Palermo e i pezzi d’Arte mancanti

piazza della vergogna

Palermo e i pezzi d’Arte mancanti. Mai più ricollocate due delle sedici statue rimosse da Piazza Pretoria. Il giallo delle statue di Venere e Mercurio di “Piazza della Vergogna”

 

di  Salvo Sbacchis

Se si dovesse stilare un catalogo dei pezzi mancanti del patrimonio artistico monumentale di Palermo, città piena di testimonianze artistiche di tutti i periodi dell’Arte, ci si accorgerebbe che pezzi del patrimonio artistico e culturale di Palermo ne mancherebbero davvero un bel pò.
A mancare in parte o del tutto alla fruizione dei visitatori sono pezzi grandi e piccoli sparsi per la città. Tra i pezzi mancanti, ad esempio, c’è il timone che teneva in mano una delle statue in bronzo a piazza Castelnuovo, oppure, la fionda del giovane Davide che sta dietro la cancellata del giardino del teatro Politeama, o ancora, il ciuffo della coda di uno dei due leoni di bronzo davanti il Teatro Massimo. Ma questi sono solo alcuni dei pezzi mancanti più evidenti delle opere, rubati, spariti, o dimenticati  in qualche deposito di reperti della città.
Pezzi mancanti di cui alle volte, il turista o semplicemente chi va a fare una passeggiata in centro non si accorge.

Un esempio per tutti è quello della mancanza di due delle sedici statue seicentesche che adornavano la più  importante fontana di Palermo, quella del Camilliani a piazza Pretoria, voluta dal Senato palermitano per la cinquecentesca piazza palermitana che sta, tra Palazzo Bonocore e il Municipio. Fontana che occupa il centro della meglio conosciuta “Piazza della vergogna”.

venere verticordia
venere verticordia

Toponimo affidato dai palermitani alla piazza, non tanto per il lungo periodo di degrado in cui ha versato la piazza per anni, o per gli intrighi di palazzo, ma piuttosto per i nudi delle divinità greche che adornavano la piazza. Statue che per cinque secoli hanno assistito immobili dal loro piedistallo a mezzo millennio di vicende storiche palermitane.
Quindi, oggi, chi sale per la Discesa dei Musici, la scalinata che dall’antico asse del Cassaro porta alla fontana del Camilliani, noterà, se fa bene attenzione, che al gruppo marmoreo mancano due statue. Le sculture  mancanti a tutt’oggi, sono quella dedicata a Mercurio e quella dedicata a Venere Verticordia. Statue rimosse e mai più riportate ai loro piedistalli originari. Quello che si sa è che le statue, o ciò che ne rimaneva, furono  portate via durante l’ultimo restauro della fontana, e portate via in un deposito del Comune ricavato all’interno della chiesa di San Sebastiano alla Cala.
Dopo il restauro la fontana venne restituita alla fruizione di turisti e palermitani, ma senza le due statue. Anche ricerche alla Soprintendenza di via Calvi a caccia dei due miti dell’Olimpo  non hanno dato frutto: delle due statue non c’è traccia. Di esse rimangono solo alcune immagini d’archivio o che riproducono la fontana durante le cannonate dei borbonici contro i garibaldini o durante il bombardamento degli Alleati del Quarantatrè. Non mancano altre foto che mostrano statue decapitate, ringhiere divelte e marmi scheggiati. Ma tra di esse nessuna foto recente, che mostri le due statue ricollocate ai loro piedistalli assieme agli altri pezzi, come il gruppo degli animali, le fontane dei quattro fiumi Papireto, Maredolce, Oreto e Gabriele, le statue di Ercole, Diana, Bacco e la Grande Madre.
Non si capisce come mai dopo il restauro i posti delle due statue siano stati lasciati vuoti.
Le Soprintendenze di altre città d’arte, ad esempio, quando ci sono pezzi mancanti  sostituiscono con copie le statue assenti dai loro piedistalli il tempo necessario che la filiera del restauro faccia il proprio corso, o vengono sostituite con dei cloni.
A Palermo invece, dopo il pensionamento dell’ultimo custode della chiesa di San Sebastiano, dove si pensa stiano custoditi i due piedistalli rimangono vuoti. Intanto, in attesa di una ricollocazione dei due pezzi mancanti, ai cittadini e ai turisti che volessero sapere come poteva essere il lato della piazza che ospitava le due statue, non rimane altro da fare che affidarsi alla propria immaginazione.
Ma, se proprio non si vogliono  mettere due copie, che almeno nella scalinata dei musici si collochi una targa, una foto o altro, almeno a ricordo di ciò che la piazza completa delle due statue poteva apparire.

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