Visages villages e Pertini – Il combattente… al cinema

Massimo Arciresi

Visages villages e Pertini – Il combattente… al cinema

- giovedì 22 Marzo 2018 - 08:22

Questa settimana Massimo Arciresi vi consiglia: Visages villages e Pertini - Il combattente...

 

Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi 

 

Visages villages (id., Francia, 2017) di Agnès Varda, JR. Documentario
Scatti tramutati subito in gigantografie da affiggere a volte fugacemente (ma il cinema le immortala lo stesso) su superfici “significative” (muri, rocce, containers) sparse per la Francia rurale. L’idea (democratica, espressiva, divulgativa) del documentario che unisce le forze della regista Varda (classe 1928, e non è la più âgée del film) e del fotografo JR (nato nel 1983), strana coppia itinerante (su un furgone/stampante) tra improvvisazione (vera o finta) e affettuosi screzi, è tutta qua. Due sguardi apparentemente distanti per approccio artistico, genere e perfino età si fondono e generano arte accessibile – e quindi comprensibile – a chiunque. Un percorso in continua evoluzione del quale ci scopriamo partecipi e che potrebbe continuare; invece Godard, pur omaggiato nel suo Bande à part, lo interrompe…

 

 

Oppure…  pertini_il_combattente

Pertini – Il combattente (Italia, 2018) di Graziano Diana, Giancarlo De Cataldo. Documentario
Un doc su Pertini per giovani (vedi l’incipit con il co-regista/guida/autore del libro omonimo De Cataldo) e una nostalgica raccolta di materiali. L’ex-partigiano socialista (galeotto, attentatore antifascista, presidente dal ’78), generoso con i terremotati o i giornalisti in erba (Lerner), rigoroso verso il suo partito, ci fa (ri)accorgere – talvolta retoricamente – dei valori persi. Aneddoti di Napolitano, Mieli, Venditti, Zoff, senza scordare (con Scalfari) le ombre da protagonismo. L’intervista a Salvalaggio è rappresentata da Tognazzi e Poggio; le vignette di Paz sono un modo per rievocare anche lui.

 

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Assaggiate. Coraggio!» La vedova Rachel Weisz porge una delle sue misteriose tisane al cugino acquisito Sam Claflin (che all’inizio la detesta, ritenendola responsabile della morte del marito, suo padre putativo, cedendo poi al suo fascino e ospitandola con mille attenzioni nelle vaste proprietà ereditate, sotto gli occhi preoccupati del tutore Iain Glen) nell’ottocentesco, romanzesco (da Du Morier) e accettabilmente azzimato Rachel (My Cousin Rachel, GB/USA, 2017) di Roger Michell.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta