Casa Mediterranea delle Donne: da sogno a realtà

Casa mediterranea delle donne

Un impegno durato anni, ma adesso la Casa Mediterranea delle Donne diventa realtà anche a Palermo e l’impegno diventerà ascolto e sostegno alle donne in difficoltà

 

di  Clara Di Palermo

“La Casa Mediterranea delle Donne è un sogno che diventa realtà”. Così Caterina Vitale, sindacalista della Cgil, molto attiva e impegnata sul fronte della difesa dei diritti, componente del Coordinamento antiviolenza21 luglio, sintetizza il progetto che prenderà vita giovedì 6 aprile con l’inaugurazione della struttura, in via Lincoln 121 a Palermo, alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando, del Vicesindaco Emilio Arcuri e numerosi componenti della Giunta.
“Circa tre anni fa, tra le donne del Coordinamento antiviolenza21luglio, si è riproposto un vecchio sogno…..Sogno che da tempo le Donne dell’associazionismo femminile di Palermo avevano coltivato: avere, a Palermo, come già accade in molte altre città italiane, una Casa delle donne – racconta la Vitale -”.Casa Mediterranea delle Donne

E’ stato mantenuto il nome di Casa Mediterranea delle Donne, quando, il 26 luglio 2013, nel corso di una Conferenza stampa di presentazione, il Coordinamento  ha presentato il Progetto e ha fatto formale richiesta al Comune, di locali per ospitare una Casa per le Donne.
Al progetto hanno partecipato le associazioni e i gruppi facenti parte del Coordinamento21luglio: Le Onde, Mezzocielo, Piudonnepiupalermo, Emily, Udi Palermo e le tante singole donne componenti il coordinamento. Un lavoro lungo, fatto di tenacia, di voglia di superare gli ostacoli burocratici.
La  Casa è stata pensata come un luogo d’incontro, un punto di riferimento e tale vuole essere: sede di attività culturali, artistiche, ricreative e di pratica politica fondata sulle relazioni, perché da tutto questo si parte per aiutare a ritrovare la consapevolezza di sé e delle proprie capacità. C’è la necessità di mettere al centro la donna intesa come soggetto femminile, non come oggetto femminile, di valorizzare le differenze come identità e di diffondere la cultura della non violenza. Perché l’identità di genere non debba mai essere né vantaggio né svantaggio, ma semplicemente identità.
La Casa è anche sede dell’Archivio storico e della Biblioteca delle Donne dell’Udi Palermo (che si potranno visitare a giorni e orari stabiliti) e costituirà un punto di ascolto qualificato per le donne vittime di violenza, perché il percorso comincia sempre dal momento in cui si decide di raccontare a qualcuno che sa ascoltare.

“E’ stato un lungo cammino – dice Caterina Vitale -: molte le difficoltà, da quelle economiche a quelle burocratico-istituzionali, oggi Casa Mediterranea delle Donne è un immobile dato in locazione dal Comune di Palermo, nel centro storico della città. L’auspicio delle donne del Coordinamento21luglio è che il Progetto possa rappresentare l’avvio di un percorso e di una stagione diversa, più felice, per ciascuna Donna di questa città”.

La Casa Mediterranea delle Donne non ospiterà donne vittime di violenza,  che trovano ospitalità nelle case ad indirizzo segreto quando le stesse si rivolgono al centro antiviolenza, ma sarà un centro di ascolto, innanzitutto, un punto di riferimento di supporto psicologico, di sostegno e di indirizzo.

Fornirà anche consulenza legale laddove necessario?
“La casa avrà ho punto qualificato di ascolto e di consulenza giuridica per donne con problemi legati a violenza. Nel caso fosse necessario, saranno inviate e seguite dal centro antiviolenza” Le onde”. E’ bene precisare che non ci sarà una responsabile della Casa. Il coordinamento antiviolenza 21luglio e l’ Udi Palermo gestiranno insieme la casa e  le attività con un regolamento ad hoc e un gruppo di lavoro. Non abbiamo ancora un calendario delle attività indicate nel progetto. Intanto è importantissimo aprire la casa, far sapere che esiste e che si è pronte a dare supporto a chi ne ha bisogno”.

La Casa Mediterranea delle donne sarà in rete con tutte le altre case delle donne sparse sul territorio nazionale?
“E’ proprio uno degli obiettivi. Mettersi in rete con le altre strutture esistenti in italia ma anche all’estero”.

 

 

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