Fenomeno migratorio in Sicilia: chi sono i nuovi cittadini?

studenti-stranieri

E’ indubbio che il fenomeno migratorio in Sicilia sia noto a tutti, ma spesso l’attenzione si focalizza solamente sui nuovi approdi, tralasciando l’attenzione su comunità, etnie, pienamente integrate, presenti da diverso tempo

 

di  Giuseppe Patti 

Cambiano i ruoli, ma non il copione. La Sicilia si trasforma da luogo di partenza, a terra di ventura per nuovi siciliani. L’Isola svolge un ruolo cruciale, da raccordo, tra due mondi distinti, due realtà scisse: da un lato la guerra religiosa, l’instabilità politica, il terrorismo incombente, il sogno di un futuro più roseo e prospero; dall’altro il Vecchio Continente, l’Europa, la terra promessa.
E’ indubbio che il fenomeno migratorio sia noto a tutti, ma spesso l’attenzione si focalizza solamente sui nuovi approdi, tralasciando l’attenzione su comunità, etnie, pienamente integrate, presenti da diverso tempo, che collaborano nella formazione di questo Paese, dal punto di vista culturale, lavorativo, economico.

Ma quanti e chi sono questi nuovi cittadini italiani?
Secondo gli ultimi dati Istat, fino allo scorso anno, i residenti stranieri presenti sono 183.192, con una maggiore presenza di uomini rispetto alle donne. Queste, su base regionale, rappresentano il 47,9%, ma nelle province di Enna (54,6%), Messina (53,8%) e Catania (51,2%) sono più numerose degli uomini.stranieri

A livello provinciale, Palermo mantiene il primato, ospitando 36.980 stranieri con un aumento del 3,9 per cento rispetto all’anno scorso. Segue Catania con 33.416 (+5,1%) e Messina con 28.136 (+0,1%). Ragusa è al quarto posto con 25.744 con un aumento del 7,4% rispetto al 2014. In queste prime quattro province risiedono più della metà del totale degli stranieri. La provincia di Trapani, conosciuta anche grazie alla tradizionale comunità tunisina di Mazara del Vallo, si colloca al quinto posto con 18.187 (+10,9). Non mutano le posizioni neanche per le province che hanno meno di 15 mila residenti stranieri. Agrigento ha conosciuto un aumento del 6,5%, raggiungendo 14.450 unità e Siracusa, che ospita 14.364 migranti, ha registrato una crescita del 6,3%. Caltanissetta, con 8.484 residenti stranieri e un aumento del 6,0% è al penultimo posto, mentre Enna, nonostante sia l’ultima provincia per quanto riguarda gli iscritti (solo 3.431), ha avuto il secondo più grande tasso di crescita della regione (l’8,9%).
Altro dato interessante, in contrapposizione a quanto si crede, è quello relativo alle etnie, non tutte di matrice africana, a testimonianza che il flusso migratorio con oggetto il nostro Paese è un fenomeno costante e non legato esclusivamente alle attraversate del Canale di Sicilia.
Al primo posto si consolida la presenza dei romeni (53.189) con la stessa percentuale dell’anno precedente (29,0%) e con un aumento limitato a 2.417 nuovi residenti. La loro presenza è significativa soprattutto nelle province di Catania (10.737), Ragusa (7.515), Messina (7.301) e Palermo (6.909).

La seconda comunità, con il 10,5%, è quella dei tunisini: si concentrano in due province: quella di Ragusa (7.952) e quella di Trapani (5.364). Gli immigrati marocchini sono terzi con 14.840 (8,1%), in leggero aumento anche loro (+274). Gli immigrati provenienti dallo Sri Lanka (7,3%) occupano sempre il quarto posto e rimangono concentrati soprattutto nelle province di Messina (4.402), Palermo (3.902) e Catania (3.736).
Il loro numero è sceso di circa 100 unità, da 13.541 a 13.452. La comunità bangladese (8.134) e quella albanese (8.039) rappresentano ciascuna il 4,4% del totale regionale.
Anche il numero dei cinesi è diminuito rispetto all’anno precedente di circa 300 unità passando da 7.640 alla fine del 2014 a 7.306 alla fine del 2015. Essi svolgono soprattutto attività commerciali e sono più presenti nelle province di Catania (2.014), Palermo (1.588) e Messina (918).

L’ottava e la nona comunità, rispettivamente quella polacca (5.390) e quella filippina (5.343) rappresentano ciascuna il 2,9% del totale degli stranieri residenti in regione. I filippini sono quasi tutti residenti nelle tre province di Messina (2.589), Palermo (1.773) e Catania (604) mentre i polacchi si trovano in particolare a Siracusa (1.448) e a Messina. Sono presenti anche diverse comunità nomadi, di origine rom, sebbene non facilmente stimabili, in quanto il loro censimento non viene effettuato da diverso tempo.

Ovviamente, i dati oscillano continuamente, sia a causa dei nuovi approdi sia per il metodo con cui vengono effettuati, piuttosto limitato se si considera che diversi immigrati hanno deciso di condurre una vita oscura, lontana dai riflettori della vera e propria cittadinanza, che comporta diritti e doveri, e una registrazione anagrafica. Tuttavia molti sono riusciti a integrarsi: aumenta il numero delle imprese guidate da stranieri, così come il numero degli operai coinvolti e quello dei matrimoni misti, tra italiani e stranieri. Le classi scolastiche diventano sempre più multietniche, sebbene parte dei giovani immigrati rimane estranea anche all’istruzione primaria, così come le accademie musicali, le comunità parrocchiali, i circoli, i luoghi di ritrovo sono sempre più eterogenei, e al contempo omogenei.

 

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *