Polemica Lega-Darawsha. Gruppo consiliare “Posizione non razzista”

Polemica Lega-Darawsha. Gruppo consiliare “Posizione non razzista”

- lunedì 18 Maggio 2020 - 16:57

Il problema non è l'assessore, che evidentemente oltre ad essere persona perbene è medico ed è palestinese, trattasi di connotazioni oggettive.

“Chi sostiene che le nostre dichiarazioni verso l’assessore alle
culture Darawsha fossero a sfondo razzista è evidentemente in
malafede.
“Le nostre parole testuali sono state “potremmo obiettare sul fatto che
l’assessore alle culture a Palermo sia un medico palestinese, nulla da
eccepire sulla persona, ma frutto, e forse lui stesso vittima, di una
scelta puramente ideologica del sindaco”.
Lo dichiarano il capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile Igor
Gelarda, unitamente alla consigliera Marianna Caronia e ai consiglieri
Alessandro Anello ed Elio Ficarra
“Quindi per noi il problema non è l’assessore, che evidentemente oltre
ad essere persona perbene è medico ed è palestinese, trattasi di
connotazioni oggettive. Il punto sta nel fatto che abbiamo indicato
lui stesso come vittima di questo modo di presentarsi al mondo del
sindaco Orlando, cioè di volere a tutti i costi far vedere che Palermo
è una città internazionale, tanto da storpiare la parola cultura in
culture, da indicare un medico uno straniero, ancorché ben radicato a
Palermo, come assessore”.
“La domanda è perché la scelta di assessore alle culture è ricaduta
proprio sul dott. Darawsha? Basta dare un occhiata sul suo curriculum,
pubblicato sul sito del comune. Un curriculum di tutto rispetto come
medico, ma dove non è presente una sola attività, una sola esperienza,
che ne potesse far pensare la nomina come assessore alle culture. Ha
fatto certo parte della consulta comunale delle culture, ma non ci
sembra sufficiente per rivestire l’ incarico di assessore alle
culture. Viene naturale il confronto con il precedente assessore, a
quei tempi ancora alla cultura al singolare, Andrea Cusumano. Del
quale non abbiamo condiviso quasi nulla come  scelte politiche, ma sul
cui curriculum nulla c’era da obiettare. Ecco perché riteniamo che
quella di Darawsha sia una scelta ideologica in stile Orlando, forse
basata sul fatto che fosse straniero, almeno di nascita, e desse a
Palermo quella patina,  storicamente scorretta, ma tanto cara ad
Orlando di Palermo città medio orientale. Stesso motivo per cui una
parte del lungomare venne, secondo noi in maniera altrettanto
scorretta, intitolata a Yasser Arafat”.
Ufficio Stampa Comune di Palermo