Vivicittà: liberi di correre

Redazione

Vivicittà: liberi di correre

- venerdì 01 Aprile 2016 - 08:26

Una corsa che sfida il tempo: 33 anni di Vivicittà. La manifestazione organizzata dall’Uisp, Unione italiana sport per tutti, che unisce decine di città e migliaia di persone uniti sotto il segno della solidarietà sociale.

 

di Luca Licata

Domenica 3 aprile si svolgerà, pure nel capoluogo siciliano, la 33ma edizione di Vivicittà, la singolare manifestazione sportiva organizzata dall’Uisp, Unione italiana sport per tutti. Evento veramente unico che, ogni anno, vede coinvolte decine di città italiane e straniere, insieme a diversi istituti penitenziari. Quest’anno, in particolare, Vivicittà si correrà in 43 città della nostra Penisola, 18 città straniere e 26 istituti penitenziari italiani.


Cos’è Vivicittà?

Questa vivace e originale manifestazione abbraccia, in un’unica formula, migliaia di persone tra atleti professionisti e sportivi occasionali. Vivicittà è una corsa che sfida il tempo, iniziata 33 anni fa,  nel 1983 e che da allora continua a registrare un successo sempre in ascesa.
Sotto il profilo organizzativo, infatti, la manifestazione è articolata in una competitiva di 21,097 e 12 km e in una passeggiata ludico motoria. La partenza è unica per tutti (quest’anno è stata fissata alle 10,30). Come unica è la classifica in base ai tempi compensati. Uniche e collettive anche le cause sociali in nome delle quali, ogni anno, si battono tutti i partecipanti: la pace, i diritti umani, il rispetto ambientale, l’uguaglianza, la solidarietà tra i popoli. La caratteristica più importante di Vivicittà è la classifica unica.

Vivicittà e il metodo applicato

A introdurre lo studio specifico  sul dispendio  energetico rispetto alle variazioni di pendenza è stato il fisiologo italiano Rodolfo Margaria. L’Uisp e l’istituto di Scienza dello Sport del Coni, hanno applicato questi studi, aggiungendo le variazioni del terreno e delle curve. E’ chiaro che  i fattori che influenzano la prestazione sono molteplici. I test attraverso i quali è stato condotto lo studio per la realizzazione della manifestazione sono stati effettuati in parte in laboratorio e in parte su percorsi stradali, grazie alla disponibilità di varie tipologie di soggetti: atleti di professione, sportivi occasionali, uomini, donne, giovani, anziani, soggetti forti e possenti o deboli e mingherlini etc. Questi studi, hanno consentito di valutare a fondo, le variazioni di velocità rispetto alle diversità di pendenze del terreno (salite e discese), del tipo di asfalto, di linearità e di curve, ma anche il diverso consumo di ossigeno e la conseguente variazione di fatica nelle varie situazioni, l’insorgenza di lattato nel sangue,  il rapporto tra distanze percorse e il consumo di ossigeno.
Insomma, valutando gli opportuni parametri, con Vivicittà correre diventa un’opportunità per tutti e non un privilegio per pochi.

La storia di Vivicittà

Ripercorriamo alcune delle tappe più significative della manifestazione.

L’avventura di Vivicittà parte nel 1984, dopo il prologo di Perugia dell’anno precedente. Proprio quell’anno, ben 30 mila persone corrono simultaneamente in venti città italiane per difendere i centri storici.
Nel 1986, Vivicittà sbarca a New York lanciando un messaggio di amicizia e solidarietà tra i popoli. Crescono i partecipanti, che arrivano a 60 mila.
Nel 1989, Vivicittà corre con la mascherina. A Roma si sperimenta un sistema per rilevare il tasso di inquinamento durante l’attività fisica, facendo correre alcuni atleti, appunto, con una speciale mascherina. In occasione dell’anno europeo della lotta contro il cancro, si distribuisce a tutti i partecipanti un vademecum di regole per la prevenzione.
Nel 1990, dopo la caduta del muro, la manifestazione si corre nella Berlino riunificata. Quell’anno, si registra il record delle città iscritte: ben 34 in Italia e 7 all’Estero, oltre Berlino, Siviglia, Barcellona, New York, Budapest, Lisbona, Bruxelles.
Nel 1993, nasce ‘Vivicittà Porte Aperte’. La manifestazione compie 10 anni, varcando le porte del carcere di Rebibbia.
Nel 1994 , Vivicittà corre a fianco di Amnesty International in difesa dei diritti civili e contro la violazione dei diritti umani.
Nel 1996, la manifestazione assume lo slogan ‘La città corre libera’. Ciò avviene in occasione della collaborazione l’Uisp Libera, l’associazione contro tutte le mafie. Si gareggia nella Sarajevo finalmente liberata dalla guerra e avviata verso una difficile ricostruzione.
Nel 1998,  si corre in Algeria per l’infanzia violata e contro l’integralismo.
Nel 1999,  Vivicittà arriva in Albania nei campi profughi di Tirana e Valona che ospitano i cittadini kosovari.
Nel 2001, Vivicittà supera ancora i suoi confini e sbarca in Africa, nella baraccopoli di Nairobi.
Nel 2007, al primo posto l’ambiente. Continua la sperimentazione sull’analisi ambientale durante Vivicittà con l’uso di materiali riciclabili, la raccolta differenziata, l’uso del trasporto pubblico.
La manifestazione si sposta anche a Beirut con la presenza di migliaia di persone: militari dell’Onu, giovani di ogni età ed etnia, tutti accomunati dallo stesso messaggio di sport nel nome della pace.
Nel 2008, altre due città simbolo accomunate dal messaggio di Vivicittà. Si corre a Beirut e a Bucarest nel nome della tolleranza e dell’integrazione. 70 mila gli atleti partecipanti nelle 40 città italiane.
Nel 2009, si corre in Abruzzo, pochi giorni dopo il sisma.
Due anni dopo, nel 2011, si corre nel nome dei 150 anni dell’Unità d’Italia. 100 mila i podisti nelle 38 città italiane e 16 nel mondo. Vivicittà coinvolge anche 17 istituti penitenziari e minorili e i campi palestinesi del Libano, come evento conclusivo delle Palestiniadi. Tra i vincitori, primato assoluto agli africani. Nel 2012,  alla 29ma edizione di Vivicittà,  Palermo risulta la città con il più alto numero di iscritti: oltre 3.000 tra le due prove.
Nel 2014, in occasione di Vivicittà, l’Uisp rilancia l’attenzione sui problemi delle carceri italiane attraverso il valore sociale dell’attività sportiva, che l’associazione svolge da trent’anni.

