Unsane e Stronger – Io sono più forte

unsane

 

Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi 

 

Unsane (id., USA, 2018) di Steven Soderbergh con Clara Foy, Joshua Leonard, Jay Pharoah, Juno Temple
Dopo la riuscita “premessa” de La truffa dei Logan, possiamo affermare che Soderbergh è tornato sul serio. Questo lungometraggio girato interamente con lo smartphone poteva risolversi in uno sterile esercizio di stile; invece, al netto di un passaggio eccessivamente semplificato (come mai il persecutore lavora già nella clinica?), si rivela un buon film. Dopo aver cambiato lavoro e città per sfuggire alle morbose attenzioni di uno stalker, Sawyer (Foy) è vittima di un ricovero coatto (per il quale ha ingenuamente firmato l’autorizzazione). In un crescendo di tensione – tra terapie imposte, esplosioni di rabbia e loschi retroscena – la nostra si trova in trappola, e (come spesso accade in queste situazioni) quasi nessuno le crede, all’inizio nemmeno lo spettatore. La madre è una rediviva Amy Irving. 

 

Oppure… 

Stronger – Io sono più forte (Stronger, USA, 2017) di David Gordon Green con Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Clancy Brown
Retorico lo è di certo, questo biopic dell’incostante Green su Jeff Bauman (qui un partecipe Gyllenhaal), giovanotto privato delle gambe dall’attentato terroristico che insanguinò la maratona di Boston nel 2013, diventato suo malgrado simbolo di una città che non si arrende. Ma il regista insegue pure un certo verismo nella messinscena (tra scelte estetiche ricercatamente in sottrazione e dialoghi familiari che si sovrappongono) e s’interessa al duro percorso di accettazione del protagonista (culminante nell’incontro con il suo salvatore) e della sua paziente fidanzata (interpretata da Maslany).

 

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«…Perché sa, non è solo questione di design, ma di come ti senti quando ci entri.» Dhanush, proveniente dalla povertà di Mumbai, simula un ritorno a casa fra le stanze allestite per la vendita in un grosso centro commerciale parigino per far colpo sulla graziosa Erin Moriarty nella troppo fiabesca e quindi piuttosto sproporzionata coproduzione L’incredibile viaggio del fachiro (The Extraordinary Journey of the Fakir, Francia/USA/India/Belgio/Singapore, 2018) di Ken Scott.

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