Concerto a più strumenti presso l’Auditorium della Rai

Scinardo-Capodicasa

Concerto a più strumenti. Domenica 19 novembre quattro talenti musicali si sono esibiti presso l’Auditorium Rai di Palermo, in viale Strasburgo 19

 

di  Joey Borruso

Grande successo domenica scorsa per il concerto a più strumenti presso l’Auditorium della Rai a Palermo, in viale Strasburgo 19. Protagonisti fra gli altri Vincenzo Capodicasa, insegnante di sostegno presso l’Istituto comprensivo Sferracavallo, e Giacomo Scinardo, un giovane di 17 anni che studia al liceo musicale di Palermo.
Vincenzo Capodicasa oggi ha 43 anni ma la sua storia musicale inizia quando aveva gli stessi anni di Giacomo. All’evento in Rai, oltre Scinardo e Capodicasa, anche Costanza La Bruna (alla batteria) e Gaspare Capodicasa (al pianoforte). L’iingresso era libero, 99 i posti a sedere, 15 i brani che sono stati presentati. L’esibizione di Vincenzo Capodicasa e Giacomo Scinado in passato è avvenuta anche al “Daro Art”, suggestivo laboratorio di creatività in via Castellana Bandiera 26/a sempre a Palermo. Anche in quell’occasione musicisti hanno danno vita ad atmosfere capaci di catturare l’attenzione di un attento e partecipativo pubblico in una sala abbellita dalle opere della studentessa dell’Accademia di belle arti di Palermo, Dora Correnti, compagna di Capodicasa. A lei si è ispirato Capodicasa per scrivere molti brani, come “Cammina con me”.
Il suo primo album “Passi”, iniziò a scriverlo al liceo con la prima chitarra in mano. Fossati, De Gregori e De Andrè, lo influenzarono molto. A 16 anni per la prima volta prese una chitarra in mano, quella di Attilio, l’amico di famiglia di Napoli che ogni estate deliziava la gente con le canzoni del repertorio partenopeo.  Proprio in quel periodo iniziò a suonare da autodidatta. Da subito vennero fuori le sue capacità tecniche, insieme all’innata vena creativa. Già con i primi semplici accordi, scrisse musica e nacquero le prime canzoni. Vincenzo Capodicasa decise quindi di studiare chitarra e canto sotto la guida del maestro e amico Giuseppe Rizzo. Dal 2004 le prime esperienze musicali in pubblico con la formazione di vari gruppi di genere cantautoriale.
Poi il primo album nel 2013 “Passi” e la sua partecipazione nel 2014 al concorso nazionale “musica controcorrente”. In quell’occasione superò la preselezione on line, arrivando in semifinale al Cet di Mogol con il brano “La ballata delle camicie rosse”.
Tra i brani di maggiore successo uno un po’; malinconico dal titolo “Amico mio”, scritto all’indomani di un traumatico e tragico evento di un suicidio. “Negli ultimi tempi – sottolinea con soddisfazione Vincenzo Capodicasa – c’è un risveglio della città verso l’inedito”.

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