Una mostra fotografica per il Festino

Il Cerchio

Viva Palermo e Santa Rosalia!                                           

L’ampio Salone degli Eventi del Megastore Mondadori di Palermo ospiterà fino al 16 luglio 2017 le raffinate fotografie relative alle diverse manifestazioni collegate al Festino di Santa Rosalia, Patrona di Palermo e venerata con fervore da tutti gli abitanti della città

 

di  Andrea di Napoli

La caratteristica più curiosa del dialetto siciliano, parlato nella zona occidentale della regione, consiste nel dare alle parole un genere, maschile o femminile, diverso rispetto alla lingua italiana. Infatti conosciamo tutti la controversia intorno all’arancina palermitana o al gatto comune che diventa “’jatta”. Una  breve passeggiata viene chiamata “passìo” e, addirittura, il tovagliolo sulla tavola, con un francesismo, diventa “salvietta” , pertanto, la grande festa in onore della Santa Patrona per i palermitani sarà sempre “‘u Fistino”. mostra-fotografica
La data delle celebrazioni non corrisponde al giorno in cui la Chiesa festeggia Santa Rosalia (morta il 4 settembre 1170), ma ricorda il ritrovamento delle ossa su Monte Pellegrino (15 luglio 1624), e la miracolosa scomparsa dell’epidemia di peste, che aveva flagellato la città, attribuita alla misericordiosa intercessione della Santuzza.
Prendendo l’avvio dalla devozione religiosa il Festino diventa uno spettacolo popolare di suoni e luci, di colori, di bancarelle e varia umanità.

Le fotografie esposte sono 50 stampe in bianco e nero relative all’edizione del 2012  e sono state realizzate da Salvatore Clemente e Salvo Cristaudo. I due soci dell‘Unione Italiana Fotoamatori hanno documentato abilmente il lavoro preparatorio delle maestranze, la fatica delle prove ed il percorso dell’affollata processione. Il progetto espositivo è il risultato della sinergia dei 2 autori per allestire non una “doppia-personale” ma un’unica mostra tematica.
Si è trattato di un anno particolare che faceva seguito ad edizioni meno “sentite” delle quali i palermitani ricordano solo un carro inspiegabilmente tempestato di cristalli Swarosky (che invece farebbero meglio a dimenticare).
Per una singolare coincidenza, il Festino di quest’anno ha in comune con quello del 2012 la rielezione di Leoluca Orlando a Sindaco di Palermo. Cinque anni fa si verificò il coinvolgimento dell’intero panorama associativo e culturale cittadino.  le scuole di danza, il conservatorio, le accademie e i teatri vollero prendere parte all’evento. La “Base logistica” delle attività preparatorie, come documentano le foto, ha trovato lo spazio adeguato all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa.
Infatti, in occasione di questo bel reportage fotografico, più che in altre occasioni, il corteo trionfale e le manifestazioni sacre e profane coinvolsero l’intera popolazione della città di qualsiasi livello sociale ed anche le comunità di stranieri, socialmente integrati e, dopotutto, palermitani come gli altri, furono felici di partecipare attivamente.
Il culto della città verso Rosalia è successivo nel tempo a quello rivolto alle sante raffigurate dalle statue sulle facciate del complesso monumentale dei 4 Canti : Ninfa, Agata, Oliva e Cristina. In seguito anche la statua di Santa Rosalia trovò una degna collocazione poco distante, sul prospetto di Palazzo delle Aquile, sede del Municipio.
La Santuzza protegge Palermo insieme al Co-patrono San Benedetto il Moro. Un santo nato sui Nebrodi, a San Fratello nel 1526 da genitori provenienti dal Nord Africa. Dunque, i palermitani si sono affidati a Santa Rosalia, che abbandonò il lusso e gli agi della nobile famiglia Sinibaldi e a San Benedetto, un modesto  monaco figlio di  immigrati.
La significativa e non casuale corrispondenza tra i giorni del festino e l’allestimento della mostra è utile a comprendere con quale Spirito ed a spiegare per quale motivo  i palermitani si riversano ogni anno lungo le strade del Cassaro per raggiungere la Marina ed assistere all’immancabile “masculiata finale” dei giochi di fuoco che concludono rumorosamente  i festeggiamenti.
Durante la fase organizzativa lo stimato giornalista Nino Giaramidaro ha fornito amichevolmente il suo prezioso contributo ed anche nel corso della piccola “Tavola rotonda” inaugurale, ha commentato la mostra apprezzando la scelta dei due autori di utilizzare il bianco e nero, mentre, con un dotta relazione personale l’architetto Raffaele Savarese ha analizzato e approfondito il contenuto storico, artistico, la valenza sociale e ogni altro aspetto che è possibile cogliere attraverso l’osservazione dei lavori esposti.

Inizialmente prevista fino al giorno 28, la mostra fotografica “Festino 2012” di Toti Clemente e Salvo Cristaudo, “durerà” solo fino al 16 luglio 2017, a causa dell’inattesa cessazione dell’attività dello Store Mondadori di via Ruggero Settimo n°16, a Palermo, presso cui è stata allestita e del quale tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarne le iniziative artistiche e culturali sentiranno la mancanza.

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