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Le 3 definizioni di esame universitario totalmente sbagliate e l’unica giusta!

Capire esattamente cos'è un esame universitario è la base per mettere su un'ottima pianificazione strategica di tutti gli esami da sostenere...

di Redazione

Parlando con tantissimi studenti universitari io e Nicola ci siamo accorti che ogni volta che chiediamo “ma, secondo Te che cos’è un esame universitario?”, la risposta che ci viene data rientra generalmente in 3 grandi categorie, 3 grandi definizioni di esame universitario che sono completamente sbagliate

 

di  Attilio Cordaro*

Capire esattamente cos’è un esame universitario è la base per mettere su un’ottima pianificazione strategica di tutti gli esami da sostenere, prima ancora di studiare, comprare libri, chiudersi nella propria stanza o in biblioteca a cercare di memorizzare più pagine possibili.

Pianificare strategicamente gli esami, a sua volta, Ti darà questi benefici:

  • Ti eviterà di studiare interi manualoni inutili e che NON ti servono per passare l’esame che dovrai affrontare col voto più alto che puoi;
  • Ti farà capire esattamente cosa è importante sapere per l’esame e cosa non lo è, sapendo sempre cosa devi imparare per conquistare il professore e sorprendere in positivo la commissione d’esame;
  • Ti permetterà di sapere sempre cosa devi studiare e quanto ti rimane da studiare in termini di mole di studio per avere la preparazione più brillante che puoi e avanzare nel tuo percorso universitario per laurearti velocemente e con voti alti;

Per questo, ho deciso di chiarire una volta per tutte in questo articolo come deve essere inteso un esame universitario, escludendo quelle che sono proprio le 3 macro definizioni errate e dando alla fine quella corretta.

Esami universitari: La prima delle 3 definizioni che puoi buttare nel cestino!

La prima definizione totalmente errata è: “mah, l’esame in realtà è una prova in cui il professore valuta la mia preparazione”.

Perché questa definizione è una cavolata pazzesca? Perché ragionaci: come fa il professore a capire con 3, 4, 5 domande quanto tu sei veramente preparato su una materia che magari va dalle 800 alle 1300 pagine se non di più (come capita a Giurisprudenza)?

Sei davvero convinto che il professore in 15 minuti di conversazione possa effettivamente capire quanto tu conosci a fondo una materia, ti sei appassionato di certi argomenti tanto da studiarli magari anche per i fatti tuoi e per cultura personale?
Sicuramente a te o ad un tuo collega è capitato di osservare come uno studente che sapevate che era ignorante come un pezzo di legno riusciva poi a prendere 30 ad un esame – sapendo magari tu stesso o quel tuo collega che i libri quell’ignorantone lì li aveva solo sfiorati e che sapeva 4 cose messe in croce.

4 concetti contati… e quelli gli erano stati chiesti all’esame!
Ed era finito per essere spacciato come il super-preparato di turno.
Se l’esame fosse la valutazione della tua preparazione, non credi che una persona del genere con una preparazione così scarsa (o inesistente!) verrebbe realmente rimandata ogni volta?
Pensare che l’esame sia la valutazione della tua preparazione è come avere l’arroganza di parlare 10 minuti al bar con una persona che non si conosce e credere di sapere ogni singolo aspetto di lei.

Vita, morte e miracoli!

Esami universitari: La seconda definizione totalmente errata

La seconda definizione che abbiamo capito che è diffusa è che: “in realtà, il professore valuta quanto io mi sono impegnato all’esame”.

