Sicilia: alla scoperta dei borghi più belli

Redazione

Sicilia: alla scoperta dei borghi più belli

- venerdì 27 Gennaio 2017 - 08:29

Una meta In Sicilia? Difficile scegliere. Vi suggeriamo qualche idea, svelandovi i suoi borghi più belli, per una bella vacanza...

A proposito dell’isola più grande del Mediterraneo, Friedrich Hessemer scrisse: “La Sicilia è il puntino sulla i dell’Italia”. Questo “Puntino” è pieno di fascino, ricco di storia e tradizioni e tra castelli, cibi ed incantevoli paesaggi ha davvero tanto da offrire, in qualsiasi mese dell’anno. Difficile quindi scegliere una meta. E allora penseremo noi di Inchiesta Sicilia a darvi qualche idea, svelandovi i suoi borghi più belli.

 

Castelmola, Ferla, Gangi: i borghi più belli della Sicilia

Sono tante le manifestazioni mirate alla valorizzazione dell’isola e una di queste è indubbiamente I borghi più belli d’Italia, iniziativa nata ed organizzata all’interno di sobborghi caratteristici, tra festival, mostre, concerti e fiere, che ne mettono in risalto il patrimonio artistico, architettonico, enogastronomico, dialettale, e storico.

La suddetta manifestazione nasce nel marzo 2011, su impulso della consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), con l’intento di salvaguardare e ridare vita ai piccoli nuclei o singole frazioni, fin troppe volte dimenticati. Non poteva non partecipare anche la nostra Sicilia, e di cui scopriamo subito alcuni dei suoi borghi più belli:

 

  • Cefalù (Pa): conta oltre 14.000 abitanti ed è situata a circa 70 Km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. Nel 2015 il suo Duomo è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. La cittadina fa parte del Parco delle Madonie e rappresenta uno dei maggiori centri balneari della regione, letteralmente preso d’assalto durante la stagione estiva;

    Cefalù

    Cefalù

  • Castelmola (Me): le sue origini risalgono al periodo pre-ellenico e la denominazione trae ispirazione dalla conformazione del grande masso su cui si eleva, che ricorda appunto una “mola”. Un tempo, fu la vera acropoli di Taormina. Oggi è considerato il paese del vino alla mandorla, e offre uno dei belvedere più suggestivi dell’isola;
  • Castiglione di Sicilia (Ct): è situata sul versante dell’Etna ed è uno dei comuni del Parco del vulcano più alto d’Europa (l’Etna per l’appunto). Federico II la nominò Città Animosa e sfruttò il castello come residenza estiva. Vanta un triste primato, ovvero quella di essere stata la prima cittadina italiana ad essere stata occupata e brutalmente saccheggiata dai tedeschi in fuga dagli alleati sbarcati in Sicilia, durante la seconda guerra mondiale. Nelle vicinanze si trova Santa Domenica, probabilmente la più importante cuba bizantina presente in Sicilia, monumento nazionale dal 1909;
  • Gangi (Pa): proclamata Borgo dei borghi 2014, a lungo fu identificata con la leggendaria città cretese di Engyon. La zona dove sorge l’attuale paese è avvolta nell’aria frizzante e montana delle Madonie, ed è stata abitata fin dalla preistoria. Di recente sono state rinvenute tombe a grotticella risalenti al Neolitico;
  • Montalbano Elicona (Me): ci troviamo in provincia di Messina. Questo comune di circa 2.400 abitanti, proclamato Borgo dei borghi 2015, è soprattutto caratterizzato dalla presenza di un antico castello che fu residenza di Federico II d’Aragona. Degno di ammirazione è anche il suo Museo fotografico dott. Eugenio Belfiore, ove sono esposte più di duecento opere fotografiche in bianco e nero, che raccontano oltre un secolo di storia dell’intera isola;
  • Ferla (Sr): dal latino Ferula, deve il nome agli abitanti di Piazza Armerina che vi emigrarono in età normanna; il borgo, che oggi conta poco più di 2000 abitanti, si ergeva attorno ad una piccola fortezza ed era caratterizzata da un complesso di case-grotta, nonché da un intrecciato sistema di vicoli e stradine. Purtroppo il terremoto del 1693 ha cancellato quasi tutta l’incantevole cittadina medievale, provocando anche la morte di un quarto della popolazione. La ricostruzione del centro urbano avvenne più a Nord e oggi Ferla si presenta come un concentrato di ruderi, vecchie stradine, sepolcri e grotte, circondato da mandorli, ulivi e carrubi centenari.

 

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