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I marmi siciliani nei grattaceli americani

di Redazione

Il prossimo grattacielo costruito negli Stati Uniti d’America potrebbe avere marmi siciliani grazie ad un’operazione di marketing internazionale promossa dalla Regione siciliana.

 

Da lunedì 8 ottobre a giovedì 11, infatti, una delle più importanti realtà americane del settore lapideo, Daltile, un colosso con un fatturato annuale 2 miliardi di dollari e centinaia di punti vendita sparsi negli Usa, organizzerà una esposizione dedicata ai marmi siciliani nel suo showroom di Chicago. La tre giorni a cui prenderanno parte i più grandi distributori di materiale edile operanti in territorio americano, è offerta a sei aziende siciliane del marmo, grazie Progetto paese Usa, finanziato dall’Unione Europea attraverso l’assessorato regionale Attività produttive. Sono: la Eurostone, la Eraclea marmi, Calandra Marmi, Levante & co., e i due consorzi Lapis e Perlato che da soli accorpano un totale di circa 50 realtà. Un’operazione commerciale, fatta solo ed esclusivamente per la Sicilia, frutto di un sistema di buona spesa dei fondi europei, con precedenti e proficui incontri, a Chicago nel dicembre 2011 e ad Orlando nell’ aprile 2012 e delle verifiche fatte dagli stessi americani in Sicilia a maggio scorso.

«Una svolta per l’economia del lapideo dell’isola – afferma Baldo Levante presidente del consorzio Perlato – la possibilità di aprire scenari concreti di business per aziende che non navigavano nell’oro data la crisi del mercato interno. Una riduzione davvero consistente che ha spinto specialmente il comparto della Sicilia occidentale, che raggiunge un fatturato annuo di circa 120-130 milioni, a percentuali di esportazioni del 90%».

I marmi scelti per la missione siciliana al Daltile di Chigago sono: il “Grigio di Billiemi” da Palermo, il “Rosso tramonto” da Piana degli Albanesi, “Nerello”, “Perlato di Sicilia”, “Perlatino” da Custonaci, “Rosso Venezia”, “Rosso Erice” da Castellamare, “Avorio Segesta” da Valderice.

«Porteremo anche delle sperimentazioni – precisa il presidente Levante – quelle  per l’arredo di panfili e navi con spessori che raggiungono i 5 mm, e il modul-marmo, che nel mercato Usa va molto ed è venduto persino al supermercato. Si tratta di marmette quadrate da 1 cm di spessore calibrato, bisellato nei quattro lati, leggerissimi strati che ricoprono persino le pareti di plastica, pratici e sempre più diffusi per i rivestimenti dei bagni e di interni. Ci saranno anche le classiche lastre e blocchi di marmo per le grandi costruzioni. Le nostre aziende e le nostre maestranze da sole – conclude – sono in grado di garantire la costruzione di un albergo e persino di un grattacielo».

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