Il nuoto che unisce salute e passione

Redazione

Il nuoto che unisce salute e passione

- lunedì 22 Febbraio 2016 - 07:58

Portare avanti una passione come il nuoto non tralasciando i tanti impegni della vita quotidiana. Ne parliamo con Dario Scalia, nuotatore

di Valentina Bonura*

 

Il nuoto, oltre ad essere uno sport olimpico è un’attività ricreativa. Addirittura viene inserito già nel programma olimpico dei Giochi della I Olimpiade. È considerato uno sport completo, favorisce la salute e il benessere fisico e psicologico. Il nuoto era anche indicato per la scoliosi, ma studi recenti hanno smentito quanto detto; in particolare sono sconsigliati gli stili rana e delfino a livello agonistico, in quanto provocano problemi alla schiena.

Inoltre, questo sport viene spesso praticato come esercizio nella riabilitazione a seguito di incidenti o per i disabili, per mantenere il corpo in forma, ma anche per scaricare lo stress fisico e mentale.

Ma per chi pratica il nuoto a livello agonistico, comporta molti sacrifici, e un esempio ci è dato da Dario Scalia, nuotatore il quale nonostante un diploma di ragioniere e perito programmatore, una laurea in Economia e Amministrazione Aziendale, un master conseguito in Spagna e vari impegni lavorativi, non ha mai abbandonato la sua passione, ovvero il nuoto. Fin da piccolo è sempre riuscito a conciliare lo studio con il nuoto. La sua passione l’ha sempre fatto sentire libero, lasciando fuori tutto ciò che può incorrere qualsiasi ragazzo nell’età adolescenziale. Ad oggi Dario si allena alla Polisportiva Nadir di Palermo e  ha partecipato e vinto diverse gare, tra cui la gara dell’Aquathlon, nuoto più corsa, svoltasi a Mondello nel mese di novembre.

Parlando di questo entusiasmante sport, Dario Scalia ha risposto a qualche nostra domanda, soffermandosi su come il nuoto possa aiutare a migliorare la salute di tutti, soprattutto dei bambini.

Cosa fa nella vita?                                      Dario Scalia premiazione

Diciamo cosa non faccio! Sono un ragazzo molto attivo da sempre, sono laureato alla triennale di economia e amministrazione aziendale e a breve terminerò anche la specialistica in gestione d’impresa. Poco dopo avere compiuto i 18 anni, ho iniziato a ‘dare una mano’ ai negozi di famiglia “Scalia Group”, inizialmente solo nel weekend, poi anche nei periodi più movimentati, come natale, periodi di lauree o periodi estivi pre-viaggio. Da 2 anni, collaboro anche con lo Studio Associato Mazzeo e Scalia, come esperto in Anatocismo e usura Bancaria, materia molto interessante che mi ha appassionato negli ultimi anni, dandomi anche diverse soddisfazioni. Inoltre, da settembre faccio parte della giunta di ConfCommercio Giovani imprenditori, una nomina che mi ha molto onorato.

Com’è nata la sua passione per il nuoto?

Mi sono avvicinato a questo sport, grazie a miei genitori, come d’altronde la maggior parte dei bimbi che inizia in tenera età ad andare in piscina. In particolare, mia madre, a causa di alcuni problemi di schiena, doveva nuotare quasi come se fosse una medicina, e io, essendo molto piccolo (credo 4 anni) e abbastanza vivace, ho iniziato a seguire le prime lezioni di scuola nuoto, da li è stato amore! Anche quando finivo le mie lezioni mi andavo a buttare nella vaschetta più piccola e ci rimanevo fino a quando mia madre non si finiva di preparare, dopo il suo allenamento. Diciamo che da quel momento non sono più uscito dall’acqua!

Come riesce a conciliare i suoi impegni universitari e lavorativi con lo sport?

Me lo domando anche io! Diciamo che vivo alla giornata, cercando di organizzarmi sempre! Il segreto è anche ottimizzare il tempo. Quando nei primi anni universitari ero pieno di lezioni stavo tutto il giorno in facoltà tra studio in biblioteca e lezioni, poi il pomeriggio sul tardi mi andavo ad allenare. Ora non dovendo più seguire lezioni, mi alterno tra ufficio, negozio, riunioni e allenamenti in differenti orari. Riesco sempre a trovare uno spazio per andare a nuotare, più dura è la giornata più la voglia di andare ad allenarmi cresce.

Lei ha fatto diverse gare di nuoto. Che emozione si prova stare sul bordo vasca prima del fischio di inizio del giudice di gara?

Ho gareggiato per 15 anni come agonista e continuo a farlo anche ora come Master, ogni volta è sempre emozionante. Da piccolo era difficile da gestire perché non avevo tanta esperienza; ora diciamo che riesco a divertirmi  e a stare tranquillo anche prima della gara. L’emozione rimane però sempre la stessa, quei secondi prima del fischio, e dopo il via! Un cancello che si apre verso l’adrenalina pura.

Che consiglio darebbe a coloro che per motivi di studio e/o lavoro, o perché preferiscono una vita sedentaria, non vogliono fare sport?

Beh, ogni tanto penso alle persone che  non praticano alcuna forma di sport per vari motivi: non sanno quello che si perdono! È anche vero che facendo agonismo secondo me uno si diverte di più, perche non competi solo con te stesso, ma anche con altre persone e con altre squadre. Ma è anche vero che praticare uno sport a livello amatoriale ti fa comunque sentire bene con te stesso! Io consiglio vivamente a chiunque di ritagliare anche un’oretta al giorno per fare sport. Prendendo l’abitudine può solo piacere!

Pensa che il nuoto sia uno sport che deve essere svolto fin da bambini o si può iniziare a qualsiasi età?

Qualunque sport può essere iniziato a qualsiasi età (forse solo quelli di lotta). Tradizionalmente il nuoto è etichettato come “lo sport completo” quindi anche ai fini medici è ideale. Per i bambini è perfetto perché ti aiuta a sviluppare qualsiasi parte del corpo e forma una struttura che ti può aiutare anche per futuri altri sport. Ovviamente chi inizia dalla più tenera età è molto più agevolato rispetto a chi inizia ‘tardi’, ma tanto non tutti dobbiamo essere campioni olimpici!

Che consiglio darebbe a quei genitori che sono indecisi su che sport fare praticare ai propri figli?

 Lo sport non si deve imporre ai figli, come non si deve imporre qualsiasi altra cosa. Bisogna dare il buon esempio, come praticarlo loro stessi. Il nuoto (e io sono di parte) sarà il primo sport che farò provare a mio figlio, ma se lui deciderà di fare calcetto o basket io sarò il primo a portarlo al suo allenamento e nel frattempo  andrò veloce in piscina!

Ringraziando Dario Scalia, si spera di sentire che le percentuali di giovani o adulti che conducono una vita sedentaria siano in netto ribasso e che invece aumentino quelle di coloro che amano lo sport e lo praticano frequentemente.

 

*Us Acli Palermo

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