Il Caravaggio…fotocopiato: “Cònzala comu voi ca sempri cucuzza è!”

Redazione

Il Caravaggio…fotocopiato: “Cònzala comu voi ca sempri cucuzza è!”

- venerdì 18 Dicembre 2015 - 08:58

Una super riproduzione della “Natività” del Caravaggio fa rivivere la bellezza dell’Oratorio di S. Lorenzo a Palermo

di Sonny Insinna*

Dicembre, mese ricco di eventi ed importanti festività, prima fra tutti il Natale. Nascita, avvento, natività…si Natività come il titolo della tela trafugata nella notte tra il 16 e il 17 ottobre del 1969 a Palermo presso l’Oratorio di S. Lorenzo che sino ad allora si fregiava di essere prezioso scrigno di un’opera attribuita al Caravaggio. Da allora si persero le tracce del maltolto e l’altare della chiesa rimase miseramente vuoto .

La vicenda resta tuttora  avvolta dal  mistero, l’unica certezza è la facilità di accesso alla struttura  e  la mancanza di vigilanza di allora, e di certo non bisognava essere l’Arsenico Lupin per rubare la prestigiosa opera.  Ma a Natale si sa…tutto può accadere e come per magia la tela è “ricomparsa”! Molti hanno gridato al miracolo, spergiurando l’improbabile  ritrovamento ma sfortunatamente, avendo letto più attentamente la notizia, si trattava soltanto di una copia anzi una super riproduzione con tecniche di  altissima  tecnologia digitale voluta e sostenuta da Sky Arte. Da lodare  l’operazione  mediatica che ha originato e spinto l’iniziativa, perché di riflesso  fa conoscere al grande pubblico la meraviglia dell’oratorio di S. Lorenzo e la bellezza indiscussa degli stucchi del Serpotta, aldilà dell’opera perduta del più pubblicizzato Caravaggio.  All’inaugurazione erano presenti : Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il nuovo Arcivescovo Corrado Lorefice e tutto un parterre di tecnici ed organizzatori, insomma non mancava proprio nessuno.Nativita

Secondo il Presidente della Repubblica è “un segno di legalità contro le iniziative criminali di trafugare le opere d’arte” , aggiungendo che  “Una così accurata riproduzione digitale consente, non di riavere la tela originale, ma di ritrovare l’effetto e l’emozione che l’opera di Caravaggio suscitava in questo oratorio”.

Il posizionamento di una riproduzione, per quanto di alta tecnologia e definizione digitale, può considerarsi realmente una vittoria contro chi ha privato, non solo la città di Palermo ma l’intera umanità di poter godere della bellezza autentica di un’opera d’Arte? Una tela, una scultura, un’istallazione o qualsiasi opera di ingegno, non si esaurisce soltanto nella preziosità dei materiali utilizzati, dei pigmenti finemente macinati ,dall’imprimitura che l’Artista ha scelto di utilizzare: il mistero di un’opera d’Arte va ben oltre l’immagine e l’iconografia che l’Artista sceglie di rappresentare. All’interno di essa, in ogni singola pennellata, gesto, movimento, vi è racchiusa  l’intima essenza  dei moti interiori ed il  vissuto dell’Artista e dell’Uomo che ha realizzato l’opera: tormenti, gioie, dolori, fallimenti, successi, ect…. Tutto questo non è “clonabile”. Travolge lo spettatore ,emozionandolo…oltre la mera immagine.

Il Presidente della Repubblica  ha poi  aggiunto “(…) è una sfida che ci permette non di riparare quanto accaduto ma di avviare una nuova storia e di vivere insieme una nuova bellezza ispirata all’originale”. Se di propensione al futuro si parla , senza alcuna pretesa di riparare al torto subito, perché non  pensare  alla realizzazione  di  un’opera ex novo? Siamo sicuri che tra gli artisti contemporanei non ci sia nessuno che riesca a realizzare e donare nuove visioni ed emozioni che, in armonia alla bellezza di quell’oratorio, vada non a sostituire ma a proporre  nuove chiavi di lettura?  Come recita la famosa scritta che campeggia sul frontone del Teatro Massimo di Palermo: “L’ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L’AVVENIRE“, nonostante la vivacità ed il fermento artistico di cui siamo teatro e protagonisti, ad oggi le istituzioni continuano a porre l’attenzione su continui “camouflage” ed opere “riparatorie”. Mi sembra riduttivo consegnare alle nuove e  future generazioni, una mera riproduzione che per quanto super tecnologica, dettagliata e “full hd“, non può fare altro che tramandare il messaggio di una cultura e di una  società piatta, grigia e passiva, buona solo a fotocopiare e/o copiare opere d’Arte. A questo punto meglio l’assordante eco scaturito dall’assenza  di quella tela… almeno avremmo conservato la Verità come monito, affinché un’azione del genere non capiti mai più.

La nuova riproduzione non può far altro che riportarmi alla memoria un antico detto siciliano “Cònzala comu voi ca sempri cucuzza è! (Condiscila come vuoi ma sempre zucca rimane).  

*Associazione Culturale Mialò Art

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