Elezioni politiche: avanti in ordine sparso, con alleanze variabili

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I Siciliani si preparano alle elezioni politiche di marzo. Di fronte a loro i partiti tradizionali, con il ben conosciuto carico di promesse pre- elettorali e una inaspettata new entry nel panorama: il Mov 5 Stelle, con il restyling voluto dai vertici, ha compiuto il fatidico passo di avvicinamento verso la “normalizzazione”

 

di  Mario Guglielmino*

Il quadro è abbastanza confuso e non aiuta certo i cittadini a scegliere consapevolmente. Nessuno potrà dirsi sicuro che dal proprio segno e dal seggio elettorale nasca una maggioranza ben definita di governo. E’ vero che le alleanze nel centro destra sembrano abbastanza solide, sotto l’egida del redivivo garante Silvio Berlusconi, che ha da sempre mostrato particolare abilità ed esperienza nel contemperare i bollori leghisti e i rigori della destra più e meno moderata. Però è anche vero che, ove le urne non daranno la certa vittoria alla compagine così delineata, questa sarà inevitabilmente destinata a smembrarsi, per dar vita a una serie di possibili combinazioni.
La più probabile sarebbe la riproposizione di un governo di responsabilità, con larghe intese, e un clima che richiamerebbe molto quello seguente al  Patto del Nazareno, con Renzi e Berlusconi come gran maestri di sala. Lo stesso Silvio Berlusconi, in una intervista di qualche mese fa, propose una formula di continuità dell’attuale governo Gentiloni, fino a nuove elezioni, che verrebbero comunque ritenute necessarie. Ma si sa che in Italia anche la configurazione di soluzioni provvisorie, potrebbe diventare definitiva con alcune correzioni e aggiustamenti politici.
L’incognita è data dalla formazione e dal consenso di Liberi e Uguali, che sotto la guida del presidente Grasso, sta lavorando per riunire la fronda di sinistra non allineata alle posizioni renziane. Tuttavia il percorso che inizialmente era stato salutato con entusiasmo e favore da promotori e attivisti di quell’area politica, ha poi subito un rallentamento, a causa di molti malumori per le candidature scelte e per alcuni messaggi non coerenti nelle varie  regioni.
Il Movimento 5 stelle, con una manovra che potremmo ben definire spericolata, apre all’idea della collaborazione programmatica, e pur omettendo  accuratamente di inserire nel proprio vocabolario la parola “alleanze”, fa comprendere che un accordo sulla base di un dialogo stabile e di carattere  duraturo, potrebbe essere possibile, con tutte le forze che lo vorranno.
Tra queste, secondo gli osservatori, non c’è granchè accordo: secondo alcuni la componente leghista potrebbe far da sponda ai rampanti grillini, secondo altri a far loro da interlocutore stabile potrebbe essere proprio la sinistra non renziana. Molte minori chances di dialogo avrebbero Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Di certo, se i grillini avessero adottato la strategia attuale, un pò tardiva a dire il vero, probabilmente nei comuni siciliani, per esempio, e alla Regione  Sicilia, avrebbero potuto trovarsi già  in formazioni di governo, e non ancora all’opposizione,  pur avendo ottenuto  un po’ ovunque un consenso da  primo “partito”. E non essere quindi relegati sempre a un ruolo di opposizione destinata alla poca efficacia riguardo all’istanza diffusa di immediato rinnovamento della politica da parte dei cittadini.

* Voci Attive

 

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