Mektoub, My Love: Canto Uno…al cinema

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Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi 

 

Mektoub, My Love: Canto Uno (id., Francia/Italia, 2017) di Abdellatif Kechiche con Shaïn Boumédine, Ophélie Bau, Salim Kechiouche, Lou Luttiau
La sicumera di Kechiche (autore comunque capacissimo) stavolta arricchisce questa consistente (tre scorrevoli ore) prima parte (di un dittico? di una trilogia? Ancora non si sa) delle vicende di un giovane sceneggiatore (e fotografo) trasferitosi a Parigi, di ritorno nell’originario paesino costiero meridionale per una vacanza che gli sia anche d’ispirazione. L’apertura “calda” svia di proposito, ma qui non siamo propriamente nei dintorni de La vita di Adèle: il protagonista (evidente alter ego del regista) è un artista in erba che, nell’estate del 1994, osserva (e idealmente prende appunti su) amiche e parenti all’interno di una ronde sentimentale in cui non si lascia coinvolgere, sì da scegliere indirettamente il suo “personaggio preferito”. E lo spettatore diventa impercettibilmente parte della comitiva.

 

 

Oppure… sergio_&_sergei_il_professore_e_il_cosmonauta

Sergio & Sergei – Il professore e il cosmonauta (Sergio & Sergei, Cuba/Spagna/USA, 2017) di Ernesto Daranas Serrano con Tomás Cao, Héctor Noas, Ron Perlman, Ana Gloria Buduén
Da un’incredibile storia vera. Cosmonauta sovietico (per definizione) diviene semplicemente russo con la caduta della cortina di ferro, mentre però si trova su una cadente navicella spaziale che non può rientrare per la mancanza di fondi legata alla delicata fase di passaggio. Per fortuna entra casualmente in contatto con un radioamatore cubano (quasi suo omonimo), docente portatore di un’ideologia in crisi abitante in un Paese che gravita(va) intorno all’URSS proprio come una capsula orbita intorno alla Terra. Niente di che, in fondo, ma simpatico. Al solito, il doppiaggio ignora le differenze linguistiche. 

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Forza bambini! Denti, pipì e a letto.» La bella ma indifferente Louise Bourgoin si rivolge così ogni sera ai suoi due figli piccoli, con i quali si è sistemata a casa di un basito Arnaud Ducret – scapolone impenitente che sperava in un nuovo coinquilino frequentatore di modelle – prima che i due combattano una piccola guerra domestica (per poi conoscersi meglio), nell’innocuo e alquanto superficiale Famiglia allargata (Les dents, pipi et au lit, Francia, 2018) di Emmanuel Gillibert.

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