Turismo: la Sicilia fra le mete più gettonate del 2017

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Incremento del turismo in Sicilia per paura di soggiornare nelle capitali europee, ma gli utili di esercizio non decollano. Serve sostegno da parte della politica

 

di  Joey Borruso

“Il 2017 sta delineando in Sicilia le migliori performance per il settore in termini di occupazione. L’aumento delle presenze la nostra regione lo ha subito per gli equilibri instabili di molti paesi del mediterraneo e la situazione di preoccupazione che ancora regna per i soggiorni delle capitali europee”. Sono queste le parole del vice presidente vicario di Federalberghi Sicilia Nicola Farruggio che, concedendoci un’intervista esclusiva, analizza la situazione relativa ai soggiorni sul nostro territorio.

Penso sia interessante chiederle come mai abbia deciso di lavorare proprio in questo settore?
Il mio percorso probabilmente era segnato sin dalla mia nascita essendo nato proprio in una camera di un albergo, ovvero dell’albergo di proprietà della mia famiglia. Sono un figlio d’arte poiché la mia famiglia dal 1921 ha cominciato l’avventura nel mondo dell’hotelletie ed io sono onorato di continuare nella prosecuzione dell’attività anche nel rispetto di chi mi ha preceduto. Ovviamente alla base una grande passione ed amore per il settore che mi consente ancora, malgrado le difficoltà, di proseguire il mio impegno.

Nicola_Farruggio
Nicola_Farruggio

Lei è la voce di tutti gli albergatori siciliani. Quali sono le difficoltà principali che gli albergatori si trovano ad affrontare in termini di competitività online e prenotazioni dirette?
Oggi, ma ormai da tempo, il sistema delle prenotazioni ha subito una naturale evoluzione che ha prodotto un cambio di visione delle strutture ricettive nei loro processi di vendita. Si sono ampliati i canali che hanno, nello stesso tempo, aumentato la visibilità delle strutture e dall’altra parte le stesse si sono adeguate ad un mercato che è in continuo mutamento. La capacità di governare i processi ha consentito a molte strutture di performare anche meglio del passato, così che possiamo affermare che il settore alberghiero, sta anche provando a riconquistare il proprio spazio anche nel rapporto diretto con il cliente che senza alcuna intermediazione oggi può trovare ed acquistare direttamente soggiorni ed offerte anche molto più competitive contattando la struttura alberghiera.

Come pensa che gli albergatori possano superare queste sfide e reinventare il modo in cui entrano in contatto con gli ospiti?
Si tende a fidelizzare il cliente, si ricerca ogni contatto con lo stesso per proporre le offerte più calibrate per le varie esigenze. Le banche dati dei propri clienti sono determinanti e ritengo che ogni albergo cerca di sfruttarli al massimo delle possibilità.

Può darci in anteprima qualche dato sull’andamento turistico nel 2017?
La Sicilia è stata certamente tra le regioni maggiormente gettonate anche se non possiamo dire che questo incremento sia stato generato da una azione programmatica ben precisa. La nostra regione è stata percepita come destinazione sicura anche se l’aumento delle presenze non è paragonabile a quello registrato da altre destinazioni che in tal senso risultano più strutturate e mature. Poi diverso appare oggi il risultato conseguito dalle strutture in termini di utili di esercizio e questo è sicuramente il dato che emerge meno ai più ma che è bene che si faccia sapere.

Quali sono gli ultimi progetti portati avanti dalla vostra associazione e quali sono ancora in cantiere?
L’impegno della nostra associazione, certamente di gran lunga la più rappresentativa del sistema ricettivo, ci vede oggi lavorare intanto per equilibrare e mettere ordine in un sistema che da un po’ di tempo appare senza controllo anche agli organi preposti. La disfunzione delle presenze ci conduce a quello che oggi non può che definirsi il mercato parallelo, nella maggior parte dei casi, sommerso. Un danno per le imprese che con grande difficoltà continuano ad operare ma anche per i territori. Urge una migliore regolamentazione del nuovo o meglio una evoluzione normativa complessiva che metta tutti sullo stesso piano, scoraggiando chi, in modo furbo, genera il falso albergo creando un boomerang per tutto il sistema. Naturalmente il nostro impegno è anche quello di accompagnare le amministrazioni collaborando, ove si può, al fine di migliorare le criticità del settore turistico, e non solo ricettivo, nonché quello di provare ad indirizzare le scelte delle politiche turistiche. Ritengo il turismo un settore ancora poco considerato dalla politica sia locale che regionale e, proprio per questo, la Sicilia non è ancora riuscita a superare il gap con molte altre destinazioni. Forse mi viene da pensare che sia una scelta voluta in considerazione che tutti, o quasi tutti, sembrano conoscere alla perfezione le motivazione dell’arretratezza, le soluzioni, e gli interventi da fare, che poi regolarmente non vengono mai  fatti. Oggi investire in Sicilia non è certamente conveniente sia per il sistema burocratico che blocca ogni iniziativa di sviluppo, sia per il sistema dei tributi, siano essi locali che regionali, che pone le imprese regolarmente fuori mercato rispetto alla maggior parte delle destinazioni turistiche. Un sistema politico miope non riesce a comprendere che queste sono le principali criticità della mancata crescita economica dell’Isola per un settore che ritengo assolutamente strategico e verso il quale occorrerebbe rivolgere un’attenzione diversa.

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