Micro, macro, Uomo: riflessioni sul disarmante “realismo” dell’Astrattismo

Redazione

Micro, macro, Uomo: riflessioni sul disarmante “realismo” dell’Astrattismo

- giovedì 09 Ottobre 2014 - 08:46

Questa corrente  segue delle dinamiche tecniche e strutturali molto più complesse di quanto si possa pensare. Attraverso equilibri cromatici e compositivi ben studiati, l’artista deve riuscire a rappresentare al meglio sensazioni e percezioni universali molto più vicine all’essere umano

 

di Sonny Insinna*

 

Quanti  di voi, si sono mai soffermati per più di cinque secondi a contemplare un quadro astratto di un artista più o meno noto? L’essere umano il più delle volte sente l’esigenza innata di riconoscere forme, segni e colori assimilabili al proprio vissuto umano. Se questo non accade, l’occhio istintivamente vaga alla ricerca di un appiglio visivo “codificato”, riconoscibile, rassicurante. Avete presente le impronte lasciate sulla roccia in epoca preistorica rinvenute in diverse parti del mondo come anche in Sicilia nella Grotta Perciata e Grotta dell’Acqua nei pressi di Mondello (Pa)?  Immaginate di essere il secondo essere umano a varcare la soglia di quella caverna e di trovarvi di fronte ad una di queste impronte e sentire l’esigenza irrefrenabile di sovrapporre la vostra mano su una di essa: questo accade perché, il più delle volte, l’uomo dinanzi ad un’immagine va alla ricerca di uno specchio su cui riflettersi, riconoscere e riconoscersi.

Ecco perché spesso, un’opera d’Arte astratta ci perplime, ci rende dubbiosi quasi sospettosi delle capacità tecnico-espressive dell’artista che l’ha realizzata. In realtà l’astrattismo  segue delle dinamiche tecniche e strutturali molto più complesse di quanto si possa pensare: attraverso equilibri cromatici e compositivi ben studiati, l’artista deve riuscire a rappresentare al meglio sensazioni e percezioni universali molto più vicine all’uomo di quanto osiamo pensare. Immagini non ancora conosciute e codificate, diventano rappresentazione di quel complesso sistema di tante realtà materiali ed immateriali che originano, scaturiscono e muovono l’Universo, la Materia, l’Uomo. Rappresentazioni di quelle realtà che ci sono, ci circondano e nelle quali siamo completamente immersi, ma sono talmente grandi (macro) o così piccole (micro) da sfuggire al nostro occhio, rendendo necessario il coinvolgimento di sensi altri ed “alti”.

Ogni mattina ognuno di noi si alza e si accinge a preparare una buona tazza di caffè, nell’attimo in cui la caffettiera inizia a gorgogliare, ecco che veniamo pervasi dal suo inconfondibile  aroma. Un’esperienza olfattiva, che non si identifica nell’immagine di una tazzina fumante di caffè, di  una caffettiera o del colore del caffè stesso. Quello che percepiamo è l’aroma, è ben diverso! Adesso provate a dare una forma all’aroma del caffè. La difficoltà è enorme in quanto, pur partendo da un’esperienza sensoriale quindi reale, ad oggi, non ha immagini codificate che la descrivano a pieno. Siamo totalmente ed  inconsapevolmente immersi in un sistema di infinite micro e macro realtà che l’Artista, ogni giorno con la propria ricerca espressiva, tenta di descrivere in maniera oggettiva. Realtà condivisa ed universalmente riconosciuta e riconoscibile, che sia attraverso una nota, un segno sulla tela o delle parole sapientemente combinate l’obiettivo è dar forma a quel che è più di una ispirazione, è una visione. La storia dell’Uomo è piena di esempi di Artisti che grazie al connubio tra consapevolezza tecnica e spiccata apertura sensoriale sono riusciti a cogliere, immaginare e descrivere la complessità della realtà attraverso immagini che sarebbero state scoperte, viste e codificate solo  molti anni dopo. L’Artista cerca di  percepire quelle vibrazioni che diventano visioni di realtà non ancora conosciute ma che esistono e lui stesso ne diventa filtro e  portavoce. Pensate a Turner, Kandinsky, Pollok: non trovate strabilianti le similitudini cromatiche e compositive che ritroviamo oggi nelle foto scientifiche fatte al microscopio o pervenuteci dallo spazio? Ricordate i racconti di Jules Verne o gli studi di Leonardo da Vinci? Non trovate affascinante, quasi profetico come questi Artisti abbiano immaginato e raccontato il nostro presente, proiettandosi in un futuro a loro molto lontano. Tutto esiste, si muove, muta, basta solo saper ascoltare per cogliere le vibrazioni delle infinite realtà in cui siamo immersi.

Spero che questa  riflessione diventi un invito a soffermarsi qualche secondo in più dinanzi ad un quadro per potersi ritrovare.

 

*Associazione Mialò Art

                                                                                                                                                                 

Questo è l’inizio dell’interessante collaborazione nata dalla volontà di Inchiesta Sicilia di affidarci la rubrica dedicata all’Arte. Da sempre L’Inchiesta Sicilia è attenta a tutte quelle dinamiche sociali, culturali e artistiche che animano la nostra amata regione. La nostra AssociazioneMialò Art, fondata da un gruppo di  giovani artisti che operano nel contemporaneo, da molti anni promuove e diffonde la conoscenza  e la comprensione dell’Arte attraverso l’organizzazione di diverse iniziative che incoraggiano soprattutto la pratica delle Arti visive. Coinvolgendo tutte le competenze e personalità a nostra disposizione, parleremo delle nuove tendenze espressive, intervisteremo artisti, analizzeremo il territorio, forniremo consigli tecnici sul Disegno e la Pittura e daremo nuove chiavi di lettura e interessanti spunti di riflessione sulla comprensione dell’Arte contemporanea.

 

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