Stalking. Se lo conosci, lo eviti

Redazione

Stalking. Se lo conosci, lo eviti

- venerdì 27 Maggio 2016 - 09:05

Quando telefonate, messaggi e regali diventano assillanti e invadenti, si manifesta lo stalking. Conoscerlo per evitarlo...

In collaborazione con Marina Li Puma, Psicologa Clinico e Psicoterapeuta sistemico – familiare. Supervisore e didatta presso il Centro Studi Relazionale Mediterraneo ( scuola di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale).

 

di  Claudia Ferreri

Telefonate, messaggi, regali. Tutte dimostrazioni d’affetto, di attenzioni. Non sempre però…Quando diventano così assillanti, invadenti, intrusive si manifesta lo stalking. Termine inglese utilizzato nel linguaggio della caccia, significa letteralmente “fare le poste a una preda”  ma anche “sindrome del molestatore assillante” , “inseguimento ossessivo” o anche “obsessional following” ovvero l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti da parte di ex partner, familiare o sconosciuto. Lo stalking si manifesta sotto due  forme:

  1. di comunicazione : telefono, lettere, sms, e-mail dai contenuti sia amorosi a volte idealizzati ma anche di odio, rancore e vendetta ovviamente in forme persecutorie;

 

  1. di contatto: appostamenti, pedinamenti, con visite sul posto di lavoro, sotto casa purtroppo anche con forme di minacce e aggressioni sino ai casi più estremi, in cui si arriva al femminicidio e cioè all’omicidio dell’ex compagna (basti pensare che il 20% degli omicidi ha avuto come antefatto proprio un’attività persecutoria).

stalking foto

Secondo i dati forniti dalla letteratura nazionale ed internazionale – afferma Marina Li Puma, Psicologa Clinico e Psicoterapeuta sistemico – familiare. Supervisore e didatta presso il Centro Studi Relazionale Mediterraneo( scuola di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale) – la vittima di stalking è prevalentemente una donna e il motivo che spinge lo stalker nel suo crescendo persecutorio è l’impossibilità di accettare la fine di un rapporto. La maggior parte delle relazioni di Stalking emergono dai resti di una preesistente relazione conflittuale. Questo ci porta ad interrogarci sulla relazione di coppia e le sue caratteristiche. La storia della relazione di coppia e le premesse sulle quali due persone fondano il loro legame (investimenti, aspettative, speranze) ci aiutano a comprendere l’origine e la natura di un eventuale conflitto. In ogni caso il sentimento di fallimento, il vissuto di rifiuto e la rabbia per l’abbandono subito, l’incapacità di affrontare la separazione, sentimenti di solitudine e disperazione o di gelosia sono predittori di azioni di stalking; altre ragioni hanno a che fare con il bisogno di vendetta (non solo tra ex partner), con l’intenzione di entrare in contatto con una persona sconosciuta per la quale si prova ammirazione ( fan stalking), o, ancora, con il bisogno di esercitare potere e controllo su qualcuno. E le conseguenze sono quasi sempre traumatiche.  In base al tipo di atti subiti possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.

Molti pensano che si tratti di persone con disturbi ossessivi. Gli stalkers, in realtà non sono sempre persone con un disturbo mentale. Sicuramente lo stalker  tende a seguire i propri bisogni e a negare la realtà . Le tipologie individuate da studi su diversi casi di stalker, hanno permesso di individuare 5 profili (Mullen et al., 1999 ):

il bisognoso d’affetto: chi cerca una relazione d’amore o d’amicizia. La vittima è una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta;

“il corteggiatore incompetente” : chi alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale attiva comportamenti opprimenti che, se rifiutato, diventa aggressivo.  Questa tipologia tende generalmente ad essere meno resistente temporalmente nel perseguire la stessa vittima, cambiando persona da molestare;

“il risentito” : una delle categorie più pericolose.  Chi nutre vendetta per un danno  che ritiene di aver subìto. Questo profilo tende a danneggiare pesantemente l’immagine della vittima o la vittima stessa;

“il respinto” :  È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri,  la persecuzione con comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima, e la paura. L’assenza dell’altro viene vista come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé;

“il predatore” :  molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti. foto stalking

Purtroppo le vittime spesso non denunciano il proprio stalker perché vittime di una sudditanza psicologica (sino al 2009, anno di entrata in vigore dell’art. 612 bis del codice penale che ha introdotto il reato di “Atti persecutori”, mancava nel nostro ordinamento giuridico una regolamentazione specifica il ché faceva dell’Italia il fanalino di coda della maggior parte dei Paesi civilizzati), mista a paura e falsa credenza di potere farcela da sola non riconoscendo il pericolo in cui si incorre.

Esistono però dei metodi per sgretolare le sicurezze degli stalkers e difendersi .

Dire no decisi a relazioni indesiderate e se si intravede una certa insistenza, senza dare spiegazioni; non avere atteggiamenti rabbiosi o d’ira nei confronti dello stalker  che rappresentano per esso forme di attenzione, rafforzando le sue manie persecutorie; chiedere aiuto a ad amici, familiari ma soprattutto alle forze dell’ordine.

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