Fotografia: la doppia esposizione

Redazione

Fotografia: la doppia esposizione

- lunedì 13 Maggio 2013 - 08:30

Ambiente, etnie, società ed arte. Sono gli argomenti ai quali riconduce la mostra fotografica ‘Geografie e storie di transizioni’, curata  dall’associazione culturale Galleria X3 e allestita presso il Palazzo Ziino di Palermo

 

di Andrea di Napoli

La mostra attualmente allestita all’interno di Palazzo Ziino, “GEOGRAFIE E STORIE di TRANSIZIONI” rappresenta la seconda parte di un progetto  artistico,  ma riguarda  comunque  tematiche  differenti rispetto alla prima, smontata lo scorso 24 Aprile. Chi ha visitato  gli stessi locali nei giorni precedenti, ha potuto osservare opere riconducibili a quattro argomenti: migrazioni, conflitti, persone e introspezioni. Tuttavia non occorre necessariamente avere ammirato le fotografie della precedente sessione espositiva in quanto ciascuna tranche  si rivela, per così dire, autosufficiente, capace di  bastare a se stessa destando il nostro interesse e stimolando la riflessione. Il numero complessivo delle opere è di ben 95, ed anche il formato non è precisamente quello delle  cartoline, motivazioni semplici e sufficienti per suddividere, come ho appena descritto, i prodotti dei trentacinque fotografi che hanno contribuito all’evento bipartito, sapientemente curato dall’associazione culturale Galleria X3.

Le opere esposte in questi giorni seguono altri quattro percorsi: ambiente, etnie, società ed arte tra immagine e sistema.

Attraverso paesaggi minacciati e natura distrutta, ma anche architetture ecocompatibili, viene affrontato l’ambiente.

L’utilizzo della macchina fotografica, non per documentare la realtà, ma  per affermare la fantasia, accompagna l’osservatore della sezione arte tra immagine e sistema.

I fotografi che hanno trattato il tema delle etnie hanno superato la tolleranza non cercando a tutti i costi di cogliere le differenze, ma ritraendo anche un baffuto rom  come fosse qualcuno di famiglia.

I soggetti della sezione dedicata alla società non sono i vip, non fanno le attrici né i manager. Sono, invece, i vecchi, i disabili e i frati cappuccini, avvicinati con sincero affetto o rispettosa discrezione. Le immagini di una famiglia che “abita” in un container affrontano la drammatica emergenza casa.

Varie sezioni, tanti fotografi, non troppi per una mostra collettiva e per gli ampi spazi disponibili e, inoltre, diversificate anche le tecniche preferite da ciascuno. Un discreto numero di immagini sono proposte in bianco e nero. Scelta appropriata che ha fornito risultati molto espressivi e raffinati. La decisione di coloro che hanno scelto di utilizzare il tradizionale materiale analogico, viene manifestata esponendo il fotogramma nella sua interezza con le diciture sul bordo della pellicola intenzionalmente visibili.

La preparazione, l’abilità e l’esperienza dei fotografi partecipanti è riconosciuta ed anche i non addetti ai lavori sanno individuare in essi gli interpreti più interessanti dell’arte fotografica contemporanea.

Le opere in mostra appartengono a: Roberto Boccaccino, Salvo Veneziano, Filippo Messina, Angelo Pitrone, Sandro Scalia, Riccardo Scibetta, Benedetto Tarantino, Fausto Brigantino, Luca Lo Iacono, Gabriele Lentini, Filippo Mannino, Melania Messina, Dodo Veneziano,  Santo Eduardo Di Miceli, Domenico AronicaSergio Zavattieri, Armando Romeo Tomagra, Ezio Ferreri.

Alla prima sessione, invece, avevano partecipato Valerio Bellone, Gianni Cipriano, Giacomo D’Aguanno, Alfredo D’Amato, Alessandro Di Giugno, Giuseppe Piazza, Fabiano Avancini, Emanuele Lo Cascio, Josè Florentino, Arianna Forcella, Valentina Glorioso, Pietro Motisi, Rori Palazzo, Stefania Romano, Luca Saini, Simona Scaduto.

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