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Farmaco resistenza, un rischio per la salute

Consumiamo troppi farmaci, soprattutto antibiotici, senza corretta indicazione medica, col rischio sempre più concreto che la farmaco resistenza diventi letale per la nostra salute. Ne parliamo con Roberto Tobia, Segretario nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Palermo.

di Clara Di Palermo

La farmaco resistenza, soprattutto agli antibiotici, è da considerarsi sempre più una vera minaccia alla salute dell’uomo: l’abuso di farmaci, troppo spesso senza prescrizione medica, è un male dei nostri giorni e la resistenza ai farmaci antimicrobici è pericolosissima soprattutto per i soggetti fragili.

Un fenomeno in continuo aumento

L’uso eccessivo di antibiotici, anche in veterinaria e in agricoltura, ha fatto sì che l’antibiotico resistenza aumentasse in molti paesi, a livello mondiale, rendendo difficile la cura di diverse infezioni, talvolta anche le più banali. Perché se il farmaco diventa inefficace, i tempi di cura di una qualsiasi malattia si possono allungare e si potrebbe presentare il rischio di un prolungamento della contagiosità del paziente col conseguente rischio di diffondere una determinata patologia.
Abusare di determinati farmaci, utilizzandoli in maniera impropria e senza controllo medico, fa sì che alcuni microrganismi sviluppino una resistenza agli stessi e possano provocare una serie di complicanze che, in casi più gravi, possono portare anche al decesso del paziente.

Troppi i decessi per farmaco resistenza

Non si devono fare allarmismi, certo, ma bisognerebbe anche capire che la salute è troppo importante per permetterci di metterla a rischio con l’automedicazione o con consigli o suggerimenti letti qua e là su internet.
Stando a un recente rapporto dell’Ente europeo di riferimento per il Controllo della Malattie Infettive (ECDC), in Italia, ogni 100.000 abitanti si registrano ben 19 decessi riconducibili a farmaco resistenza. E se tra gli stati europei, ogni anno, sono accertate ben 35.000 morti causate da farmaco resistenza, di queste un terzo avviene proprio in Italia.

Antibiotico, se lo conosci lo eviti

Ma quanti antibiotici consumiamo? Fare una stima esatta non è semplice, anche perché ormai, di fronte alla reticenza del medico prima e del farmacista poi, molti di coloro i quali ricorrono all’automedicazione o all’autoprescrizione, si rivolgono al web per l’acquisto di farmaci. Oltre alle farmacie online serie e autorizzate, infatti, che online vendono solo i prodotti comunemente detti da banco, c’è una incredibile rete di non meglio identificati venditori di farmaci che non sempre si muove lungo i binari della legalità.
Gli italiani che acquistano prodotti legati alla sfera della salute sono oltre 20 milioni, di questi, ben il 70% fa i propri acquisti online, rivolgendosi sia a farmacie autorizzate che a più generici siti di e-commerce, generando un movimento di denaro pari a quasi 4 miliardi di Euro.

Fermare gli acquisti di farmaci online

L’argomento è interessante, riguarda la salute di tutti noi, ma dipanare la matassa e capire come limitare e controllare gli acquisti di farmaci online è davvero difficile.
Sull’abuso di farmaci che fanno in molti, abbiamo rivolto un paio di domande a Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma (la Federazione nazionale che rappresenta le oltre 18.000 farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale), oltre che presidente di Federfarma Palermo.

Roberto Tobia, Segretario nazionale Federfarma

Troppi antibiotici somministrati senza reale motivo: colpa più di una errata informazione e dell’automedicazione o di una facilità di reperire farmaci, anche online, senza prescrizione medica?
“Il fenomeno dell’antimicrobico resistenza è un tema serio e quantomai attuale. Ogni anno nel mondo muore circa 1 milione per cause riconducibili alle infezioni antimicrobico-resistenti, di cui 15mila solo in Italia. Si stima che entro il 2050 l’antimicrobico resistenza potrebbe causare la morte di 10 milioni di persone all’anno e potrebbe avere una ricaduta economica attorno ai 100.000 miliardi di dollari. Questi dati danno la misura di quanto sia urgente contrastare il fenomeno anzitutto con campagne mirate a promuovere presso i cittadini l’uso corretto e consapevole degli antibiotici”.

“Quando l’antibiotico inizia a fare effetto, risolvendo i sintomi dell’infezione – continua Tobia -, molti pazienti interrompono arbitrariamente la terapia prescritta, ritenendo che non sia necessario portarla a termine in quanto ormai si sentono bene: di fatto, ignorano quanto sia importante attenersi alle indicazioni terapeutiche per ottenere la massima efficacia della cura. Questo comportamento, tanto errato quanto diffuso, contribuisce ad alimentare l’antimicrobico resistenza, pertanto va intercettato e corretto”.

Federfarma ha mai effettuato campagne di informazione nelle scuole, per informare sin dai più piccoli sul corretto utilizzo dei farmaci?
“A livello nazionale Federfarma ha patrocinato e condotto diverse iniziative sul tema. L’ultima in ordine cronologico è “Antimicrobico resistenza: è tempo di agire”, sviluppata da Fenagifar con la partnership scientifica dell’Università di Torino e la collaborazione di Sistema Farmacia Italia (SFI). Il progetto fa leva sul ruolo proattivo che la farmacia di comunità può assumere nel contrasto all’antimicrobico-resistenza (AMR) ponendosi un duplice obiettivo: indagare, tramite la somministrazione di uno specifico questionario, l’uso degli antibiotici e la conoscenza del fenomeno della AMR da parte dei cittadini; rilevare le infezioni da streptococco nei cittadini con sintomi riconducibili alla patologia e valutare l’utilità dell’esecuzione di tamponi come strumento di screening della popolazione”.

Quale può essere il ruolo del farmacista in questa campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di farmaci e di antibiotici nello specifico?
“Il ruolo delle farmacie all’interno del SSN è sempre più consolidato e il loro impegno nella lotta all’antibiotico-resistenza è rilevante. Il Piano nazionale di Contrasto all’Antibiotico-resistenza 2022-2025 sottolinea l’importanza del ruolo delle farmacie. Nel documento si evidenzia, infatti, come i farmacisti abbiano il compito «di guidare cittadini e pazienti nell’applicare le indicazioni sul corretto uso degli antibiotici e sulla prevenzione delle infezioni» nonché «fornire medicinali solo dietro prescrizione medico-veterinaria.

Il farmacista, professionista sanitario naturalmente empatico, può sviluppare la sua attitudine al counseling, alla capacità di far capire al cittadino come prendersi cura della propria salute e di trasmettere informazioni in modo chiaro e comprensibile. Questo può valere sia per il corretto uso degli antibiotici, sia per l’aderenza alla terapia. I farmacisti possono orientare i cittadini e i pazienti, con consigli sul corretto uso degli antibiotici e i corretti comportamenti da adottare per prevenire alcune infezioni”.

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