Fotografia e linguaggio

Andrea di Napoli

Fotografia e linguaggio

- mercoledì 01 Marzo 2017 - 08:22

Un interessante workshop, finalizzato alla conoscenza del “codice” di comunicazione non verbale, utilizzato dalla Fotografia, ed alla corretta interpretazione delle immagini...

Comunicare e “scrivere con la luce”  

Il fitto calendario di attività didattiche e laboratoriali organizzate dall’Associazione Palermofoto si è recentemente arricchito di un interessante workshop, finalizzato alla conoscenza del “codice” di comunicazione non verbale, utilizzato dalla Fotografia, ed alla corretta interpretazione delle immagini

 

di  Andrea di Napoli

Avviato in forma  intensiva, in soli tre giorni il corso ha coinvolto circa una dozzina di appassionati con una discreta esperienza nel settore specifico tra i quali dei veri e propri addetti ai lavori.
Per condurre i lavori gli organizzatori si sono rivolti a due apprezzati professionisti, Sandro Iovine e Patrice Terraz. Il compito di fornire le informazioni teoriche, attraverso una lezione di tipo frontale, è stato svolto, con rara competenza, da Sandro Iovine, da molti anni impegnato nel giornalismo e nell’insegnamento.  L’esperto fotoreporter francese Patrice Terraz  è l’intraprendente  freelance che ha curato, invece, la parte “pratica” accompagnando i fotografi per le strade della città e nelle  immediate vicinanze, sollecitandoli ad applicare realmente i concetti appena appresi. I risultati sono stati successivamente visionati ed esaminati insieme.PAfoto

La Fotografia non può, come erroneamente si crede, essere ritenuta universalmente comprensibile, anzi il suo messaggio viene facilmente frainteso. L’analisi delle fotografie, come spiega Iovine, si basa su elementi precisi riconducibili a linee, forme e colori. Anche la cosiddetta immagine fissa,  dunque, ha un proprio ritmo, come la Musica e il Cinema. Infatti, i riferimenti alle altre espressioni artistiche sono frequenti ed efficaci.
Il percorso di lettura e comprensione prosegue fino a cogliere i messaggi subliminali introdotti nelle fotografie ed utilizzati dalla propaganda e dalla pubblicità che, attraverso una visione non imparziale, si rivelano micidiali armi di “convinzione di massa”.
E’ vero, altresì, che solo conoscendo alcune necessarie variabili, come ad esempio il contesto o, in certi casi, l’anno in cui è stata scattata una fotografia, si riescono a cogliere i contenuti che l’autore intendeva mediare attraverso l’immagine.
Nell’ampio appartamento di via Tasso n°4, sede di Palermofoto, trovano agevolmente spazio l’attrezzata sala di posa e la camera oscura, abituali luoghi di lavoro per Salvo e Domenico Veneziano e per Giuseppe Sinatra, sempre ospitali e disposti ad accogliere quanti coltivano la medesima passione per la Fotografia.

Durante il workshop che ha avuto luogo il 24-25-26 febbraio 2017, si è instaurato tra i partecipanti un clima amichevole che ha favorito la socializzazione, mentre le competenze teorico-pratiche acquisite hanno certamente contribuito alla crescita artistica e culturale.

 

 

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