Il lavoro? Non si cerca…si inventa! Parola di Dalila Napoli

Dalila Napoli

Come trasformare un evento negativo in opportunità. L’esempio di Dalila Napoli che, con determinazione ed entusiasmo, ha creato la sua nuova professione dopo aver perso il lavoro per il quale aveva tanto studiato. Grazie anche ai social.

 

di  Clara Di Palermo

Cosa fai se, improvvisamente, perdi il lavoro per il quale hai studiato e ti sei tanto impegnata? Ma ti reinventi, ovviamente!!!
Forse non tanto ovviamente, visto che in tantissimi vengono schiacciati da eventi come questo che cambiano completamente la vita di una persona, ma è un dato di fatto che sempre più donne che, per vari motivi perdono il lavoro, si reinventato una nuova vita professionale.
In un mondo estremamente digitalizzato, i social diventano i nuovi strumenti di lavoro: sono oltre 7 milioni le donne che in Italia, quotidianamente, si collegano a un social network, e questo dato ci fa capire come il fenomeno sia diventato parte integrante della nostra quotidianità. E per tanti sia una vera opportunità.Dalila Napoli

Dalila Napoli, palermitana, 32 anni, una laurea in tecniche di prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, quando nel 2012 la società per cui lavorava è fallita e si è trovata senza lavoro, non si è persa d’animo.
“Io sono una chiacchierona – confessa -, mi piace interagire con le persone e, quindi, aprire un profilo Facebook e entrare in contatto con il popolo social, ancor di più una volta che avevo tanto tempo a disposizione dato che il mio lavoro da ispettore sanitario si era dissolto, è stato quasi naturale”.

Nel 2013 nasce un magazine online col quale inizia a collaborare riscoprendo la sua passione per la moda, una passione che oggi l’ha portata a diventare “fashion blogger, definizione importata dall’inglese ma diventata di uso comune e che identifica chi ama consigliare e informare sulle tendenze moda.
“Anche se io dico sempre di non seguire la moda così come viene proposta dagli stilisti – aggiunge Dalila -, ma di cercare di creare uno stile personale,  che identifichi rispetto alla massa. Lo suggerisco soprattutto alle ragazze che oggi sono sempre di più vestite in maniera uniforme, quasi indistinguibili le une dalle altre. Dobbiamo sdoganare il concetto che si possa essere eleganti solo se si indossa un capo della grande firma”.
Nato quasi come un gioco, questo lavoro occupa Dalila a tempo pieno, tra sfilate, organizzazione di eventi e pubbliche relazioni.
“Mi ha aiutata il mio senso estetico, il fatto che mi piace identificarmi con un mio stile che non necessariamente debba essere quello imperante nel momento. A me, ad esempio, piacciono molto i cappelli e li indosso tutte le volte che posso. E poi da cosa nasce cosa…..Esempio lampante ne è bella sinergia nata con Rosa Fortunato (stilista palermitana della quale L’inchiesta Sicilia si è già occupata, ndr),  e abbiamo tanto progetti da sviluppare – confida Dalila -, primo tra tutti quello di realizzare una scuola di taglio e cucito, per consentire a tante donne di avviare una loro attività lavorativa. E dato che l’unione fa la forza, ho coinvolto anche un’altra donna, Susanna Giordano, e nel suo negozio (Leone di via Petrarca) diamo il via a mini sfilate di moda, nel corso del pomeriggio, per creare piccoli eventi che coinvolgano anche il cliente”.
Inviti e coinvolgimento massimo, tutto veicolato attraverso i social.
Oggi il web offre tante opportunità, molte tutte al femminile, come “WorkWideWomen.com” che, come si legge in home page, è la prima piattaforma di social learning leader nella formazione femminile sulle nuove professioni legate al web e alle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è diminuire la disoccupazione femminile attraverso formazione qualificata online sulle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro. Siamo una community e crediamo nella forza della condivisione.

Condivisione, nel mondo social, è una parola magica, Dalila ne è la prova:  è stata caparbia e determinata, non si è fatta scoraggiare o sopraffare da un momento sfavorevole e il suo è certamente un esempio di come, malgrado la crisi economica diffusa, ci si possa abilmente inventare e ritagliare un proprio spazio professionale.

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Affermare che chi cerca un lavoro ha la possibilità di inventarselo è proprio di chi ha UNA MENTALITA’ COSERVATRICE. In una SOCIETA’ CIVILE sono gli organismi scolastici, che, alla conclusione degli studi, COLLOCANO OGNI GIOVANE IN UNA ATTIVITA’ LAVORATIVA, consona con le sue attitudini.

    1. Gentile Sig. Magno, non mi pare che si parli di contrapposizione tra organismi scolastici e creatività o iniziativa. L’uno può essere certamente il completamento e il complemento dell’altro. Il mondo si evolve. Trovo un ottimo esempio quello della DOTTORESSA Napoli che, libera da qualsivoglia mentalità antiquata e conservatrice, non ha atteso una ricollocazione nel mondo del lavoro esclusivamente ristretta alla sua formazione scolastica e universitaria, ma ha avuto la capacità di reinventarsi per recuperare la sua indipendenza, non solo economica. E’ sintomo di una mentalità moderna, aperta e capace di mettere a frutto istruzione e iniziativa personale.

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