Nuova edizione de L’Inchiesta Sicilia – fondata nel Luglio del 1996 da un gruppo di giornalisti indipendenti

Voglia di cinema!

di Massimo Arciresi

Vi consigliamo…

di Massimo Arciresi

A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis, USA/GB/Francia, 2013) di Joel Coen, Ethan Coen con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman

Opera “circolare”, road movie interiore, omaggio al folk dei primi anni ’60 (la figura di riferimento è Dave Van Ronk), tour fra i sensi di colpa (soprattutto nei confronti di un’ex incinta) e la convinzione d’inadeguatezza di un cantante spiantato, metà fallimentare (così intimamente crede) di un duo sfaldato, con l’ispirazione che gli potrebbe sgusciare via come un gatto irrequieto. L’ultimo lavoro dei Coen è tutto questo, e ovviamente molto di più. Un sogno? Un’esperienza liberatoria? I registi ci propongono un nuovo puzzle ironico-esistenziale senza istruzioni per l’uso. Basta affidarsi all’intensa prova di Oscar Isaac e porre attenzione alla struggente malinconia delle sue esecuzioni (colonna sonora da acquistare); il resto arriva. Finalmente una partecipazione elegante per F. Murray Abraham.

 

Oppure…

All Is Lost – Tutto è perduto (All Is Lost, USA, 2013) di J.C. Chandor con Robert Redford

Un solo personaggio in campo (Redford, la cui energia non smette di meravigliare) del quale non sappiamo nulla, uno yacht in alto mare (l’Oceano Indiano), una falla disgraziata che rovina la strumentazione di bordo, tempeste varie alle quali non si può resistere per sempre. Una sfida, un film quasi muto in cui imperversano solo il rumore dello scafo sull’acqua e la furia degli elementi. Allegoria dell’eterno e spesso infelice rapporto dell’uomo con la natura, certo, ma forse anche metafora economica (non dimentichiamo che Chandor proviene dal thriller finanziario Margin Call) e spirituale (vedi il finale).

 

La frase della settimana

«Io metterei giù le armi, se fossi in voi.» Il cyborg-poliziotto Joel Kinnaman alle guardie che proteggono la OmniCorp nel remake RoboCop (id., USA, 2014) di José Padilha.

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La motivazione di questa scelta è legata all’organizzazione di un restyling.

Dietro questa ristrutturazione ci sarà una grande novità: verrà data particolare attenzione al mondo delle donne, dando, quindi, un taglio squisitamente femminile alla testata.

Il nostro intento, infatti, è proprio quello di dare voce all’universo femminile.

Parlare di Donna significa anche osservare e raccontare il mondo che la circonda, ampliando, gli orizzonti.

Cogliamo l’occasione di questa comunicazione per augurarvi serene vacanze e augurare a tutti quanti un buon ritorno all’insegna di questa novità.