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La Giornata Mondiale del Rifugiato per guardare oltre i confini

La Giornata Mondiale del Rifugiato, fissata il 20 giugno, celebra la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di rifugiati

di Patrizia Romano

Giornata Mondiale del Rifugiato. Sono più di 102 milioni le persone costrette a lasciare il proprio Paese e chiedere rifugio in paesi terzi.
Conflitti interni, attacchi bellici, persecuzioni politiche, etniche, religiose, ma anche fame e miseria, sono le cause principali che li costringono alla fuga.
Molti di loro non sono mai arrivati al Paese di destinazione, perché sono morti durante la fuga. Dal ‘90, più di 50 mila persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Tra questi, tante donne, bambini ed anziani.
Sono persone a cui sono stati violati i diritti umani.


Giornata Mondiale del Rifugiato

A queste persone è dedicata la Giornata Mondiale del Rifugiato, celebrata il 20 giugno. Una giornata in cui il resto dell’umanità è chiamata a riflettere sulla gravità del fenomeno. Ma anche una giornata triste per ricordare chi è morto durante la fuga. E ancora, una giornata per concretizzare e diffondere il concetto di accoglienza.
La giornata celebrativa che ricorre il 20 giugno in tutto il mondo è stata istituita nel 2001 dall’UNCHR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell’ONU.
Secondo l’art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, “Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”.


Presenze

All’inizio dello scorso anno, in Italia i rifugiati sono circa 185 mila. A questi si aggiungono i 100.000 Ucraini in fuga dalla guerra arrivati in Italia quest’anno, dall’inizio del conflitto ad oggi. Mentre in Sicilia, i migranti sbarcati nel primo mese del 2022 sono 3.305. Quasi il triplo rispetto a gennaio 2021. A questi si aggiungono i rifugiati ucraini.


Direttiva 2001/55/CE del Consiglio dell’Unione Europea del 20 luglio 2001

Proprio in occasione del conflitto in Ucraina, per la prima volta è stata applicata la Direttiva 2001/55/CE del Consiglio dell’Unione Europea del 20 luglio 2001. Si tratta di una direttiva sulle “norme minime per la concessone della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi”. Parliamo, comunque, di una direttiva che esiste da oltre 20 anni. Pensare che, dopo 20 anni, viene applicata soltanto adesso per la prima volta, lascia un fondo di amarezza.


Celebrare pure chi, ogni giorno, offre rifugio

Tale accesso rapido alla protezione dovrebbe essere possibile anche per gli sfollati provenienti da Afghanistan, Eritrea, Etiopia, Iraq e da tutti gli altri Paesi da cui le persone fuggono per costruirsi una nuova vita.
Queste persone dovrebbero essere protette e accolte nelle nostre comunità, qualunque sia la provenienza. Si tratta sempre e comunque di soggetti fragili e vulnerabili.


Celebrare pure chi, ogni giorno, offre rifugio

La giornata mondiale del rifugiato dovrebbe celebrare pure tutti coloro che all’interno delle organizzazioni della società civile tentano ogni giorno di dare rifugio ed accoglienza a quanti sono costretti ad abbandonare le loro case, offrendo la loro passione, dedizione, competenza e da ultimo il loro esempio.

Quella dei rifugiati e degli sfollati è una crisi globale. Sono ormai più di dieci anni che assistiamo a una crescita continua e costante del numero di esseri umani in fuga dentro e fuori dal proprio Paese.

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