Il professore non può assolutamente valutare il mio impegno, non ha gli strumenti giusti!
Questo perché io magari ho studiato mesi e mesi come un pazzo però magari sono una persona sensibile ed emotiva ed al momento in cui mi siedo davanti a lui mi faccio prendere dall’ansia e dal panico e non sono in grado di esprimermi serenamente come faccio invece quando parlo con un amico al bar mentre ci prendiamo un caffè.
Anche se mi sono impegnato davvero tantissimo facendo enormi sacrifici per preparare la materia, la mia esposizione appare confusa, insicura, addirittura incerta, e questo rovinerà del tutto la mia “valutazione” in sede d’esame.
Apparirò davanti alla commissione come “quello che farfuglia cose senza senso”, e il professore penserà nella sua testa “ecco, un altro che si impappina perché non sa la materia”

Altro che impegno!

Esami universitari: la terza definizione totalmente errata

L’ultima, quella che ci fa veramente ridere, è: “L’esame universitario è a culo! E’ tutta questione di fortuna”.

All’esame può capitare il colpo di “fortuna”, certo!
Ma è evidente che se incentri tutto il tuo percorso sulla fortuna, quello che accade è che affidi una cosa super-importante (o che dovrebbe esserlo) come il tuo futuro da studente universitario, al caso cioè a qualcosa che esce totalmente dal tuo controllo e su cui tu scegli deliberatamente di NON mettere bocca.
E come se un contadino pianta dei semi in un campo e anziché innaffiarlo, fare le cunette per farci confluire l’acqua e irrigarlo per fare crescere piantine ed alberi, lo osserva da lontano sperando che prima o poi piova naturalmente.
Se pensi che l’esame è sempre e solo questione di fortuna, del tuo futuro te ne stai lavando le mani.

Esami universitari: la definizione corretta di esame

In realtà la definizione corretta è che l’esame è una performance.
L’esame è come un’esibizione in cui quello che devi fare è far percepire al professore quanto sei preparato.
Come?
Conoscendo esattamente tutto quello che il professore vuole sentirsi dire all’esame, facendo esclusivamente peso sui concetti che lui per conto suo ritiene rilevanti, che ha spiegato e su cui si è incentrato a lezione, utilizzando alle volte esattamente le stesse parole, le stesse definizioni per filo e per segno che lui ha usato, andando a ricreare nella sua testa la “percezione” che tu sia preparato su quella materia.

Quante volte ti è capitato di sentire qualche professore all’esame “ma veramente io a lezione questa cosa che lei sta dicendo non l’ho mai spiegata”?
Ecco!
Questo accade perché la loro percezione è che se non dici esattamente cosa spiegano loro TU NON SEI PREPARATO.

NON SEI PREPARATO = NON PASSI LA MATERIA

Non c’entra niente la cultura personale, non c’entra niente “essere appassionato di una materia perché addirittura io me la studio da solo perché mi interessa…”. Questo NON incide sull’esame.

Ciò che devi fare all’esame, quindi, è dare al professore esattamente ciò che lui vuole sentirsi dire, dandogli le risposte che lui ritiene siano giuste per passare la materia.
E il primo step che devi fare per assicurarti di sapere esattamente tutto ciò che il professore ritiene importante è procurarti tutto il materiale specifico per la materia che stai preparando (materiale che puoi scaricare GRATIS andando su Appunti Condivisi).
Se farai questo primo passo, avrai già migliorato di molto la tua preparazione e ti eviterai l’odiosa sensazione che Ti può capitare quando ti concentri a studiare, studiare, studiare, per poi però andare all’esame ma non veder ripagato il tuo impegno dal voto che prendi perché lo ritieni non all’altezza della tua preparazione.

Per cui: tieni a mente l’unica, vera ed esatta definizione d’esame e scarica il materiale specifico che ti permetterà di avere la migliore preparazione possibile al Tuo prossimo esame.

Alla prossima!

PS: io e Nicola ci mettiamo la faccia in ogni cosa che facciamo. Per questo abbiamo deciso di realizzare tutta una serie di video, fra cui quello che vedi qui in basso, proprio per superare i luoghi comuni errati che rischiano di compromettere il percorso di migliaia e migliaia di studenti universitari italiani. Iscriviti al nostro canale per avere aggiornamenti istantanei sui nuovi video!

 

 

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