Assistenza domiciliare integrata e rischi di infezione

Assistenza domiciliare integrata e rischi di infezione

- martedì 12 Maggio 2020 - 08:18

Assistenza domiciliare integrata, l'Asp chiede ai lavoratori del servizio una liberatoria sui rischi di infezione. Fp Cgil: “Atto inammissibile. Chiediamo un incontro con l'assessore alla Salute”

Assistenza domiciliare integrata: la Fp Cgil prende posizione sulla decisione dell’ Asp di chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori che espletano il servizio di sottoscrivere una “dichiarazione liberatoria di responsabilità”.    “Ovvero, secondo quanto chiede l’Asp Palermo – dichiara il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca, in risposta alla  nota del Dipartimento della programmazione e della organizzazione delle attività territoriali e dell’integrazione sociosanitaria – i lavoratori devono impegnarsi a dotarsi  dei dispositivi di sicurezza anti contagio e l’Asp scarica sui lavoratori ogni responsabilità rispetto a  ogni evento connesso alla possibilità di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus”,  

Sdegno per l’emendamento al ddl

La Fp Cgil aveva già espresso sdegno e opposizione quando fu presentato un emendamento al ddl di conversione del decreto Cura Italia – poi ritirato – che esonerava la responsabilità dei datori di lavoro, scaricando tutto sulle spalle dei lavoratori.
“Non potevamo certo immaginare che ciò che era uscito dalla porta qualcuno potesse pensare di farlo rientrare dalla finestra, addirittura con una dichiarazione liberatoria di responsabilità”, stigmatizza Giovanni  Cammuca. In una nota inviata all’assessore regionale alla Salute, all’Ispettorato del Lavoro e alla direzione Asp Palermo, la Fp Cgil Palermo chiede un urgente incontro per avere chiarimenti.  


A.D.I.

E ricorda che l’assistenza domiciliare (A.D.I.) è un servizio di continuità assistenziale gestito direttamente dall’Asp, che si avvale di propri dipendenti che, seppur avendo dato  la loro disponibilità volontaria, espletano le funzioni all’interno del rapporto di lavoro con l’Asp. “Non v’è dubbio alcuno, quindi, che l’unico datore di lavoro è e rimane l’Asp di Palermo – aggiunge Cammuca – In capo al datore di lavoro (artt. 15, 17 e 18 del D.Lgs. 81/2008) rimangono, senza possibilità di esclusione, la tutela della salute, la  sicurezza dei lavoratori e la fornitura dei necessari Dpi. L’aver chiesto alle lavoratrici e ai lavoratori di sollevare il datore di lavoro dalla responsabilità di contrarre l’infezione è una gravissima violazione del decreto. Così come altrettanto grave, e in violazione al decreto, è chiedere ai dipendenti di doversi dotare dei necessari dispositivi di protezione individuale. Questi devono essere obbligatoriamente forniti dal datore di lavoro. Come per altro ben precisato, e non poteva essere diversamente, dall’apposito regolamento dell’Asp di Palermo ‘Utilizzo razionale delle protezioni per infezione da Sars-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie nell’attuale scenario emergenziale Covid-19’ del 30/04/2020”.  

Azioni intraprese sulla salute dei lavoratori

La Funzione Pubblica chiede pertanto di verificare, quali siano le azioni intraprese, a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Azioni per l’erogazione del servizio d assistenza a domicilio. “Ci rivolgiamo all’assessore alla Salute perché – spiega Cammuca –  nonostante le numerose richieste di incontro fatte alla direzione generale Asp di Palermo, singolarmente, unitariamente, con le confederazioni, richiamando i protocolli sottoscritti a livello nazionale fra governo, ministero della Salute e confederazioni sindacali, e le indicazioni dell’assessorato, non siamo mai stati convocati. Sul comportamento sindacale ci riserviamo di agire nelle sedi opportune”.

Addetto Stampa
Antonella Romano