Vivicittà e l’impatto ambientale

Lo sport, sappiamo bene, ha un impatto diretto e indiretto sull’ambiente. In questi anni, lo studio, il confronto con esperti in materia ambientale e l’esperienza sul campo hanno reso Vivicittà una manifestazione sempre più eco-sostenibile, quasi a impatto zero. Lo studio dei rapporti tra cause e gli effetti rappresenta, quindi, il punto da cui partire per determinare Vivicittà, infatti, realizza uno sport sostenibile, declinato dentro un equilibrio virtuoso tra aspetti economici, ambientali e sociali. La manifestazione ha dato nel corso degli anni, una chiave di lettura della realtà, appunto, eco-sostenibile. Pensiamo, per esempio, al superamento dell’uso dell’acqua minerale in bottiglia, al  recupero e la differenziazione di tutti i rifiuti prodotti, all’uso di materiali a ridotto impatto ambientale, alla spinta verso l’uso del mezzo pubblico e della bici per raggiungere il luogo della manifestazione. A Palermo, a tal proposito, il giorno della manifestazione, il biglietto dell’autobus sarà valido tutto il giorno. Insomma, l’evento svolge un ruolo che induce a modificare la visione collettiva della realtà sistemica che ci circonda. 

Vivicittà Porte Aperte          vivicittà

Come ogni anno, Vivicittà affianca alle corse nelle città italiane e straniere il ‘Vivicittà Porte Aperte’.  Si tratta di una serie di eventi podistici che si svolgono dentro gli istituti penitenziari italiani. Il Vivicittà negli istituti penitenziari é parte della proposta culturale che l’Uisp fa ai propri soci intorno al tema dello sportpertutti, laddove le condizioni lo consentono.

L’Uisp ha un ottimo rapporto con l’amministrazione della giustizia e realizza da decenni attività sportive all’interno degli istituti del nostro paese. Spesso, però, incontra problemi di natura tecnica, legate alle condizioni strutturali degli istituti penitenziari e alle condizioni di sicurezza. Ma è proprio all’interno degli istituti penitenziari che, grazie a Vivicittà, sono nate straordinarie storie di amicizia e di solidarietà, in piena sintonia con lo spirito sociale con il quale nasce la manifestazione.

Vivicittà a Palermo

Il simbolo per eccellenza della manifestazione arriverà da Lampedusa. Un gruppo di immigrati presenti sull’Isola e gli alunni dell’istituto comprensivo Luigi Pirandello di Lampedusa, sbarcheranno dall’isola per affrontare insieme una ‘corsa di frontiera’. Ben 200 podisti percorreranno 3 chilometri, attraversando il centro storico e il lungomare del nostro capoluogo.
La gara di Palermo si annuncia già come la manifestazione podistica più partecipata dell’Isola, grazie al lavoro svolto dall’Uisp Sicilia e dall’Uisp Palermo. Partirà da via Libertà, nei pressi del Giardino Inglese. I chilometri da percorrere saranno 12 e verranno suddivisi in due giri da sei chilometri ciascuno. La passeggiata ludico motoria, invece, sarà di 3 chilometri e partirà alle 9.15 con gli atleti in carrozzina Salvo Campanella e Marco Pizzurro, proprio per sottolineare che lo sport appartiene a tutti e può essere praticato da tutti. In gara” anche i ragazzi del Centro rieducazione per minorenni del Malaspina, gli studenti del progetto “Vincere da grandi” che a Palermo ha coinvolto l’Istituto comprensivo ‘Giovanni Falcone’ nel quartiere Zen di Palermo, i ragazzi dei Punti Luce di Save the Children  e i ragazzi della “Casa di Paolo”, un tempo farmacia dei Borsellino ora scuola di informatica voluta e diretta da Salvatore Borsellino.

Centro nevralgico del Vivicittà Palermo, sarà il Giardino Inglese in via Libertà con expo e attività collaterali che prenderanno il via giorno 2 per concludersi il 3, giorno della manifestazione.  La gara sarà trasmessa in diretta da Radio Tv Azzurra (canale 646 del digitale terrestre). 

 

 

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