Riparare i viventi e Split…i film della settimana

Massimo Arciresi

Riparare i viventi e Split…i film della settimana

- giovedì 02 Febbraio 2017 - 08:48

Massimo Arciresi questa settimana vi consiglia...

 

Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi

 

Riparare i viventi (Réparer les vivants, Francia/Belgio, 2016) di Katell Quillévéré con Emmanuelle Seigner, Tahar Rahim, Anne Dorval, Bouli Lanners
Trama di una semplicità disarmante (discendente dall’omonimo libro di Maylis de Kerangal), che presenta i personaggi un gruppetto alla volta. Dopo aver cavalcato le onde, una mattina tre giovani amici sono vittime di un incidente (fra gli attacchi più incisivi del quinquennio); uno è grave, e mentre i suoi genitori decidono se donare i suoi organi partecipiamo alle ansie di una signora cardiopatica (con due figli assai diversi fra loro) che pensa di doversi accomiatare dal mondo. La regista, ancora colpevolmente sconosciuta in Italia, sfoggia soluzioni visive di grande impatto, applica uno sguardo minuzioso (che non si ferma, per dire, davanti ai tagli in sala operatoria) scrutante quasi scientificamente i protagonisti che si avvicendano, tenendosene però a distanza. Ed emozionando (strano a dirsi).

 

Oppure

Split (id., USA, 2016) di M. Night Shyamalan con James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Haley Lu Richardson, Jessica Sulasplit
Sembra quasi una patacca, il thriller di Shyamalan (in cameo). Poi si nota la sua usuale perizia, e sovviene il calibrato avvio – per non parlare dell’ammiccamento finale – che prometteva, tuttavia, sviluppi più compiuti. Il fatto è che questo Kevin (McAvoy, obbligato a un tour de force da cui esce con dignità), afflitto da disturbo dissociativo d’identità, sequestratore di tre ragazze al quale tiene testa solo un’accorta psichiatra (Betty Buckley), pare subito esagerato, malgrado la casistica clinica sfoderata dallo script: 24 personalità convivono in lui! Troppe (ne conosceremo solo un terzo). A meno che…

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Quando non ce la fai, devi fare finta. Per gli altri.» La burbera ma affidabile e generosa Cécile de France, la quale gestisce una colonia che dà riparo ai bambini ebrei nel 1943, responsabilizza la tredicenne Léonie Souchaud prima che si diriga in incognito verso la neutrale e più sicura Svizzera insieme alle sue sorelline e altri bambini nel didattico Il viaggio di Fanny (Le voyage de Fanny, Francia, 2016) di Lola Doillon.

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