Vuoi salvare una pianta? Mangia un vegano

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Una filosofia di vita? Un’alimentazione sana ed equilibrata? Una salvaguardia per l’ambiente? Un fatto di tendenza? O un estremismo ai limiti del paradosso? Cos’è il veganismo? Chi è il vegano? Perché lo si diventa? Viaggio nel ‘controverso universo’ Vegano 

 

Servizi di  Patrizia Romano 

Il veganismo è un movimento etico/filosofico che conduce a uno stile di vita, fondato sul rifiuto di ogni prodotto legato a qualsiasi forma di sfruttamento degli animali. Il nuovo termine fu coniato nel ‘44 da Donald Watson ed Elsie Shrigley per distinguere i vegetariani comuni e già conosciuti da quelli che non consumano neppure i derivati dagli animali. Da lì, il veganismo ha percorso molta strada, diffondendosi in maniera sempre più capillare e orientando sempre più persone verso questa scelta.

Il veganismo in cifre
Il numero di Vegani è in continua crescita. Secondo dati forniti dal Rapporto Eurispes dello scorso anno, quasi il 9 per cento della popolazione italiana ha scelto di seguire un’alimentazione vegetariana e vegana. Il numero di vegani è, addirittura, triplicato, passando dall’1 al 3 per cento. Gli Italiani sono sempre più attenti ai prodotti della propria terra, al marchio protetto e  sempre più proiettati all’acquisto di frutta e verdura di stagione, al chilometro zero, ai prodotti biologici e alla cucina veg style. Forse, questa tendenza al Vegan è l’inevitabile  conseguenza dell’aumento eccessivo di carne, registratosi negli ultimi decenni, indice, senz’altro, di uno  stato di maggiore benessere, esagerato.veganismo
Nella seconda metà del secolo scorso, infatti, il consumo di carne si è quintuplicato, passando da 45 milioni di tonnellate l’anno intorno al 1950 a 233 milioni nel 2000. Forte aumento di consumo pure dei prodotti di derivazione animale.
Questo aumento ha determinato una crescita improvvisa della produzione zootecnica e, conseguentemente, un forte aumento di allevamenti intensivi che, secondo dati forniti dalla Fao, è incompatibile con i ritmi naturali. Comunque sia, il veganismo sembra quasi uno scherzo del destino o forse una testimonianza di come tutto può cambiare radicalmente.
Nel nostro Paese, ogni italiano mangia circa 1400 animali ogni anno, per non parlare dell’uso di prodotti di pelletteria e di abbigliamento in lana e pellicce, a cui si aggiunge l’uso di cosmetici testati su animali, gli zoo, i circhi e gli acquari. Le ragioni della scelta vegan sono prevalentemente di carattere etico, salutistico e, oggi, più che mai, ecologico. Non mangiando più prodotti animali, ogni giorno salveremmo la vita di un animale, 4.164 litri di acqua, 20 chili di grano, 2,78 metri quadri di terreno, 9 chili di CO2. Inoltre, gli animali selvaggi popolerebbero nuovamente il pianeta, gli oceani si ripopolerebbero, i fiumi sarebbero più puliti, l’aria sarebbe decisamente più respirabile, la salute di tutti migliorerebbe.

Aspetto etico del veganismo
La scelta etica è legata a una indistinta sensibilità verso tutti gli animali. E’ stato ampiamente dimostrato che gli animali sono capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti. Quindi, secondo i vegani, non sono ‘cose’ da trasformare in cibo, in prodotti per il corpo o in capi da indossare. Per soddisfare la richiesta del mercato, gli animali vengono allevati in spazi ristrettissimi, privi di luce e, poi, uccisi. Tutti partecipiamo alla loro sofferenza, ma, alla fine, volgiamo sempre lo sguardo altrove. Siamo tutti, indistintamente, artefici del maltrattamento dei nostri ‘simili’.

Aspetto salutistico
L’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è espressa sulla forte nocività del  consumo di carni processate e di carni rosse. Dopo innumerevoli studi si è finalmente arrivati alla conclusione che il loro consumo non è proprio salutare. Gli animali non sono più sani. Spesso, gli animali da allevamento vengono allevati con antibiotici e farmaci di ogni genere e i pesci provengono da acque inquinate. Rimane, comunque, il fatto che una dieta con alimenti animali non è adatta all’organismo umano. Non c’è dubbio che un’alimentazione di origine vegetale riduca il rischio delle malattie definite del benessere, come il cancro, le malattie cardiovascolari e neuro degenerative, il diabete mellito, l’osteoporosi, l’obesità.

Aspetto ecologico
Il mondo di oggi super industrializzato minaccia l’ecosistema in maniera incontrovertibile. E’ necessario evolversi verso l’ECOcentrismo, quindi verso un rispetto più profondo dell’ambiente e di ogni forma di vita. Secondo i vegani, l’inquinamento del pianeta è dovuto anche al cibo. Negli allevamenti si consuma molto più cibo in proteine e calorie di quanto ne consumi l’uomo. Carne, latticini e uova sono cibi molto dispendiosi e inquinanti. Per non parlare della distruzione di milioni di ettari di terra coltivabile e all’uso della chimica. Non possiamo, infine, omettere l’enorme consumo di acqua. La salute ambientale è una questione di responsabilità alla sopravvivenza.

Dimensione spirituale del veganismo
Il veganismo ha, comunque, una parvenza, anche se tutta propria, di carattere spirituale.  Nel veganismo contemporaneo, infatti, è possibile intravedere alcuni tratti caratteristici delle cosiddette religioni implicite. L’attenzione scrupolosa per il rispetto e la salvaguardia della vita animale può, talvolta, assumere aspetti ritualistici e quasi sacrali. La dimensione religiosa del veganismo emerge anche dalla sua forte carica idealistica, che traspare nel desiderio e nel tentativo di cambiare il mondo, l’economia e la società, rendendoli più vivibili.

Questo articolo ha 1 commento

  1. Vegani e vegetariani sono il 7% della popolazione dai 18 anni in su. Secondo l’indagine Eurispes 2018, il 6,2% degli italiani si dichiara vegetariano e lo 0,9% vegano. Negli ultimi 5 anni, il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con valori compresi fra il 7 e l’8%. Aggiornate i dati!

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