Hannah e Omicidio al Cairo…al cinema

hannah

 

I consigli di Massimo Arciresi

 

Hannah (Italia/Belgio/Francia, 2018) di Andrea Pallaoro con Charlotte Rampling, André Wilms, Stéphanie Van Vyve, Simon Bisschop
Una donna non più giovane (Rampling, da Coppa Volpi a Venezia) frequenta un corso di teatro, nuota in piscina e fa le pulizie in casa d’altri. Il marito (Wilms) è in carcere, non sappiamo perché. Ma la signora – intuiamo strada facendo – ha qualche grave responsabilità al riguardo. Per questo s’intende pian piano che per lei gli esercizi di recitazione, il ricercato straniamento, il bisogno di una maschera, il fingersi mamma o nonna (dato che il vero figlio l’ha allontanata) rivestono un’importanza vitale, benché lo scoramento sia pronto a prendere il sopravvento. Tanto che talvolta “realtà” e rappresentazione si (con)fondono significativamente. E anche circondarsi d’acqua serve, probabilmente, ad attutire i dolori (però con le negazioni come si fa?). A qualcuno sembrerà irrisolto; è rilevante? 

 

Oppure… omicidio_al_cairo

Omicidio al Cairo (The Nile Hilton Incident, Svezia/Danimarca/Germania/Francia, 2017) di Tarik Saleh con Fares Fares, Mari Malek, Hania Amar, Yasser Ali Maher
Il Cairo, 2011, poco prima che l’onda della Primavera Araba investa Piazza Tahrir. Noredin (Fares, insostituibile), agente avvezzo a mezzucci illegali, conserva abbastanza senso morale da voler far luce sull’efferata uccisione di una cantante nel centralissimo hotel Hilton. La testimonianza di una sfuggente cameriera sudanese (la modella Malek, dalla cui vita si potrebbe trarre un altro film) inchioderebbe un pezzo grosso. Tuttavia qualcuno preme perché le indagini si arenino. Impianto poliziesco tradizionale sullo sfondo di un pezzo di storia recente. Spiegando le falle, anche attuali, per una reale svolta.

  

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Un minuto di silenzio può durare molto. Un vero minuto di silenzio dura un’eternità.» Franz (Sami Frey) sancisce uno dei tanti momenti trascorsi in compagnia dell’amico Arthur (Claude Brasseur) e di Odile (Anna Karina), oggetto del desiderio di entrambi, prima che i tre si risolvano a compiere una goffa rapina casalinga nell’eccezionale e seminale (e finalmente distribuito al cinema in Italia!) Bande à part (id., Francia, 1964) di Jean-Luc Godard.

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