I porticcioli turistici tornano al Comune

Redazione

I porticcioli turistici tornano al Comune

- mercoledì 20 Giugno 2012 - 09:12

Approvando una delibera, il Consiglio Comunale di Palermo ha revocato l’intesa tra l’amministrazione e l’Autorità portuale, ratificata dall’ex sindaco Diego Cammarata. 

di Giulia Noera

 

Ratifica che aveva scatenato le polemiche per la cessione di ampie aree portuali di pertinenza comunale fra i beni disponibili dell’ente statale diretto da Nino Bevilacqua.

Alcune attività gestite finora dall’Autorità portuale, come i porticcioli turistici e le aree della costa da Sant’Erasmo all’Arenella , torneranno competenza del Comune. 
Così Palazzo delle Aquile, potrà contare su un introito che oscillerà dai 70 ai 100 milioni di euro l’anno. 
Lo scorso 13 giugno la convenzione era ritornata argomento di attualità quando durante la seduta del Consiglio era arrivata la lettera del sindaco Leoluca Orlando che spiegava le ragioni riguardanti la decisione di revocarla. 

Un tema che Orlando aveva già trattato anche nel corso della sua campagna elettorale, cogliendo nel segno le osservazioni e la battaglia in consiglio rilanciata dal consigliere dell’Idv, Totò Orlando, in cui aveva rimarcato non risultasse alcuna espressa rinuncia deliberata formalmente dai competenti organi del Comune di Palermo alla titolarità delle aree, ovvero i porti di S. Erasmo, Arenella ed Acquasanta ed in cui aveva dunque chiesto la revoca della convenzione. 
Inoltre si tratta di una questione che si è fatta strada nel tempo, c’è persino una corrispondenza col Quirinale e con i ministeri delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici, ed una interpellanza firmata dallo stesso Leoluca Orlando nelle funzioni di deputato nazionale, l’1 agosto del 2007 in cui si riassume la vicenda. 

Nell’interpellanza, Orlando chiedeva al ministro delle Infrastrutture se non ritenesse di dover procedere in autotutela al ritiro del decreto del 22 novembre 2005 di individuazione dei limiti della circoscrizione dell’Autorità Portuale di Palermo, essendo stato tale decreto adottato in contrasto con quanto disposto in sede di ricorso straordinario.

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