Palazzo delle Aquile, “Rien ne va plus” ed ora sotto a chi tocca alla Regione

Salvo Messina

Palazzo delle Aquile, “Rien ne va plus” ed ora sotto a chi tocca alla Regione

- mercoledì 21 Giugno 2017 - 08:46

“Rien ne va plus”, Leoluca Orlando confermato a Palazzo delle Aquile. Rieletto Sindaco di Palermo a primo turno per la quinta volta col 46,28%...

“Rien ne va plus”, Leoluca Orlando confermato a Palazzo delle Aquile. Rieletto Sindaco di Palermo a primo turno per la quinta volta col 46,28% (votato da 125.913 elettori)

 

di  Salvo Messina

Fabrizio Ferrandelli (Centrodestra) pur ottenendo il 31,19%, raddoppiando i voti ottenuti alle passate comunali non riesce ad andare al ballottaggio. Ugo Forello (M5s) si ferma ad un modesto 16,27%, visto che le aspettative all’inizio della competizione elettorale erano di arrivare almeno al ballottaggio ma le lacerazioni interne ai pentastellati sono state in parte penalizzanti. Comunque, Forello si consola essendo il consigliere più votato con 5262 preferenze. Ismaele La Vardera (parte del centrodestra e Noi con Salvini) raccoglie il 2,59%, anche se quello che uscito dopo la competizione elettorale è ancora tutto da chiarire soprattutto per quel 2,9% di palermitani che gli hanno riposto la fiducia. Infatti, pare che l’ex Iena abbia ripreso 15 incontri segreti sul voto di Palermo per realizzare un film. Nadia Spallitta (Verdi) ha ottenuto l’1,92 che secondo alcune indiscrezioni vorrebbe “capitalizzare” con una candidatura alle prossime regionale del 5 novembre e Ciro Lomonte (Siciliani Liberi) che ha fatto il suo esordio con l’1,76% ma già pensa alla prossima campagna elettorale per la Regione.

La lista più votata è stata quella del M5s 13,08 % (30.950 voti), seguita da Forza Italia 8,61%, dal movimento 139 (che sosteneva Orlando) 8,61%, Democratici e popolari 8,57% (partiti di centrodestra e alfaniani che sostenevano Orlando), il Cantiere Popolare 4,26 %, Per Palermo con Fabrizio (che appoggiava Ferrandelli) il 7,49.
Analizzando il voto emerge che la metà degli elettori chiamati al rinnovo di sindaco e consiglio comunale a Palermo è rimasta a casa poiché ha votato il 52,6%, ovvero 293.585 cittadini su 558.121 (alle comunali del 2012 aveva votato il 63,19%). Sulle ragioni di questo elevato tasso di astensionisti andrebbe fatta una profonda analisi. Nel corso della campagna elettorale si è parlato tanto di periferie con il risultato finale che da quelle parti sono stati in pochi a recarsi alle urne. Inoltre, altri temi molto dibattuti sono state le Ztl e le zone del centro pedonalizzate che dopo tante critiche e polemiche alla fine pare che i residenti e commercianti di quelle zone abbiano votato per Orlando.

Orlando ha conquistato il premio di maggioranza e tra le sue liste sono stati eletti 24 consiglieri. Leoluca-Orlando

Un seggio spetta di diritto al secondo candidato sindaco classificato, ovvero a Fabrizio Ferrandelli, mentre il resto degliscranni se lo divideranno le opposizioni di centrodestra e il Movimento 5 stelle, tra cui c’è anche il candidato sindaco Ugo Forello, che si è piazzato terzo ma è il più votato tra i consiglieri. Le liste Movimento 139, Palermo 2022, Democratici e popolari e Uniti per Palermo saranno rappresentate a Sala delle Lapidi da cinque candidati ciascuna, mentre Sinistra Comune avrà quattro consiglieri. Per il Movimento 139 vanno a Sala delle Lapidi Fabrizio Ferrara, Salvatore Orlando, Sandro Terrani, Paolo Caracausi e Valentina Chinnici. Per Palermo 2022 sono stati eletti Giulio Cusumano, Massimo Giaconia, Tony Sala, Francesco Bertolino e Mimmo Russo. Per la lista del Pd e di Alternativa popolare andranno al Consiglio comunale Francesco Scarpinato, Dario Chinnici, Carlo Di Pisa, Rosario Arcoleo e Giovanni Lo Cascio. Nella lista “Uniti per Palermo”, che fa capo a Sicilia Futura dell’ex ministro Salvatore Cardinale, sono stati eletti Gianluca Inzerillo, Ottavio Zacco, Caterina Meli, Valentina Caputo e Giuseppina Russa. Quattro consiglieri anche per Sinistra Comune: l’assessore uscente Giusto Catania e la collega Barbara Evola, poi Katia Orlando e Marcello Susinno.
L’opposizione sarà presente a Sala delle Lapidi con Fabrizio Ferrandelli, che come candidato sindaco arrivato secondo conquista il seggio di diritto, con quattro consiglieri per Forza Italia: Giulio Tantillo, Sabrina Figuccia, Roberta Cancilla e Andrea Mineo. Per la lista “Per Palermo con Fabrizio” andranno al Consiglio comunale Marianna Caronia, Elio Ficarra e Alessandro Anello.
Per i Coraggiosi, Claudio Volante, Cesare Mattaliano e Giovanni Tarantino.
Cinque i consiglieri per il Movimento 5 stelle: oltre al candidato sindaco, Ugo Forello, il più votato, arrivano a Sala delle Lapidi Igor Gelarda, Giulia Argiroffi, Concetta Amella e Rosalia Lo Monaco.

Tra gli esclusi eccellenti si annoverano i consiglieri comunali uscenti Alberto Mangano Luisa La Colla, Pier Paolo La Commare mentre rimane fuori anche Ninni Terminelli ritornato in pista senza centrare l’obiettivo. Tra i forzisti spicca la candidatura di “servizio” di Giacomo Terranova che racimola poco più di 200 preferenze. Raccolgono pochi voti gli attori Francesco Benigno e Totò Borgese che si fermano a circa 150. Infine, dopo l’esordio del voto di genere sono state elette al consiglio comunale appena 12 donne.
A proposito di donne, l’unica candidato a Sindaco, Nadia Spallitta commentando il voto ha detto: “La coalizione di Orlando ha visto uno spostamento verso destra. La lista Democratici e Popolari univa il Partito Democratico e gli alfaniani di Alternativa Popolare, ma se togliamo un due per cento legato a questi ultimi, il Pd a Palermo è al sei per cento. In una coalizione che ha preso il 46 per cento questo è molto preoccupante”. Lo dichiara Nadia Spallitta, neo responsabile cittadino dei Verdi commentando i dati elettorali. “Inoltre, su 24 consiglieri del sindaco – sottolinea Spallitta – più di 15 provengono dal centrodestra e a questi si sommano i 10 di Ferrandelli e i 5 dei grillini che non possiamo definire di sinistra”. Le prossime elezioni sono già alle porte ed è già iniziata un’altra campagna elettorale con la scelta dei candidati alla presidenza della Regione che vede da una parte Nello Musumeci con “Diventerà Bellissima” che non riesce a ottenere l’appoggio di Gianfranco Miccichè sempre più convinto di lanciare una candidatura di chiara matrice “forzista”, Roberto Lagalla con il suo progetto “Idea per la Sicilia” visto di buon occhio dai centristi ma l’ipotesi dell’europarlamentare Giovanni La Via potrebbe mettere d’accordo tutti o perlomeno la maggior parte dei contendenti. Nel centrosinistra viene corteggiato il presidente del Senato Piero Grasso, una candidatura forte ed autorevole che potrebbe avere anche i voti di Forza Italia (secondo quanto ha dichiarato nei giorni scorsi Gianfranco Miccichè).

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