Dieta vegana: il parere del nutrizionista

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La dieta vegana implica l’eliminazione di tutti gli alimenti di origine animale e suoi derivati. Ma come si può essere certi che si tratti realmente di un’alimentazione equilibrata e che non provochi delle alterazioni all’organismo? Ne parliamo con la dottoressa Eleonora Caracciolo, biologa nutrizionista

 

P.R. 

Una Position  Paper dell’Accademia di Nutrizione e Dietetica del 2016 sostiene che le diete a base vegetale, ben pianificate, possono applicarsi a tutti gli stadi evolutivi dell’uomo, fornendo benefici per la salute e per la prevenzione di alcune malattie.
Ma cambia proprio tutto nella nostra vita? Il regime alimentare vegano implica l’eliminazione di tutti gli alimenti di origine animale: dalle carni bianche e rosse, alle uova, ai mieli, al latte e ai suoi derivati, nonché a tutti gli alimenti contenenti, in quantità variabile, componenti di origine animale come lo strutto nel pane in cassetta, gli e470, il rosso cocciniglia nelle bevande e nei dolci, le gelatine, eccetera.dieta_vegana
Ma come si può essere certi che si tratti realmente di un’alimentazione equilibrata e che non provochi delle alterazioni all’organismo? E’ vero, ormai esistono diversi studi che ne dimostrano scientificamente tutti gli aspetti positivi. Associazioni come Ssnv (Società scientifica di nutrizione vegetariana), che hanno un team di esperti, nutrizionisti e pediatri a disposizione, confermano che l’alimentazione vegana è equilibrata, sia negli adulti che nei bambini, ovviamente senza improvvisazioni.
Ma la certezza, chi ce la dà?  “Un’alimentazione vegana – dice la dottoressa Eleonora Caracciolo, biologa nutrizionista, vegetariana, ma sempre molto attenta alla legislazione attuale, alle linee guida e alle ultime ricerche – può essere equilibrata, nel momento in cui viene tenuta sotto lo stretto controllo di una figura professionale competente, perciò sono totalmente bandite le diete fai da te o improvvisate, principalmente perché è facile incorrere in carenze nutrizionali, anche molto gravi”. E’ a questo punto che si parla di integratori, necessari ad apportare gli elementi nutritivi che in un’alimentazione vegana mancano. “Spesso – chiarisce, a proposito, la dottoressa –  il supplemento nutrizionale diventa necessario. Gli acidi grassi della serie n-3, EPA e DHA, sono importanti per lo sviluppo e la manutenzione del cervello, per la retina e le membrane cellulari, inoltre, diminuiscono il rischio cardiovascolare e di altre malattie croniche. Carenze di ferro e zinco sono rare nei paesi industrializzati, ma non assenti, mentre, molto frequenti sono i casi di insufficienza di vitamina B-12 perché non presente nel regno vegetale, mentre, per alcuni soggetti, calcio e vitamina D devono essere costantemente monitorati”.

L’altro aspetto importante è la fascia di età. La dieta vegana può essere seguita in qualsiasi fascia?  E, soprattutto, come deve porsi un genitore vegano nei confronti di un bambino? “Si dovrebbe tenere sempre presente – precisa –  che nei primi mesi di vita è fortemente raccomandato l’allattamento al seno esclusivo e qualora non fosse possibile, si dovrebbe ricorrere alle formule per lattanti (che non sono vegane) fino al compimento del primo anno. Mentre dal primo anno di vita in poi, è possibile seguire una dieta vegana, molto ben pianificata, controllata ed eventualmente supplementata. Poi, per quanto riguarda l’atteggiamento dei genitori nei confronti dei propri figli in età infantintile, è chiaro – dice la dottoressa – che, al giorno d’oggi, i genitori vegani sono sempre di più, quindi, è più probabile trovare quelli più attenti e quelli meno attenti. In ogni caso, è sempre necessario rivolgersi a medici specializzati nell’alimentazione del bambino veg, e informarsi, leggendo e documentandosi sull’alimentazione e sullo svezzamento veg nel bambino in età pediatrica”.
E’ chiaro, comunque, che ci sono riscontri positivi e negativi. Esistono evidenze scientifiche che affermano che bambini e adolescenti vegetariani mostrano minori assunzioni di grassi saturi e presentano un rischio inferiore, rispetto ai loro coetanei non-vegetariani, di sviluppare sovrappeso e obesità, con una conseguente significativa diminuzione del rischio di alcune malattie. D’altro canto, vi sono degli elementi e dei nutrienti che devono essere attenzionati e costantemente monitorati durante la pianificazione della dieta a base vegetale, soprattutto se indirizzata a bambini e adolescenti.
La guida di uno specialista, comunque, è necessaria anche per gli adulti. Non si può aggiungere e togliere un alimento, seguendo soltanto il proprio istinto. Secondo gli esperti dell’alimentazione, chi si approccia ad un cambio di dieta alimentare, da alimentazione onnivora a una alimentazione a base esclusivamente vegetale, dovrebbe ‘ridiscendere’ la piramide alimentare della dieta Mediterranea. Eliminando prima le carni rosse, poi le uova e carni bianche ed infine il pesce, il latte e i suoi derivati. Di diverso avviso sono i vegani. Molti di loro, infatti, sostengono che, spesso, si diventi prima vegetariani non mangiando più carne e pesce, e quando ci si sente pronti a cambiar la propria vita, elimini tutti i derivati animali.
Il loro suggerimento è quello di fare sempre il passo, seguendo il proprio amore interno, senza costrizioni, convinti che ognuno ha bisogno dei propri tempi per fare un vero cambiamento.
 

 

 

 

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