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Quando il gioco diventa malattia

Non sempre il gioco resta tale. A volte diventa una vera e propria malattia, devastando vite e intere famiglie, modificando comportamenti...

di Patrizia Romano

Non sempre il gioco resta tale. A volte diventa una vera e propria malattia, devastando vite e intere famiglie, modificando comportamenti. Attenzione a riconoscere per tempo i primi segnali

 

di  Patrizia Romano

Negli ultimi anni, sono state identificate delle nuove forme di dipendenze comportamentali, caratterizzate dall’assunzione di condotte dannose: gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, dipendenza da internet, da sesso e da lavoro.
Tra le più diffuse e socialmente più pericolose, è senza dubbio il gioco d’azzardo patologico, oggi conosciuto come gambling.
Questa dipendenza persistente e ricorrente, compromette pesantemente le attività personali, familiari, o lavorative dell’individuo.
Ma quali sono i segnali più evidenti della sua patologia? Il giocatore dipendente tende a essere eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo. Egli rivive esperienze passate di gioco d’azzardo, programma le giocate successive, pensa ai modi per procurarsi denaro con cui giocare, ha bisogno di puntare somme crescenti di denaro per raggiungere il livello di eccitazione desiderato. Sotto il profilo relazionale, è irrequieto, facilmente irritabile.giocodipendenza
In realtà, inizia a giocare d’azzardo per sfuggire dai problemi quotidiani che la vita gli presenta. Poi, ritorna a giocare per recuperare somme di denaro perse. Naturalmente ha bisogno di mentire ai propri familiari e non ammetterà mai di giocare d’azzardo, né mai riconoscerà l’entità del proprio male.
Spesso, finisce con il commettere azioni illegali per finanziare questa sua mania, mettendo a repentaglio il proprio lavoro.
L’Uoc, il Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Asp di Palermo indica delle linee molto importanti per orientare l’utenza nella definizione del gioco d’azzardo.

Il gioco può definirsi dazzardo quando si punta denaro o oggetti di valore. La scommessa, una volta fatta, non può essere ritirata e il risultato del gioco dipende principalmente dalla fortuna, ovvero dal caso, e non da competenze del giocatore.
Sempre secondo gli operatori dell’Uoc, il giocatore dipendente si distingue in una serie di caratteristiche che danno, sostanzialmente a due tipologie: sociale e patologico.
La tipologia di giocatore “sociale” può definirsi tale quando  il gioco per lui rappresenta un passatempo e pensa che si possa anche vincere, senza illudersi troppo e, comunque, con la consapevolezza che la sua vita, in fondo, non dipenda dal gioco. Inoltre, il giocatore cosiddetto sociale, stabilisce una somma in denaro proporzionata alle sue risorse finanziarie ed è capace di mantenerla indipendentemente dalla vincita o dalla perdita.
Poi, abbiamo il giocatore patologico. Si diventa patologici quando si incomincia a giocare più denaro di quanto ci si possa permettere perché ci si crede molto. Per questo giocatore il gioco comincia a essere un problema anche se pensa di poterlo governare. Il patologico gioca per rifarsi dalle perdite e pensa al gioco in ogni momento della giornata, dando vita a una spirale senza fine. Diventa nervoso, ansioso, irritabile e depresso.
Ormai, ha perso il controllo, non solo ella sua dipendenza, ma della sua vita.

http://inchiestasicilia.com/2017/03/22/dipendenze-patologiche-sintomi-e-segnali-per-individuarle/

http://inchiestasicilia.com/2017/03/22/tossicodipendenze-nostra-intervista-al-dr-di-marco/

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