Elle e Life – Non oltrepassare il limite…i film della settimana

elle

 

Voglia di cinema! I consigli di Massimo Arciresi

 

Elle (id., Francia/Germania/Belgio, 2016) di Paul Verhoeven con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling
Dieci anni dopo l’ingiustamente dimenticato Black Book, Verhoeven torna a reclamare il posto d’onore che gli spetta fra gli autori di statura europei (sebbene il film sia stato prodotto per caso nel Vecchio Continente). La caccia al violentatore della matura Michèle (Huppert) assume i connotati di un gioco al massacro – già macabramente rappresentato dai videogiochi che produce la protagonista – simbolicamente rivolto alla deteriorata borghesia odierna. Dei numerosi personaggi, suddivisi fra parenti, amici, colleghi e vicini, non si salva nessuno (no, nemmeno la devota Virginie Éfira): i giovani si arrampicano (senza meriti), gli adulti tradiscono (senza scrupoli), in una progressione più paradossale che drammatica (l’ironia è sottilissima), quasi una “selezione della specie”. Da un romanzo di Philippe Djian.

 

Oppurelife_non_oltrepassare

Life – Non oltrepassare il limite (Life, USA, 2016) di Daniel Espinosa con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada
Sembra una variazione moderna (vedi il ben definito equipaggio internazionale) di Alien. Però lo svedese Espinosa (Safe House, Child 44) riesce nell’arduo intento di costruire un’invidiabile tensione dall’inizio (baciato da un impressionante piano-sequenza) alla fine. Su una stazione spaziale (destinata a trasformarsi in trappola) sei astronauti studiano un campione biologico prelevato su Marte; il fascino della scoperta si tramuta presto in incubo. Gyllenhaal è un po’ perplesso, il resto del cast (completato da Olga Dihovichnaya e Ariyon Bakare) è perfetto. Finale leggermente telefonato ma controcorrente.

 

Voglia di cinema! La frase della settimana

«È colpa della pera!» La scusa – destinata a diventare tormentone nazionale – dell’ingenuo e simpatico contadino algerino Fatsah Bouyahmed per le azioni compiute in stato di (involontaria) ubriachezza durante una tappa della sua scarpinata da Marsiglia alla Fiera dell’Agricoltura di Parigi al fianco della sua adorata mucca nel tenue e fiabesco (e perciò adatto ai bambini) In viaggio con Jacqueline (La vache, Francia, 2016) di Mohamed Hamidi.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *