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Gli Italiani e i mercati finanziari

La Consob ha pubblicato il Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, dal quale emerge che è calata la partecipazione delle famiglie ai mercati finanziari...

di Federconsumatori

La Consob ha recentemente pubblicato il Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, dal quale emerge che è calata la partecipazione delle famiglie ai mercati finanziari, nonostante, negli ultimi tempi, si sia registrata una lieve ripresa

 

di  Gaia Matteini *

Le crisi del sistema bancario e gli scandali finanziari, che si sono succeduti nel corso dell’ultimo decennio (si pensi, ad esempio, al crac della Lehman Brothers, ed alle più recenti vicende della Banca Popolare di Vicenza e di Banca Etruria, approdate anche nella sede penale), hanno pesato, e non poco, sull’approccio all’investimento degli italiani, pur se l’anno scorso è stata registrata una lieve inversione di tendenza.
In particolare, alla fine del 2015 la percentuale di famiglie in possesso di almeno un prodotto finanziario si è attestata al 50%, a fronte del 55% registrato nel 2007.
Tuttavia, il dato significativo – ed allarmante – è rappresentato dal fatto che, ancora oggi, la cultura finanziaria delle famiglie è limitata: il 60% del campione intervistato ha rivelato di non possedere la cognizione di nozioni basilari, quali, ad esempio, la correlazione tra rendimento e rischio di un investimento, o l’inflazione.
Addirittura, solo l’11% ha saputo dare una definizione dei prodotti finanziari maggiormente diffusi, e solo il 6% ha mostrato di conoscere le implicazioni di una corretta diversificazione degli investimenti. investimenti
Un altro aspetto altrettanto preoccupante che è emerso dall’indagine, riguarda la c.d. overconfidence: le scelte dei risparmiatori possono, infatti, essere (negativamente) influenzate non solo dallo scarso livello di conoscenze finanziarie, ma anche da una percezione distorta delle proprie competenze.

E’ significativo che circa l’85% degli intervistati si sia riconosciuto ed attribuito capacità almeno nella media con riferimento alle competenze in materia finanziaria e nella elaborazione delle decisioni di risparmio, mentre circa il 30% si reputa sopra la media.
E’ chiaro che la ridotta alfabetizzazione finanziaria ha un forte impatto sulla comprensione dei movimenti e delle performances dei mercati, oltre che dei fenomeni congiunturali e di tutti quegli eventi e circostanze rilevanti per decisioni consapevoli.
Al tempo stesso, le scarse conoscenze condizionano la propensione alle innovazioni e la disposizione verso forme di investimento più evolute (che non necessariamente sono più rischiose), prova ne è che i titoli di Stato rimangono l’investimento preferito.
In un simile scenario, è necessario che i risparmiatori investano, prima di tutto, nella propria consapevolezza: arrivare preparati al momento in cui si decide di allocare il proprio patrimonio rappresenta il fattore di protezione più importante, e un’arma potente contro comportamenti spesso scorretti e poco trasparenti degli intermediari finanziari.

 

* Coordinatrice Consulta Giuridica Federconsumatori Sicilia

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