Messico e nuvole

Redazione

Messico e nuvole

- lunedì 03 Febbraio 2014 - 09:00

Fra la gente dei campi e delle piazze messicane, Tina Modotti realizzò, tra il 1923 e il 1927, le emozionanti fotografie esposte presso l’Istituto Cervantes di Palermo.

 

di Andrea di Napoli

 

La prima metà del ‘900 fu un’epoca piena di turbolenti fervori politici e sociali per i paesi centro americani.

Le fotografie di Tina Modotti, realizzate tra la gente dei campi e delle piazze messicane negli anni ’20 del secolo scorso, esprimono l’aspetto artistico presente nella semplicità quotidiana e nella naturalezza popolare, osservate, tuttavia, attraverso il filtro dell’impegno politico e dell’ideologia libertaria dalla rivoluzionaria friulana che fu dapprima operaia, poi attrice e militante politica oltre che fotografa.

Una vita avventurosa e i continui spostamenti  in Europa, negli Stati Uniti e, appunto, in Messico, indussero  la Modotti a realizzare un tipo di reportage moderno capace di trasmettere, al di là di un vigoroso gusto estetico, contenuti capaci di una partecipazione emotiva ed intellettualmente formativi. Uno stridente contrasto con un qualunque  fotografo del nostro paese che, in genere, usciva dal suo studio in occasione di parate militari o di cerimonie ufficiali, alle quali conferire, con l’esperienza acquisita, una certa eleganza, contribuendo anche così alla martellante propaganda del regime.

Le  giovani donne, i contadini ed anche i bambini aggiungono alle inquadrature messicane della Modotti interessanti informazioni sotto il profilo etno-antropologico, mentre certi particolari come le mani o gli attrezzi ci ricordano l’importanza del lavoro. Uno spirito libero con un animo rivoluzionario hanno caratterizzato la vita privata, la produzione artistica e l’attività politica di una donna emancipata e coerente che ha pubblicato le sue immagini, in Germania come in Messico, sulla stampa schierata ideologicamente “contro”, e che ha esposto proprio a Mosca le sue fotografie. Dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1942 a Città del Messico, Tina Modotti è stata colpevolmente e troppo a lungo ignorata. In seguito è stata giustamente rivalutata, in quanto la visione del tutto personale e il suo innovativo utilizzo del mezzo hanno modificato la sintassi fotografica introducendo gli elementi per nuove chiavi di lettura e di analisi.

Le stampe in bianco e nero alla gelatina ai sali d’argento, in vari formati, solo lievemente differenti tra loro, vengono presentate in cornici uniformi e corredate da una suggestiva didascalia in lingua spagnola che riporta il titolo, la tecnica (plata/gelatina!), l’epoca e le dimensioni dell’immagine che stiamo osservando.

L’Istituto Cervantes ha la sua sede palermitana all’interno della Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, nel cuore del mercato della “Vucciria”,  dove anche il contesto architettonico è assolutamente in linea con la cultura, la letteratura e l’arte  spagnola che il centro studi si propone di diffondere attraverso numerose iniziative come  dibattiti, seminari e proiezioni alle quali solitamente si può assistere gratuitamente. Nell’ambito della mostra e all’interno degli stessi locali, alle ore 18.00 dell’11 febbraio, è prevista la manifestazione “¡Que viva Tina! Vita e fotografie di una rivoluzionaria”, con la partecipazione della fotografa e scrittrice Gabriella Ebano.

L’esposizione fotografica è stata patrocinata dall’ambasciata del Messico  che ha anche provveduto al trasporto e alla consegna delle 26 opere provenienti da collezioni private.

La mostra fotografica Tina Modotti. Un nuovo sguardo rimarrà  allestita fino al 27/02/2014 presso l’Istituto Cervantes in  Via Argenteria Nuova, 33, Palermo.

Orario: lunedì, martedì e giovedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00. L’ingresso è libero.

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