Parto in acqua: partorire con leggerezza

Redazione

Parto in acqua: partorire con leggerezza

- mercoledì 09 Marzo 2016 - 08:05

Come quando e perché praticare il parto in acqua. Introdotto in Russia negli anni ’60, la pratica del parto in acqua comincia a essere sempre più diffusa

Come, quando e perché praticare il parto in acqua. Introdotto per la prima volta in Russia negli anni ’60, la pratica del parto in acqua comincia a essere sempre più diffusa

 

di Luca Licata

Sperimentato per la prima volta in Russia negli anni Sessanta, il parto in acqua è, ormai, diffuso anche nel nostro Paese. Esso avviene con il corpo immerso in una vasca di acqua tiepida che può accogliere non soltanto la madre, ma anche il padre o chiunque la partoriente desideri avere accanto. La vasca da parto gioca un ruolo importante sia da punto di vista psicologico sia da quello fisico. Una volta che la madre è entrata nello spazio protettivo della vasca, diventa più difficile disturbarla e interferire nel normale processo del travaglio da parte degli operatori. Spesso, poi, l’ambiente circostante è modificato in modo da favorire l’intimità e il rilassamento, le luci sono abbassate e gli unici presenti sono persone che la donna già conosce e di cui ha piena fiducia.parto in acqua

Inoltre, l’acqua ha il grande potere di accrescere la progressione del travaglio e la minore gravità aiuta a sostenere il peso del corpo, permettendo alla donna di scegliere le posizioni che più le convengono. L’immersione nel caldo liquido durante il travaglio sembra produrre dei benefici effetti anche per quanto riguarda la sofferenza dovuta alle contraddizioni. Effettivamente, l’acqua ha la capacità di alterare la percezione del dolore della donna e di aiutarla a sostenere l’intensità della sensazione che essa sperimenta. Uscire dal caldo e protettivo abbraccio del liquido amniotico per ritrovarsi improvvisamente catapultati in un ambiente freddo e asciutto è il trauma di ogni neonato. Il parto in acqua, però, non è sempre indicato. Molti medici, per esempio, lo sconsigliano alle donne che stanno affrontando la prima gravidanza e alle donne ipertese.

Il parto, anche se avviene utilizzando la vasca, è pur sempre monitorato secondo i più moderni dettami della medicina. In acqua non c’è bisogno di alcuna manovra di assistenza, perché tutto avviene spontaneamente. L’acqua deve avere una temperatura costante di 35°, vicina a quella corporea e l’acqua della vasca è in precedenza trattata con dei filtri particolari che non dovrebbero far passare dei batteri. Inoltre, con il parto in acqua, i sanitari hanno rilevato una drastica riduzione delle complicanze post partum, quali il prolasso vescicale, uterino e rettale. Da anni, consultori e ospedali sono attivi nell’ambito dell’informazione sul parto in acqua.

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