La stanza delle meraviglie e A Quiet Passion

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Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi 

 

La stanza delle meraviglie (Wonderstruck, USA, 2017) di Todd Haynes con Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Julianne Moore, Michelle Williams
Le narrazioni parallele di due epoche non sono un’innovazione, però Haynes, forte del suo stile, le rende un’esperienza immersiva, trascinante. Nel 1927 una ragazzina incompresa e sorda (Simmonds, realmente portatrice dell’handicap che caratterizza pure il personaggio incarnato nel successivo A Quiet Place) fugge a New York in cerca di una diva della quale colleziona ritagli di giornale. Stessa destinazione per un suo coetaneo (Fegley, Il drago invisibile), ma mezzo secolo dopo: non udente a sua volta a causa di un recentissimo incidente, intende trovare lo sconosciuto padre seguendo l’unico indizio di cui dispone. Il segmento più “antico” è in b/n e muto, come un film d’epoca, in armonia con le percezioni della protagonista; rievocato il celebre black out del ’77; ruolo “rabbonito” per il truce Tom Noonan.

 

 

Oppure… a_quiet_passion

A Quiet Passion (id., GB/Belgio, 2016) di Terence Davies con Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Duncan Duff, Keith Carradine
Gran cineasta Davies! La nostra distribuzione spesso se ne scorda. Qui percorre la vita della poetessa americana Emily Dickinson dagli anni giovanili (durante i quali ha il volto di Emma Bell), quando s’allontanò da un collegio cristiano. Mentre le sue composizioni trovavano pubblicazione, giunsero la maturità (per l’interpretazione superlativa di Nixon), un po’ di disillusione, discussioni con genitori e fratelli, soprattutto gli argini all’indole ribelle che, forse, presentivano la morte. I versi si coniugano con le immagini. C’è rigore calligrafico, ma il livello è alto. Sbalorditivo impiego del morphing.

 

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Guida piano!» Il sornione Jason Bateman, appassionato di giochi di società come la moglie Rachel McAdams, saluta quelli che ritiene essere i finti rapitori dell’invidiato fratello Kyle Chandler in una messinscena abilmente architettata da quest’ultimo (ma non è così) nella vivace commedia d’azione (delle perdonabili sbavature ci sono) Game Night – Indovina chi muore stasera? (Game Night, USA, 2018) di John Francis Daley, Jonathan Goldstein.

 

 

 

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