia alla libertà di espressione, principio fondante della Costituzione italiana e diritto umano universale. Quando si attacca chi, con coraggio e rigore etico, si dedica alla ricerca della verità, si colpisce il cuore stesso della legalità.
In un momento storico in cui l’educazione civica torna ad assumere un ruolo centrale nel panorama scolastico, è fondamentale trasmettere alle giovani generazioni il valore del giornalismo d’inchiesta, della libertà di stampa e della responsabilità civile.

La scuola ha il dovere di educare alla libertà di espressione

La scuola ha il dovere di formare cittadini consapevoli, capaci di distinguere tra propaganda e informazione, tra intimidazione e confronto democratico.
Ricordiamo che il diritto all’informazione è strettamente connesso ai diritti umani e all’esercizio attivo della cittadinanza. È nella scuola che si coltivano i semi della legalità, dell’etica pubblica e della solidarietà. E proprio da qui deve partire un messaggio chiaro: la violenza non può e non deve mai essere una risposta al libero pensiero.
Invitiamo tutte le istituzioni scolastiche a riflettere con le proprie classi sul ruolo della stampa in una società democratica e sull’importanza della libertà di parola come pilastro di ogni convivenza civile.
È un’occasione per rafforzare nei nostri studenti la consapevolezza che la democrazia si difende ogni giorno, anche con piccoli gesti, come l’espressione di una solidarietà autentica.

prof.ssa Rossella Manco
Segreteria Nazionale CNDDU

QualEnergia esprime piena solidarietà a Sigfrido Ranucci

La redazione di QualEnergia, rivista e portale web, esprime piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla famiglia e alla squadra di Report dopo il grave attentato avvenuto nella notte a Pomezia. Dal 2006 al 2024 in Italia sono stati oltre 7.550 i giornalisti minacciati.

La redazione di QualEnergia esprime piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla famiglia e alla squadra di Report dopo il grave attentato avvenuto nella notte a Pomezia. È una violenza inaccettabile in un Paese democratico. Colpisce il giornalismo, il servizio pubblico e l’intero sistema dell’informazione, richiamando le pagine più buie della nostra storia.Condanniamo con fermezza questo atto vile e ogni forma di intimidazione contro giornaliste e giornalisti. Difenderemo sempre il diritto di cronaca, il dovere di informare e il diritto dei cittadini a essere informati, senza alcun vincolo. Senza stampa libera non c’è democrazia.

Dal 2006 al 2024 in Italia sono stati oltre 7.550 i giornalisti minacciati


Secondo Ossigeno per l’Informazione, dal 2006 al 2024 in Italia sono stati oltre 7.550 i giornalisti minacciati: 1.160 nel Lazio, 621 in Campania, 483 in Sicilia, 465 in Lombardia. Nel 2025 le intimidazioni contro chi fa informazione risultano in aumento del 78% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per garantire una libera informazione riteniamo indispensabile inoltre:abolire il precariato e i compensi bassi nel giornalismo, perché senza un quadro professionale certo e sicuro non esiste indipendenza nell’informazione;rivedere la legge sulla diffamazione, prevedendo che chi promuove una causa e la perde risarcisca per l’importo richiesto. È fondamentale disincentivare le liti temerarie;porre fine a intimidazioni e querele bavaglio: le sfide energetiche e climatiche dei prossimi anni richiedono un’informazione libera e indipendente, capace di allargare gli spazi di democrazia anche nel settore energetico.

Leonardo Berlen, direttore editoriale QualEnergia.it
Sergio Ferraris, direttore responsabile QualEnergia
Gianni Silvestrini, direttore scientifico QualEnergia

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