Notre Dame de Paris: il musical dei record a Palermo

Redazione

Notre Dame de Paris: il musical dei record a Palermo

- venerdì 22 Luglio 2016 - 08:32

Ritorna a Palermo Notre Dame de Paris, l’opera moderna ispirata al capolavoro di Victor Hugo, in questi giorni in programmazione presso il Teatro di Verdura...

Qualche anno di silenzio ed ecco che il musical più applaudito degli ultimi tempi torna più avvincente che mai, nella sua versione originale. Oltre due milioni e mezzo di spettatori in 40 città, tradotto in 7 lingue e rappresentato 4046 volte nel mondo

 

di  Elèna Vitrano

Parliamo naturalmente di Notre Dame de Paris, l’opera moderna ispirata al capolavoro di Victor Hugo, in questi giorni in programmazione presso il Teatro di Verdura di Palermo. Notre Dame de Paris è il musical dei musical. Vuoi per le splendide musiche di Riccardo Cocciante, vuoi per i testi in italiano di Pasquale Panella, uno dei più importanti autori della nostra canzone, o vuoi per il cast eccezionale che palco dopo palco ha conquistato applausi e consensi sempre più altisonanti (Giò Di Tonno, Graziano Galatone, Lola Ponce, Vittorio Matteucci e Tania Tuccinardi, giusto per fare qualche nome).

Finalmente il tempo delle cattedrali è arrivato anche nel capoluogo siculo e lo sarà fino al 24 luglio. Il cielo stellato di Palermo fa da sfondo all’amore tanto tragico quanto impossibile di Quasimodo, costretto dalla sua deformità a vivere segregato nel campanile della Cattedrale di Notre Dame, per Esmeralda, la bella gitana; tuttavia quest’ultima è a sua volta innamorata di Febo, il vigoroso capitano delle guardie del Re, ufficialmente fidanzato con la ricca Fiordaliso.

 

Notre Dame de Paris: correva l’anno… NotreDame_InchiestaSicilia

Era il 16 settembre 1998 quando Notre Dame de Paris debuttò al Palais des Congrès di Parigi nella sua versione originale francese e fu subito un trionfo. Altrettanto trionfale fu il suo arrivo sui palcoscenici italiani il 14 marzo 2002, grazie alla produzione di David Zard e al prezioso adattamento di Pasquale Panella. La firma più importante di questa sublime opera popolare è naturalmente quella di Riccardo Cocciante, il quale in ogni paese sceglie personalmente il suo cast.
Notre Dame de Paris è stata una scuola che ha insegnato come cantare, stare sul palco. Per la prima volta si cantava veramente, per la prima volta un corpo di ballo racconta una storia con le sue coreografie. Anche l’intensità sonora è volutamente più forte perché volevamo fosse più vicina ai concerti popolari. Il nostro intento era quello di creare una espressione popolare moderna inserita in un contesto di espressione. […]

Mi emoziona molto risentirli dopo tanti anni. Lo spettacolo resta identico, non cambiamo neanche una virgola solo la lingua e gli interpreti. […] Uno spettacolo non è mai una fotografia, ma vive nel tempo e ogni giorno diventa qualcosa di unico e raro.”

Profondamente legato alla sua “creatura”, Cocciante si è mostrato palesemente entusiasta ed emozionato per il ritorno in scena, “a distanza di 4 anni perché è il pubblico che lo chiede”. Del resto, ogni ripresa è sempre stato un successo, grazie anche al passaparola, con spettatori che sono tornati a rivedere più volte lo spettacolo, per rivivere le grandi emozioni di una tormentata storia d’amore; per sentire (ri)vibrare l’anima con canzoni come Il tempo delle cattedrali, I clandestini, Zingara, Bella, Mi distruggerai, La corte dei miracoli, Ave Maria pagana, Parlami di Firenze, Le campane, Un prete innamorato. Aggiungete poi le coreografie ed i movimenti curati da Martino Müller, i costumi di Fred Sathal e le scene di Christian Rätz, la direzione magistrale dal regista Gilles Maheu e la collaborazione di altri professionisti, e la magia è servita.
Non c’è quindi da stupirsi se il Notre Dame de Paris è stato definito il musical dei record!

Restano ancora pochi biglietti disponibili per l’acclamato capolavoro, in scena a Palermo fino al 24 luglio, per poi spostarsi nella suggestiva Valle dei Templi di Agrigento dal 28 al 30 (del mese corrente).
Che aspettate? Lasciatevi rapire da un’opera senza tempo.

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