Nuova edizione de L’Inchiesta Sicilia – Testata di approfondimento fondata nel Luglio del 1996 da un gruppo di giornalist* indipendenti

Carne e pomodori

Solo poche settimane fa, con un articolo “Vite a Perdere”, ci eravamo occupati delle morti sul lavoro denunciando il clima di precarietà, lavoro nero e illegalità nei subappalti. Ma la strage continua, silenziosa e irrefrenabile. Nuovi morti e nuove braccia amputate, carne e pomodoro, sacrificati nell’Italia del liberismo più selvaggio

di Victor Matteucci

Un operaio di 34 anni è morto ieri durante il turno di lavoro in una fabbrica di laminati in vetroresina di Cividale Mantovano. Secondo le prime informazioni l’uomo è rimasto incastrato tra i rulli di un macchinario. Inutili i soccorsi dei colleghi di lavoro. La vittima, italiana, viveva con i genitori nel vicino paese di Rivarolo Mantovano: lavorava da cinque anni nella fabbrica con un contratto interinale. Vittime sacrificate sull’altare del liberismo sfrenato, come se fossero carne e pomodori senza sapore, senza valore.

Poche ore prima della morte nel mantovano, a Bolzano, sei operari erano rimasti ustionati a causa di un’esplosione avvenuta nel reparto produttivo di una fabbrica di alluminio: quattro di loro sono gravi.

Giovedì un ragazzo di 18 anni aveva perso la vita schiacciato da un mezzo agricolo, una seminatrice, mentre stava lavorando in un’azienda nel Lodigiano.

Satnam Singh

La dinamica ricorda quella della morte di Satnam Singh, il bracciante di origine indiana morto mercoledì in provincia di Latina abbandonato dal datore di lavoro con il braccio tranciato da un macchinario avvolgiplastica lunedì scorso, nelle campagne di Latina. Era stato scaricato fuori alla sua abitazione, insieme alla moglie, anziché essere portato in ospedale. Poi era stato ricoverato al San Camillo di Roma in gravissime condizioni dove Satnam sarebbe poi morto.

Solo poche settimane fa con un articolo Vite a Perdere ci eravamo occupati delle morti sul lavoro denunciando il clima di precarietà, lavoro nero e illegalità nei subappalti.

Ma la strage continua, silenziosa e irrefrenabile ed è necessario tornare di nuovo a parlare di questa guerra per la sopravvivenza di immigrati e precari, vittime di politiche sul lavoro criminali che è senza speranza e senza tregua perché la vita degli ultimi, mai come in questa fase storica di iperliberismo, non vale niente. Ci sono, in Italia, centinaia di migliaia di lavoratori, considerati solo carne tra i pomodori.

Lo scopo di tutti è dichiarare guerra al caporalato“, ha dichiarato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, dopo la riunione con le rappresentanze sindacali e datoriali convocata a seguito di quanto accaduto a Satnam Singh. Il caporalato…

Ma proprio lei è l’artefice della riforma del lavoro basata su flessibilità, lavoro autonomo e precarietà per consentire agli imprenditori di poter usufruire di lavoro sfruttato e senza oneri. Satnam Singh non aveva alcun contratto, nonostante le preghiere della moglie da oltre due mesi e gli altri morti o erano lavoratori interinali o assunti con falsi stage e contratti stagionali. Chi alimenta, dunque, il caporalato e il lavoro precario, se non chi propone politiche del lavoro esternalizzato?

 “Sono atti disumani che non appartengono al popolo italiano, e mi auguro che questa barbarie venga duramente punita“, invece, ha dichiarato giovedì 20 giugno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, proprio lei vuole punire, non modificare le leggi del precariato, lei che ha tolto con inaudita ferocia e accanimento il reddito di cittadinanza ai soggetti più indifesi e vulnerabili costringendoli ad accettare il lavoro dei caporali senza contratto e urlando a Piazza del Popolo che “lo rifarebbe cento volte”.

Ciò che è successo a Satnam Singh è molto di più di un infortunio: è un atto disumano di barbarie in cui chi lo ha abbandonato ha dimostrato di non avere attenzione al valore della vita umana e soprattutto lo ha abbandonato in una condizione in cui non poteva non sapere che quell’atto poteva causarne la morte“, aveva anche dichiarato la Ministra Calderone al Tg1.

Ma l’atto inumano del datore di lavoro, che lascia un uomo con un braccio amputato davanti casa, invece di portarlo in ospedale, non è l’unico atto disumano, è solo l’ultimo nella scala degli atti inumani. Prima delle responsabilità del padrone ci sono le politiche della precarietà e del lavoro autonomo, politiche schiavistiche per accontentare imprenditori e industriali e, naturalmente, dei padroncini senza scrupoli, ma si sa, più si scende nella catena del lavoro, più il rapporto è spietato e violento.  Prima dell’atto disumano di abbandonare un lavoratore immigrato  davanti casa con un braccio amputato, c’è anche la legge Bossi-Fini che crea illegalità dei migranti in modo che possano essere arruolati dalla criminalità per quella raccolta di pomodori che consente il guadagno della grande distribuzione o delle industrie di trasformazione.

Noi non abbiamo paura di intervenire, lo abbiamo fatto, lo faremo ancora e siamo determinati a evitare che ancora si debbano ripetere queste situazioni“. Vedremo.

Ma, se intervenire significa farlo nel nome di Marco Biagi e di una ulteriore flessibilità, grazie, ma anche no. Meglio che la ministra non intervenga. Qualcuno potrebbe anche sopravvivere a questa mattanza. Carne e pomodori a perdere.

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Una risposta

  1. Verissimo! Bisogna dirle le cose, per come realmente si sono verificate. Bisogna andare a ritroso per conoscere le cause prime di una strage che è diventata insostenibile, per chi vuole rimanere UMANO!
    Bisogna dirla tutta sulle responsabilità politiche, negli anni e nei decenni, di questa disumana condizione degli “ultimi” nella catena della produzione, i lavoratori manuali, senza i quali salterebbe tutto il sistema produttivo agroalimentare! Peccato che la frammentazione di tali mansioni li renda del tutto inconsapevoli della loro importanza! Peccato che siano del tutto soli nel mercato del lavoro! Peccato che i sindacati non servano più a questo: a dare ai lavoratori la consapevolezza dell’ importanza delle loro mansioni!
    Bravissimo Victor Matteucci per essere riuscito a dirla tutta la verità delle cose, senza tanti peli sulla lingua! ☺️

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