I fantasmi d’Ismaël e La mélodie…al cinema

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Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi

 

I fantasmi d’Ismaël (Les fantômes d’Ismaël, Francia, 2017) di Arnaud Desplechin con Mathieu Amalric, Charlotte Gainsbourg, Marion Cotillard, Louis Garrel
Un regista inquieto (l’irrinunciabile Amalric), la sua compagna bisognosa di stabilità (Gainsbourg) e la moglie scomparsa oltre vent’anni prima e data per morta (Cotillard), rispuntata come se niente fosse. Nelle mani giuste sono già elementi bastevoli per un buon mélo, ma Desplechin – fra i migliori cineasti contemporanei – aggiunge armoniosamente una spy story (genere che evidentemente gli piace) piazzata all’interno del film che il dubbioso e fuggevole protagonista sta girando rifacendosi alla vita del fratello (set svelato con un ammiccamento), riflessioni tormentate sul senso dell’arte, un’ironia distillata. E attenzione all’ingombrante figura del suocero (László Szabó), forse sprone dell’intera bizzarra vicenda. Meravigliosamente illustrato il ritorno in treno a Roubaix. Particina per Alba Rohrwacher.

 

Oppure… la_mélodie

La mélodie (id., Francia, 2017) di Rachid Hami con Kad Merad, Samir Guesmi, Renely Alfred, Tatiana Rojo
Non è una novità (non solo per lo sfondo musicale, addirittura per lo strumento insegnato): classe disagiata e periferica parigina si riscatta grazie alle lezioni d’un mesto violinista (sorprendente Merad) privo di ingaggi prestigiosi, reclutato per un progetto integrativo. Si può perfino immaginare come finisce, eppure il percorso scelto da Hami (esordiente nel lungo) è equilibrato, genuino, toccante, degno del miglior Cantet (benché ci siano meno conflitti). Lo script – che omaggia un noto musical – in un’ottica sociale giustamente non trascura i vispi confronti fra i ragazzi (e con i loro genitori).

 

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Ti faccio l’account Matilda De Angelis, avvezza a spogliarsi su Internet, invita l’indebitata madre Donatella Finocchiaro a imitarla e a entrare nel cupo mondo del deep web, dove di lì a poco, per non perdere la casa, metterà all’asta la propria verginità (e sarà del pervertito Alessandro Haber l’offerta più alta) nel disperato, interessante – a suo modo – ma irrimediabilmente ingenuo (videochiamate con tanto di nome in simile contesto?!) Youtopia (Italia, 2018) di Berardo Carboni.

 

 

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