Le cose che verranno e Acqua di marzo…al cinema

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Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi

 

Le cose che verranno (L’avenir, Francia/Germania, 2016) di Mia Hansen-Løve con Isabelle Huppert, André Marcon, Roman Kolinka, Édith Scob
In questa vicenda su una professoressa di filosofia (Huppert, basta la parola) – assillata dalle manie della madre (un’ottima Scob) – che vorrebbe educare onestamente al pensiero (un’idea pervadente la trama), che si ritrova inaspettatamente tradita dal consorte (il calibrato Marcon) e che prova a rigenerarsi rifugiandosi temporaneamente in una sorta di comune abitata dal più brillante dei suoi ex-alunni (l’aderente Kolinka) c’è… Qualcosa nell’aria. Cioè, ci sono alcuni umori, rivisti, del testé citato film di Olivier Assayas, non per niente marito dell’autrice (l’influenza di climi e lo scambio di volti si notano sempre di più). Un percorso asciutto, tra taciute aspettative disattese sui figli (tradite dall’ammirazione per il vecchio allievo) e una gatta insinuante. Lo sbocco, tuttavia, è positivo.

 

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Acqua di marzo (Italia, 2017) di Ciro De Caro con Roberto Caccioppoli, Rossella D’Andrea, Claudia Vismara, Gianni D’Andrea
Mantenendo il montaggio “a singhiozzo” del suo sorridente esordio low budget, Spaghetti Story, De Caro – che stavolta utilizza i “salti” per costruire successivamente dei flashback che estendono i dialoghi mozzati – rispunta con un’opera analogamente povera e maggiormente sostanziosa, innervata da temi squisitamente cinematografici come il ritorno e la ricerca di sé. Così assistiamo al rientro dell’irrequieto Libero (Caccioppoli) a Battipaglia (da Roma), dove ci sono la nonna moribonda, gli antitetici genitori (Anita Zagaria e Nicola Di Pinto, bravi e sottoutilizzati) e la cara amica d’infanzia (D’Andrea)…

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«Dimenticare sarebbe peggio.» Il medico Barry Ward spiega all’addolorata “signora della morte” Donatella Finocchiaro (che cerca di proteggere la disaffezionata nipote Sara Serraiocco) la necessità di conservare e mostrare le foto degli effetti dei bombardamenti a Cagliari durante la Seconda Guerra Mondiale (sfondo dell’azione) nel secco, anomalo, documentato ed efficace L’accabadora (Italia, 2017) di Enrico Pau.

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