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Il Palermo nella massima serie, schiacciando l’occhio alla crisi economica

di Redazione

I rosanero hanno conquistato la promozione matematica con cinque turni d’anticipo, pronti a vivere gli incontri successivi, collezionando sempre nuovi record

di Ambra Drago

Ci eravamo lasciati un anno fa…. quando l’ex Luca Toni in maglia viola decretava la discesa agli inferi di una squadra che non aveva per niente brillato, disputando un girone di ritorno del tutto disastroso. Dopo un anno eccoci qui, a raccontare un’altra storia, questa volta a lieto fine, fatta da uomini nuovi, vittorie e tanto entusiasmo, cresciuto con il tempo e manifestatosi apertamente il 3 maggio al fischio finale dell’arbitro, sul campo del Novara. I rosanero hanno conquistato la promozione matematica con cinque turni d’anticipo, pronti a vivere gli incontri successivi, collezionando sempre nuovi record.

La corazzata di Beppe Iachini, probabilmente il principale artefice della gloriosa cavalcata dei rosanero dal purgatorio al paradiso, torna tra le grandi del campionato, la città e i tifosi aspettavano con ansia questo momento per far esplodere la gioia. Così interi quartieri per giorni si sono organizzati, improvvisando punti di ritrovo per seguire il match decisivo. E’ accaduto a Borgo Vecchio al club simbolo del tifo rosanero “Borgo Vecchio Sisma” , all’Arenella dove l’appuntamento con la storia era al centro scommesse della borgata. Spostandoci alla Kalsa tutti pronti con la radio a palla sotto il gran pavese rosanero che è issato a festa in piazza. Voglia di partita anche a Mondello dove le paninerie del lungomare si sono attrezzate con grandi televisori in posizione strategica antisole.

Gruppi di tifosi si sono riuniti anche nei grandi centri commerciali: per fede rosanero c’è chi è andato in via Lanza di Scalea al Conca d’Oro, quello costruito da Zamparini; a Borgo Nuovo, La Torre ormai sfrutta la formula collaudata del maxi schermo nell’area ristoro e anche al Forum a Brancaccio, tutto organizzato per tifare i rosanero. Tante bandiere e festoni hanno decorato e continuano a decorare la città: da corso dei Mille fino a Pallavicino . Incantevole anche il colpo d’occhio all’ingresso dei mercati storici ( Capo, Ballarò e Vucciria). Lo slogan scandito a suon di trombe e cori nemmeno a dirlo: “Benvenuti in A” accompagnato da quello coniato dai giocatori nelle loro t- shirt “ torniAmoci e scusate l’anticipo”.

Dopo una settimana la città ha continuato a festeggiare, stringendosi in un simbolico abbraccio testimoniato dalle curve del Barbera stracolme. Grandi e bambini hanno accolto i loro beniamini con un lungo applauso, incitandoli per tutta la partita contro il Lanciano, terminata con un pareggio. Ma in fondo una volta raggiunto il traguardo matematico, il popolo rosanero aveva bisogno di festeggiare in casa insieme ai protagonisti di questa lunga cavalcata calcistica. Perché a questa città fatta di sole, mare, di gente accogliente e di culture diverse occorre sognare e credere ancora in un riscatto non solo calcistico, ma anche sociale.

Dieci anni sono passati dalla storica promozione in serie A. Era il 29 Maggio 2004; quel giorno la città era guidata da Diego Cammarata e non dal sindaco Leoluca Orlando, c’erano come adesso le bandiere in piazza Politeama, c’erano anche i cori tutti rivolti all’uomo prodigio Maurizio Zamparini e una squadra da portare in trionfo, ma c’erano pure 50 mila occupati in più.

 

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