Giustizia è fatta’ …. quando ci sarà tempo

Redazione

Giustizia è fatta’ …. quando ci sarà tempo

- lunedì 14 Maggio 2012 - 18:21

Carenza organica. Inefficienza strutturale. Mutamenti sociali. Aumento dei procedimenti in corso. Sono numerose le cause che ostacolano il corso della legge. Soprattutto nel Sud d’Italia

 di Patrizia Romano

Milioni di procedimenti in corso e  tempi lunghissimi per definirli. La giustizia è veramente alle strette e la situazione è ormai insostenibile. Sul piano nazionale, sembra che questo marasma giudiziario riguardi l’intera Penisola. Ma se ci introduciamo in una comparazione dei dati che emergono dai vari Tribunali, ci si rende conto del forte divario che caratterizza Nord e Sud.

Le ragioni sono tantissime. In primo luogo, l’aumento delle cause civili; le cosiddette sopravvenienze. Anche se nel 95’, con l’introduzione del giudice di pace e con l’attuazione del nuovo codice di procedura civile, si registra una lieve riduzione dei tempi, sempre in quello stesso periodo aumenta vertiginosamente il numero delle  cause civili. Da allora, giorno dopo giorno, si forma il grande arretrato.  A questi motivi, si aggiungono i cambiamenti sociali dell’ultimo quarantennio. Negli anni Settanta, si affermano i diritti dei lavoratori. Di conseguenza aumentano le controversie individuali legate al lavoro. La società si trasforma da contadina a industriale e attorno alla nuova classe emergente nascono maggiori conflitti giudiziari. Cambia pure il tenore di vita, mutano i costumi sociali. Tutti elementi che provocano l’aumento dei procedimenti civili.

Ciò è positivo, ma evidenzia la carenza e l’inefficienza dei luoghi deputati ad applicarla. Pensiamo, per esempio alla mancanza di uffici per i magistrati. Non sempre questi dispongono di un luogo fisico dove lavorare tranquillamente. I magistrati si trovano spesso a fare richiesta pure di personale che li coadiuvi. Ma la figura di un pieno collaboratore non è prevista da nessuna parte. L’altro limite è fornito dall’ eccessiva frammentazione degli uffici giudiziari, che  è stata ridotta dalla eliminazione delle Preture solo parzialmente. Per raggiungere un buono standard organizzativo pare che ogni tribunale debba disporre di una ventina di giudici. Molti tribunali di alcune grandi aree metropolitane del Nord dispongono di un numero eccessivo di magistrati, mentre tutti quelli del Sud dispongono sì e no di una decina di unità.

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