Alessio Castiglione: la letteratura per una società migliore

Patrizia Romano

Alessio Castiglione: la letteratura per una società migliore

- mercoledì 24 Gennaio 2024 - 08:42

L'impegno letterario di Alessio Castiglione, trova risvolto nei giovani, guidati ad aprirsi al mondo, attraverso la letteratura

di Adelaide J. Pellitteri

Una delle realtà più propositive e positive del panorama giovanile e culturale palermitano. Dottorando di ricerca del dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione presso L’Università degli Studi di Palermo.
Oggi ventinovenne, Alessio Castiglione, ha al proprio attivo, la pubblicazione di quattro libri. Vanità, soldi, fango pubblicato nel 2016 dalla Giovane Holden Edizioni (scritto all’età di 19 anni), Io non ricordo pubblicato da Spazio Cultura nel 2017, Annegare e Scarpe galleggianti rispettivamente del 2019 e del 2022 entrambi pubblicati da Navarra Editore.

L’impegno sociale di Alessio Castiglione

Fondatore del Newbookclub, Alessio Castiglione, da tempo crea aggregazione tra giovani e meno giovani, li trascina nelle piazze, dentro i musei, in sedi istituzionali, luoghi più o meno simbolici di Palermo, insegnando loro ad aprirsi verso gli altri attraverso la scrittura e l’ascolto.
Ma conosciamo meglio il poliedrico Alessio, partendo dalla sua produzione letteraria. Produzione che noi abbiamo letto e apprezzato nella sua totalità.

Vanità, soldi, fango

L’Inchiesta Sicilia – Hai cominciato a scrivere in giovanissima età, e fin dal primo libro hai dimostrato grande capacità nel sondare l’animo umano. La tua prima pubblicazione ha per titolo Vanità, soldi, fango. Di cosa parla, e cosa ti ha spinto a scriverlo?
Alessio Castiglione – La pubblicazione di Vanità soldi fango ha dato vita a tutto. Credo che questo libro di appena 50 pagine mi abbia fatto capire che la scrittura che avevo coltivato in giovane età da solo, scrivendo per strada, di notte, senza coordinate né aspettative, potesse essere letta da tutti. A distanza di tempo Vanità soldi fango mi sembra ancora molto attuale, ha parlato di prostituzione minorile, violenza sessuale, disagio giovanile, periferie, criminalità, in un momento dove Palermo sembrava avesse smesso con certe narrazioni. Purtroppo ciò che oggi le notizie raccontano della nostra città hanno superato persino la fantasia, e non in meglio. Ma tengo sempre a dire che Palermo non è solo questa.

Io non ricordo

L’inchiesta Sicilia – Nel libro Io non ricordo, invece, quale storia racconti?
Alessio Castiglione – Anche in Io non ricordo speravo che ciò che avessi scritto potesse cambiare in questi anni. Il romanzo pubblicato nel 2017 racconta di un minore straniero non accompagnato che arriva nel nostro paese senza alcun aiuto e con la speranza di trovare salvezza. È una storia raccontata dal punto di vista di chi affronta questo viaggio, inimmaginabile per chi vive una vita privilegiata come la nostra. Di recente in Io Capitano, film di Matteo Garrone che ha vinto il Leone D’argento a Venezia ho visto la stessa intenzione che avevo messo per scrivere Io non ricordo: dare voce e corpo ai protagonisti di questa sofferenza, senza filtri politici o mediatici. Sono tentativi per raccontare la realtà che stiamo vivendo, ma anche sensibilizzare tutte quelle persone che questa realtà non vogliono vederla.

Annegare

L’Inchiesta Sicilia – Argomento ancora diverso, ma con al centro sempre il mondo giovanile, è il tuo terzo libro dal titolo Annegare. In breve, la trama?
Alessio Castiglione – Con Annegare ho quasi chiuso quelle storie che ho scritto fino ai miei 21 anni e pubblicati tutte anni dopo. Qui ho provato a raccontare la paura di un contagio prima che arrivasse la pandemia da COVID-19. La protagonista, Costanza, ha il timore di aver contratto l’HIV, un virus che non ha avuto la stessa attenzione del coronavirus, ma che ha comunque segnato un’epoca. La storia gira intorno ai dieci giorni prima del risultato del test. La scelta di avere Costanza come protagonista, una giovane ragazza eterosessuale, è ricaduta per far capire che questo virus non conosce categorie, interessa tutte e tutti e può, se non preso per tempo, cambiare radicalmente la tua vita. Sicuramente oggi la medicina ha fatto dei passi in più, ma i dati raccontano che i contagi non sono diminuiti. Grazie a questo libro diverse persone mi hanno confidato di aver fatto il test per l’HIV per la prima volta  dopo averlo letto; è stato l’obiettivo più grande di questa pubblicazione. In assenza di un’educazione sessuale diffusa, credo ci sia bisogno di informare con tutti i mezzi possibili. Annegare è stato il mio.

Scarpe galleggianti

L’inchiesta Sicilia – La tua ultima pubblicazione, Scarpe galleggianti, è un libro scritto per i bambini che anche gli adulti – noi per primi – hanno apprezzato. Cosa racconti e come mai questa scelta?
Alessio CastiglioneScarpe galleggianti nasce durante i mesi più duri della pandemia. Le uniche persone che vedevo erano i bambini della comunità per minori dove lavoravo. Grazie alla mia professione, i bambini mi hanno insegnato tanto: la generosità, l’affetto, il gioco, i sorrisi, il non smettere di sognare… Gli dovevo un racconto che potessero leggere. È stato il mio modo per ricambiare ciò che mi hanno donato. La storia parla di un bambino che durante la pandemia crea un prototipo di scarpe galleggianti per correre nell’oceano insieme alle sue persone preferite. Raccoglie un punto di vista diverso del lockdown. Uno sguardo che abbiamo rischiato di non vedere bene e che ho tentato di decifrare, scrivendo questa storia.

Prossimi progetti letterari di Alessio Castiglione

L’Inchiesta Sicilia – Hai altri progetti letterari?
Alessio Castiglione – Mi sto dedicando alla scrittura del mio primo manuale come ricercatore. Non un cambio di rotta, ma un completamento della mia identità professionale.

La fine dei racconti scritti al Newbookclub

L’Inchiesta Sicilia -Vorremmo rispondessi, adesso, a una domanda che non ti abbiamo fatto.
Alessio Castiglione – Una cosa che non mi chiede nessuno è che fine fanno tutti i racconti che ho scritto al Newbookclub in questi anni. Essi sono raccolti nella memoria dello smartphone e in quaderni sparsi. Penso di aver scritto più di duecento racconti in questi dieci anni di scrittura con il Newbookclub. Sarebbe bello un giorno andarli a raccogliere tutti per intravedere l’evoluzione di questo percorso.

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