La Festa dei popoli al Foro Italico

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Per chi non lo conoscesse, il Foro Italico di Palermo è uno dei più suggestivi parchi del capoluogo siciliano. Si estende per oltre 40.000 metri quadrati sul lungomare del quartiere Kalsa

 

di  Giuseppe Patti

Ogni giorno, tantissimi giovani, famiglie e anziani, affollano la vasta area verde, godendo del prato e della brezza marina. Facilmente, però, si scorgono due macchie: una bianca e una nera. Da un lato giovani bianchi si godono il loro tempo libero vicino ad altri bianchi; dall’altro, giovani neri, fanno altrettanto con altri neri. Un muro alto, invisibile e mentale separa i due colori, sintomo di una mentalità forse ancora troppo intollerante.
Questo stesso luogo, Domenica 7 Maggio, farà da cornice alla “Festa dei popoli”, un evento tutt’altro che segregazionista, cui il tema principale è la giustizia e la pace di tutti i popoli.festa dei popoli

“Si festeggia la volontà positiva di essere costruttori di giustizia e di pace – ci dice P. Sergio Natoli, coordinatore dell’evento e responsabile dell’associazione Arcobaleno di Popoli – In un mondo che sembra dilapidato da lotte continue – continua Natoli – da sopraffazioni di popoli su altri popoli, quelli che siamo qui nella città di Palermo, vogliamo lottare per la giustizia e la pace, e darne testimonianza”.
Il tema dell’evento, d’altronde, sembra ricalcare non solo la consapevolezza che il futuro della Sicilia, e del nostro Paese, sarà sempre più una convivenza multietnica, dove crescerà la partecipazione e l’arricchimento culturale, ma evidenzia come i capisaldi di una buona società siano la giustizia, (intesa come promozione sociale, di welfare state) e la pace. Questi valori universali sono indispensabili per non costruire sulle sabbie mobili.

“Nella nostra comunità siciliana, nel nostro Paese – ribadisce Natoli – niente e nessuno minaccia la giustizia e la pace, ci sono direttamente fatti ed episodi che li intaccano; alcuni esempi: perché un immigrato deve essere pagato 600 euro al mese, quando è costretto a lavorare senza sosta anche 24 ore al giorno, senza alcun contributo sociale? Perché un immigrato di tipo economico (cioè coloro che scelgono di emigrare per migliorare la propria condizione di vita) per una giornata in campagna deve essere pagato 27 euro? La media è di 80; perché un immigrato che lavora normalmente come collaboratore familiare, viene preso per la gola e gli si dice: se vuoi avere dei contributi te li paghi tu? E potrei continuare. Di contro – continua P. Natoli – la festa dei popoli pretende di appartenere a tutti i popoli: a quelli che hanno scelto di vivere in questo territorio, a chi vi è nato, a chiunque voglia incentivare una convivenza pacifica, armoniosa e giusta. Questi sono i nostri diritti, scritti tra l’altro nella carta dei diritti umani”.
La manifestazione, sostenuta e voluta dall’Amministrazione comunale, vuole tradurre in prassi il tema dell’accoglienza, della solidarietà, con attività gradevoli e ludiche. Sono previsti in programma mostre di pittura, giochi e animazione per bambini, tornei sportivi, esibizioni musicali e performance di danza tipici dei differenti paesi; e ancora, degustazione di prodotti tipici.
Il tutto sarà anticipato da un momento di preghiera interreligiosa. “La preghiera interreligiosa – ci dice P. Natoli – non deve essere intesa nella nostra attuale accezione. Noi italiani, che abbiamo radici nella cultura greca, siamo così bravi da voler separare la fede dalla vita comportamentale, tanto da dire di essere cattolici ma non praticanti. Popoli di altri continenti non hanno queste radici culturali. Per cui la dimensione religiosa fa parte della vita ordinaria, per questo motivo, abbiamo voluto esprimere in questo momento di festa anche un pensiero religioso che tocchi le religioni più importanti monoteiste”. Oltre alle rappresentanze religiose, contribuiranno all’evento anche diverse associazioni che operano localmente nel sociale: associazione S. Chiara, Centro Arrupe, Centro Astalli, Missione di Speranza e Carità di Biagio Conte, la Sartoria sociale Al Revès, Camminiamo insieme, la comunità ghanese, mauriziana, delle Filippine, dello Sri Lanka, dell’Ecuador, del Perù, della Romania e del Senegal.

Il 7 maggio al Foro Italico, la Festa dei Popoli propone una splendida opportunità per esprimere che è possibile vivere senza barriere, è possibile formare una nuova società, giusta e pacifica. È possibile cominciare a vedere, in quella vastissima aria verde, un unico colore, che non sia né bianco, né nero; e che la diversità è bellezza, il fattor comune che unisce i popoli.

 

 

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